Cavs-Hawks, le pagelle della serie: Teague e Schroeder troppo inconstanti, LeBron&Co. escono imbattuti

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I Cleveland Cavaliers al secondo turno di questi playoffs eliminano senza troppi sforzi per 4-0 gli Atlanta Hawks, mantenendo così l’imbattibilità nella post-season.

Cleveland Cavaliers

irving james

LeBron James 8: sempre più determinante per questi Cavs. Rispetto la serie precedente è riuscito nell’intento di migliorare le proprio statistiche per quanto riguarda punti segnati (+1.5), assist (+1) e palle rubate (+1.2), aumentando anche le percentuali dal campo (50.7%) e soprattutto da tre punti (42.1%). Non c’è molto altro da dire su LBJ, perché come da previsione è riuscito a far saltare ogni tipo di difesa che ha provato a mettere in piedi su di lui Atlanta.

Kyrie Irving 7.5: sicuramente ha segnato meno (21.3 punti a partita) e difeso peggio rispetto il primo turno, ma il contributo di Irving è stato fondamentale anche in questa serie: si è messo maggiormente al servizio della squadra chiudendo con 6.3 assist di media e tirando poco si dall’arco, ma con percentuali stratosferiche (12/18 che valgono il 66.7%).

JR Smith 6.5: lievemente in calo dopo la serie con i Pistons, ma JR Smith è un giocatore prezioso per i Cavs. Utilizzato come tiratore sugli scarichi ha punito eccellentemente Atlanta in gara 2 con 23 punti e 7 triple a referto. Molto meno instabile e discontinuo, ha imparato a curare maggiormente la selezione di tiri e a non strafare.

Kevin Love 7.5: dopo le numerose critiche ricevute per la poca adattabilità al roster, Love sembra essersi sempre più inserito nel gioco di Cleveland, nonostante un avvio di serie particolarmente difficile al tiro (gara 1 terminata con 4/17 e gara 2 con 3/12), complice però anche un leggero infortunio. Ha chiuso tutte e quattro le partite in doppia-doppia di media con 19 punti e 13 rimbalzi, dato fondamentale considerando la frontline degli Hawks. In attacco la sua pericolosità dall’arco (47.5% da tre) costringe le difese ad aprirsi e creare così spazi per le penetrazioni di Irving e LeBron.

Tristan Thompson 6.5: pochi minuti in campo tolta gara 1 (40 che sono valsi 8 punti e 14 rimbalzi), ma il suo contributo a rimbalzo non manca mai: 11 media e sempre in doppia cifra tranne che in gara 2. In difesa un mastino su Horford, dimostrando ancora una volta come il suo dominio fisico possa condizionare le partite.

Channing FryeChanning Frye 7: dopo appena 9 minuti concessi in gara 2, Frye conquista la fiducia di coach Lue e si guadagna più spazio nelle rotazioni: fondamentale in gara 3 con 7/9 dall’arco e 27 punti finali, a cui aggiunge anche 7 rimbalzi. Ottimo cambio di Love per allargare il campo e punire sugli aiuti.

Richard Jefferson 6: semplice, pulito ed efficace. Discreto contributo dall’arco per Jefferson (5/6), che gioca poco, ma quando è sul parquet fa la cosa giusta al momento giusto, senza esagerare.

Timofey Mozgov sv: caduto sempre più nel dimenticatoio, il povero Mozgov gioca solamente 13 minuti in gara 2 senza segnare un canestro.

Matthew Dellavedova 5: non una buonissima serie per Delly. In difesa soffre particolarmente Schroeder e i pochi minuti che gli sono concessi lo scoraggiano in attacco, dove chiude la serie con un pessimo 3/15 al tiro. Da segnalare i 6 assist in gara 2 in poco più di 13 minuti.

Iman Shumpert 6: in attacco si prende poca iniziativa, ma riesce lo stesso a dare una mano ai suoi, come ad esempio in gara 4 (10 punti e 2 canestri da tre). In difesa rimane comunque efficace e si va’ a prendere il miglior attaccante avversario .

Coach Tyronn Lue 7: si pensava che nonostante i favori del pronostico avrebbe subito gli aggiustamenti tattici di Budenholzer e che avrebbe potuto creare più danni che benefici. Lue ha invece creato un sistema di gioco che coinvolge i tanti tiratori a sua disposizione, aprendo il campo e mettendo così in crisi la difesa degli Hawks. Intelligente anche il giusto minutaggio che concede ai vari Thompson, Frye, Smith e Shumpert, così da farli rendere al massimo.

Atlanta Hawks

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Jeff Teague 5.5: Una serie a fasi alterne. In gara 1 e gara 4 sembra non essere nemmeno entrato in campo. Nelle due partite centrali della serie è invece uno dei migliori degli Hawks, con l’exploit in gara 3 chiusa con una sontuosa doppia doppia da 19 punti e 14 assist. Da un playmaker della sua esperienza e caratura ci si aspetta però ovviamente di più, soprattutto in una serie così importante.

Kyle Korver 5: Una serie intangibile, sempre fuori dal gioco e mai in ritmo. Non riesce a dare quello che ci si aspetti da lui, soprattutto da dietro l’arco dei 3 punti (42.9% con appena 3.5 triple tentate a partita), con l’unica eccezione in gara 3 dove termina con 18 punti e 5 triple a referto.

Kent Bazemore 5: esordisce in gara 1 con una prestazione esaltante da 16 punti e 12 rimbalzi, ma piano piano si perde nella serie complici le pessime percentuali al tiro da due (1/7 in gara 2 e 1/5 in gara 3) e soprattutto da tre (5/23 complessivo).

Paul Millsap 6.5: Per costanza il migliore dei suoi. L’ala grande fa sentire la sua presenza sia in fase offensiva, che nella metà campo difensiva. Chiude la serie in doppia doppia di media, con 17.3 punti e 10.3 rimbalzi di media, e guida gli Hawks nel momento del bisogno. Impotente nelle due partite decisive di fronte alle percentuali mostruose dei Cavs dalla linea dei 7,25.

Al Horford 6: con Millsap regge il frontcourt di Atlanta in maniera più che degna. Sotto le plance Cleveland fatica e parte del merito è sicuramente del domenicano, che come il suo collega di reparto può poco di fronte alle irreali percentuali da 3 punti dei Cavs. Dal punto di vista realizzativo si sblocca solo in gara 3 (24 punti), ma in difesa non cala mai di rendimento.

Hawks_dennis-schroeder_2013Dennis Schroeder 6: troppo troppo incostante. In gara 1 si carica la squadra sulle spalle e prova a trascinarli alla vittoria con 27 punti e 6 assist in una prestazione eccellente, ma non basta. Poi sparisce per due partite, dimostrando che ancora mentalmente non è pronto per questo tipo di palcoscenico. In gara 4 sembra un altro giocatore e in 26 minuti di gioco realizza 21 punti, facendo impazzire la difesa dei Cavs.

Mike Scott 5: viene impiegato diversi minuti nelle prime due partite dando anche un buon contributo, ma in difesa è passivo e gioca solamente 8 minuti nelle due gare successive.

Thabo Sefolosha 6: in difesa su LeBron non riesce ad incidere, però si ritaglia qualche spazio in attacco, punendo da tre punti gli avversari (1.5 triple segnati su 2 tentativi a partita). Molto bene anche in gara 4 dove ha chiuso con 16 punti, 6 rimbalzi e 3 assist.

Mike Muscala sv: tanta tanta panchina per lui, con un unico sprazzo in gara 2 dove in 14 minuti segna 2 triple e chiude con 10 punti.

Tim Hardaway Jr 5: gli viene concessa l’occasione di dire la sua in gara 2 ma la spreca sparacchiando da tre punti (1/4) e non vede praticamente più il campo.

Humphries 6: buttato nella mischia dopo gara1, Humpries sotto canestro riesce a dare un contributo più che dignitoso, soprattutto in gara 2 (12 punti e 9 rimbalzi). Bene anche in difesa, anche se in difficoltà contro i lunghi che giocano spesso sul perimetro.

Mike Budenholzer 5: Di fronte ad uno sweep del genere ci sono poche scuse. Budenholzer non è stato in grado di saper contenere i Cavs da dietro l’arco dei 3 punti. Tanti, troppi sono stati i tiri aperti presi da Cleveland e più per sbagliate rotazioni difensive, sembrava fosse una chiara scelta dell’allenatore. Soprattutto per i tiri dagli angoli che LeBron & Co prendevano in maniera totalmente indisturbata.

 

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