Charlie Recalcati: “Blocchiamo le retrocessioni! Basta obbligo sugli italiani, diamo degli incentivi economici alle società”

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Nella quarta puntata di BU Sundays abbiamo avuto come ospite Carlo Recalcati, un’icona del basket italiano, forse l’icona del basket italiano. Nonostante i quasi 75 anni, Charlie ha ancora oggi idee illuminanti:

BLOCCO DELLE RETROCESSIONI (Minuto 36)

“Qual è la priorità di oggi del basket italiano? Fare risultato sportivo o avere una solidità economica? Per me assolutamente la seconda. A noi manca in questo momento la capacità di essere lungimiranti e innovativi. Non saremmo nemmeno i primi a bloccare le retrocessioni perché era già stato fatto nel mondo della pallavolo anni fa e abbiamo visto quale spinta ha avuto la pallavolo. Se per alcune società vuol dire risparmiare qualche soldino e crearsi un futuro più roseo, facciamolo. Certo, se poi nemmeno questo aiuta la X società a sistemarsi da un punto di vista economico, a quel punto le leghe e le federazioni decideranno di riposizionare quella X società”.

INCENTIVI AL POSTO DI OBBLIGO (minuto 52)

“I giovani italiani devono giocare. Devono avere la possibilità di migliorare giocando in partita. E qui dobbiamo parlare dell’annoso problema dell’obbligo degli italiani a roster, che vale anche per l’A2 e per le minors con l’obbligo dei giocatori Under. Un conto è averli in squadra, un altro – molto più importante – farli scendere in campo. Inizialmente l’intento della federazione, obbligando le società a mettere 5-6 italiani a referto, era quello poi di avere ottimi cestisti per la Nazionale. Teoricamente, se metti più giocatori nei vari campionati, automaticamente hai più giocatori per l’Italbasket. Quest’obbligo però non ha portato alcun frutto e, quando fai un cambiamento, devi avere la capacità di misurare i risultati; se negativi, bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro/cambiare. Noi ci siamo accorti più di 10 anni fa che quest’obbligo non stava portando alcun frutto. Bisogna passare dall’obbligo all’incentivo. Dare dei soldi alle società che mettono in campo giocatori italiani dà loro una maggiore spinta, soprattutto per le squadre di media-bassa classifica, a investire sui ragazzi nostrani. Gli incentivi dovrebbero esistere anche per gli Under dall’A2 in giù”.

BASKET ALL’APERTO (1 ora e 10)

“Una ventina di anni fa avevamo provato a organizzare un’amichevole all’aperto con l’Italia davanti al Castello Sforzesco a Milano ma nessun’altra Nazionale era disposta a partecipare. Siamo troppo abituati a giocare in situazioni comode, il rischio è troppo alto: l’incolumità dei ragazzi sta davanti a tutto. Bella come idea eh, bellissima, suggestiva, ma poco praticabile”.

BU Sundays #4

Pubblicato da BasketUniverso su Domenica 17 maggio 2020
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