Centoventi minuti, cinque posti, nove squadre in ballo: la rincorsa alla post-season

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Agli Stati Uniti, non che sia una novità, va riconosciuto il merito di aver fatto, nel corso degli anni, letteralmente scuola in numerosi campi. Oggi – e non preoccupatevi di essere capitati in un blog di una ragazza exchange student perché non lo siete – però, vogliamo parlarvi di qualcosa di diverso dal solito: il ballo di fine anno. Da che mondo è mondo, e neanche questa può essere considerata una novità, il prom statunitense o il nostro MakΠ è il ballo che tutti attendono, quello per cui parte la caccia all’ultimo biglietto disponibile. Considerato il fatto che oltreoceano la maggior parte di queste feste si svolgono, effettivamente, nella maggior parte dei casi sui parquet delle palestre scolastiche, possiamo ritornare a parlare della nostra tanto amata palla a spicchi. Infatti, il ballo di fine anno è stato introdotto in campo sportivo, neanche a dirlo, proprio al di là dell’Oceano Atlantico sottoforma di post-season o playoffs che siano. Portata al termine questa premessa metaforica, possiamo concentrarci finalmente sulla situazione della nostra LBA, e nello specifico sulla ricorsa ad un posto nella griglia scudetto, che a sole tre giornate dalla fine della stagione regolare ha come protagonista più della metà delle squadre della lega. Proviamo a mettere un po’ d’ordine analizzando la situazione di ognuna di esse, senza trascurare le già qualificate AX Milano, Reyer Venezia e Vanoli Cremona.

MILANO, VENEZIA E CREMONA: UNA CENERENTOLA TRA LE DUE CERTEZZE

Non ce ne vogliano le altre 13 squadre del campionato, ma se la post-season 2018/19 potrebbe rivelarsi una delle più avvincenti degli ultimi anni è merito soprattutto di questi tre team, che a modo loro, e con alterne fortune se vediamo al cammino europeo dell’Olimpia e della Reyer, hanno saputo ridare un certo brio alla pallacanestro nostrana. A 120 minuti dalla sirena che sancirà la fine della regular season, la squadra che pare essere più in vena è proprio quella capeggiata da Meo Sacchetti, autore principale della storica vittoria della Coppa Italia maturata nel mese di febbraio e di una stagione andata ben oltre le più rosee aspettative. Se non fosse per il fatto che i meccanismi della Vanoli debbano essere testati durante la post-season, sarebbe anche sbagliato parlare di una Cenerentola tra le grandi, ma questa è la realtà dei fatti: da una parte la corazzata di Pianigiani può garantirsi il vertice della classifica superando tra le mura amiche del Forum almeno una tra Avellino e Trieste, dall’altra la seconda classificata, verosimilmente, uscirà dallo scontro diretto del PalaRadi della 29ª giornata.

BRINDISI, TRIESTE E TRENTO: CORSA AL MIGLIOR POSTO

Quando si parla di Happy Casa, Alma o Dolomiti Energia, sostanzialmente si parla di middle class, di borghesia, e quindi di capacità di evolversi in continuazione in base alle esigenze e di ottenere il meglio dalle proprie risorse. Nello specifico, da un lato troviamo il team che fa capo a Frank Vitucci che fin dalla pre-season ha versato sui vari parquet d’Italia tutto quello che aveva e che è andato ad un passo dal vincere la Coppa Italia, dall’altro troviamo le formazioni settentrionali che hanno saputo far fronte alle proprie emergenze (di natura tecnica per quanto riguarda Trento, economica per Trieste, ndr) e che ora, con un occhio alle eventuali occasioni da sfruttare, vogliono assicurarsi un posto tra le migliori otto del torneo. Il calendario, infatti, nasconde ancora numerose insidie: il PalaPentassuglia assumerà i tratti di un’arena medievale quando i padroni di casa ospiteranno Trieste e, dopo il Derby del Sud con Avellino, Trento. Ma saranno numerose le battaglie che tempesteranno la penisola: la Buscaglia-band, prima di partire per la Puglia, dovrà fare visita alla Virtus Bologna e ospitare Milano, mentre Dalmasson, dal canto suo, prima di concludere la stagione dovrà imporsi sulla Sassari di Pozzecco o rischiare di dover espugnare il Forum all’ultima. Insomma, per una volta, anche la classe borghese non può rifugiarsi in alcun tipo di calcolo.

SASSARI, AVELLINO: VIETATO MOLLARE 

Poco più di una settimana fa, per parlare della Dinamo Sassari e della Sidigas Avellino avremmo dovuto scrivere che per un team che sale ce n’è uno che scende. Già, una settimana fa, quando i Giganti si sono imposti, ribaltando anche la situazione relativa alla differenza canestri, sulla prima versione, raffazzonata, della Scandone targata Maffezzoli. Poi, ci ha pensato l’aria di festa, come si dice in certi casi, a portare consiglio e due punti fondamentali alla truppa biancoverde che ora si trova appaiata alla Pozzecco-band, giunta tramite una cura rivitalizzante ormai alla decima vittoria consecutiva (oltre ad un pareggio in Europe Cup, ndr). Adesso, però, per entrambe è giunto il momento dello snodo cruciale: se i sardi, per non vanificare gli sforzi primaverili, devono proseguire sulla stessa lunghezza d’onda senza regalare nulla a Brescia, Trieste e Cantù, i lupi hanno l’onere di provare a vincere almeno due delle prossime tre sfide, verosimilmente le ultime due (vs Brindisi, @Pistoia, ndr) dato lo scontro del Forum previsto per domenica sera.

VARESE, CANTÙ: OCCHIO ALLE OCCASIONI

Hanno scritto, ciascuna a proprio modo e a suo tempo, la storia della pallacanestro italiana (13 scudetti totali, ndr), hanno resistito negli ultimi anni a diverse turbolenze ed ora, Varese e Cantù, si trovano accostate a quota 28 punti in classifica, un passo dietro quella linea che marca il confine tra le migliori otto del torneo e le restanti squadre. Loro che hanno preso parte decine di volte alla post-season, dopo aver superato alcuni ostacoli, di origine economica per Cantù e di natura tattica, vista la striscia aperta di 5 sconfitte consecutive, per Varese, si ritrovano a dover sperare in qualche passo falso delle concorrenti. Innanzitutto c’è la necessità di superare, per coach Caja, scogli del valore di Pesaro, Pistoia e Bologna mentre il tragitto che separa il team brianzolo dalla seconda apparizione consecutiva ai playoffs prevede come fermate Pistoia, Torino e Sassari.

BOLOGNA E BRESCIA, LA SPERANZA ULTIMA A MORIRE

Francamente, sia la Virtus Bologna, che nel corso della stagione ha sprecato troppe occasioni per meritarsi un posto al sole, sia la Germani Brescia, che dal canto suo ha impiegato troppo tempo per iniziare la scalata verso la conquista della post-season, non sono state condannate soltanto dalla matematica, che consentirà loro di avere una speranza almeno fino al termine della prossima giornata. Anche in questo caso, il calendario non lascia spazio ad equivoci: da un lato le Vu Nere, dopo lo scontro diretto previsto per stasera al PalaLeonessa, ospiteranno Trento e Varese e potrebbero addirittura essere artefici del proprio destino in caso di tre vittorie, dall’altro la truppa che fa capo ad Andrea Diana si recherà a Sassari e Venezia.

LA NOSTRA PREVISIONE

1. Milano

2. Cremona

3. Venezia

4. Brindisi

5. Trieste, Trento, Avellino e Sassari a quota 34 (in attesa degli ultimi scontri diretti e della definitiva classifica avulsa)

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