Chi ha vinto lo scambio tra Charlotte e Milwaukee?

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Miles Plumlee
Roy Hibbert, Spencer Hawes e Miles Plumlee sono tre giocatori che quest’anno hanno saltato diverse partite per infortunio, stanno avendo pochi minuti nelle loro squadre e stanno giocando, per motivi diversi, una delle loro peggiori stagioni da quando sono nella lega. Cambiare aria era inevitabile, ma vederli protagonisti di un reciproco scambio invece che come giocatori di contorno per arrivare a qualche nome più importante fa uno strano effetto, perché da soli possono cambiare poco gli equilibri di una squadra. Eppure quel poco potrebbe davvero fare la differenza, in una Eastern Conference dove i seed per qualificarsi ai Playoffs, tolti i primi, sono tutti in equilibrio: tra la sesta e la dodicesima posizione ci sono solo 7 vittorie di differenza. Cosa ci hanno allora guadagnato le due squadre?

Innanzitutto i Bucks si sono liberati di un giocatore come Plumlee, che ormai non rientrava più nei piani di Jason Kidd tanto da non fargli giocare neanche 10 minuti di media quest’anno, in più hanno preso due contratti in scadenza a fine stagione per un valore complessivo di 11 milioni di dollari. Hanno aggiunto al loro reparto lunghi un tiratore dal 35% da tre in carriera come Hawes ed un buon rim protector come Hibbert, anche se ormai gli infortuni lo hanno limitato parecchio.


Sebbene non sia più il giocatore di Indiana, Roy rimane pur sempre un 219 cm con un’apertura alare di 2 metri e 25 con ottimi tempi difensivi. Sotto canestro non ha bisogno di saltare per intimidire gli avversari e non abbocca quasi mai alle finte, così da sopperire ad una mobilità orizzontale e verticale sotto gli standard NBA

Hibbert rimane un rinforzo intelligente per i Bucks, che quest’anno faticano molto più dell’anno scorso nella propria metà campo, tanto da essere la ventunesima difesa della NBA. In più quello che è il loro centro titolare, John Henson, ha un defensive rating di 107 punti per cento possessi, che non è molto lontano dal 105 dell’ex Hornets, ma curiosamente il primo va meglio nelle partite in trasferta, con 106, mentre il secondo nelle partite casalinghe, con 103,6. Probabile quindi, vista la presenza di Greg Monroe nelle rotazioni, che in alcune partite avrà più spazio Henson ed in altre Hibbert.

Se poi i Bucks dovessero qualificarsi ai Playoffs potrebbe far molto comodo un giocatore d’esperienza come Hibbert in una squadra giovane come quella di coach Kidd, avendo giocato con la maglia dei Pacers 54 partite di offseason e due serie finali di Conference, entrambe perse, di cui una in gara 7 nel 2013.

 

Una delle azioni più iconiche di Roy Hibbert ai Playoffs ai tempi dei Pacers, nelle semifinali di Conference contro i New York Knicks quando i sogni di Carmelo Anthony di giocarsi la finale contro LeBron si sono letteralmente infrante su di lui

Gli Hornets, dal canto loro, si sono liberati di uno Spencer Hawes che non tirava così male da tre punti dalla stagione 2011-12 e in difesa ha avuto un net rating (differenza tra punti segnati e subiti dai suoi con lui in campo per 100 possessi) di -10, complici anche i problemi difensivi della panchina di Charlotte. Probabilmente è stato questo il motivo per cui coach Steve Clifford ha deciso di cambiare qualcosa nel reparto lunghi: se in attacco la sua second unit è settima tra tutte le squadre NBA per produzione offensiva, gli stessi giocatori hanno una differenza tra efficienza offensiva e difensiva intorno allo zero, sedicesimi in questo dato, chiaramente influenzato da ciò che avviene nella propria metà campo. In questa situazione l’arrivo di Miles Plumlee è un notevole upgrade per quanto riguarda atletismo e fisicità rispetto agli acciaccati Hibbert ed Hawes, che hanno saltato rispettivamente 7 e 14 partite.


Plumlee, per essere un centro di 211 cm e 113 kg, è molto rapido con i piedi ed è perciò in grado di reggere l’uno contro uno, in questo caso anche contro un fenomeno come Anthony Davis. Inoltre con il suo atletismo è in grado di recuperare a centro area, con una stoppata, gli errori dei compagni

Nella metà campo offensiva, invece, Miles è un centro atletico che ha poche soluzioni, ma sa aggredire molto bene il ferro e può farsi trovare pronto per ricevere palla vicino canestro e schiacciarla, sfruttando l’ottima circolazione di palla degli Hornets che sono secondi nella lega per percentuale di tiri da due assistiti, dietro ovviamente agli Warriors. Quest’anno, complice il basso minutaggio, Plumlee ha preso solo 68 tiri, ma di questi ben 48, cioè il 70%, sono stati presi entro il metro e mezzo dal canestro. Se da una parte risulta quindi difficile pensare di vederlo in campo insieme al titolare Cody Zeller anche per pochi minuti, Plumlee può essere comunque un buon ricambio per l’ex Hoosier ed un utilissimo bersaglio per i passaggi dei compagni nel pitturato, visto che Frank Kaminsky ha uno stile di gioco più perimetrale e può aprire l’area per i suoi tagli a canestro.


La vita di Plumlee può essere molto più semplice in una squadra di passatori del livello di Kemba Walker, Nicolas Batum e Marco Belinelli

Il suo contratto da 12,5 milioni di dollari a stagione fino al 2020 è probabilmente eccessivo per un giocatore non da quintetto e probabilmente è stato uno dei motivi principali della cessione da parte di Milwaukee, me se si pensa che l’anno prossimo il salary cap aumenterà fino a superare i 100 milioni può essere assorbito molto più facilmente, nel caso in cui Plumlee si riveli un solido role player.

Plumlee, Hibbert ed Hawes sono tre scommesse che nelle rispettive squadre erano ormai ai margini ed avranno bisogno di tempo per ritrovare fiducia e condizione. L’ex Bucks è quello che probabilmente avrà più spazio nella nuova squadra e potrà mettere in mostra le sue reali capacità, mentre Hibbert ed Hawes hanno avuto molti problemi fisici e sembrano essere stati mandati nel Winsconsin più per liberare spazio salariale a fine stagione che per un progetto tecnico su di loro, ma potrebbero rivelarsi delle puntate accettabili per una squadra già coperta nei loro ruoli, comunque in lotta per un posto tra le prime otto ad Est.

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