In un’intervista al Piccolo di Trieste, Chris Wright ha parlato della sua lotta contro la sclerosi multipla, malattia di cui ha scoperto essere malato 5 anni fa.
Io sono un combattente. La malattia ha cambiato la mia esistenza, mi ha fatto cambiare l’approccio verso la vita e gli altri. Quando ho scoperto di avere la sclerosi multipla non c’erano altri esempi da seguire. C’era chi escludeva che potessi tornare a giocare a basket. Io ho dimostrato e dimostro ogni giorno che, invece, posso farlo. E voglio giocare bene perchè spero di essere un esempio vincente per quelli che si trovano nella mia condizione.
La mia storia è nota ma non chiedo di essere trattato in modo diverso. Non voglio che gli altri si sentano dispiaciuti per me. Il pietismo non serve. Trattatemi come un giocatore qualsiasi e giudicatemi per quello che dimostro. Io da parte mia cercherò di non tradire la fiducia. Sarò concentrato e affamato.
Io sono un play e per far giocare la mia squadra devo capire le situazioni. Questo è il mio lavoro: usare l’esperienza per mettere i compagni nelle condizioni migliori. […] Non mi interessa segnare 25 punti se poi perdiamo.
[…] Avverto la responsabilità del ruolo in campo e trovo giusto che chi come me o Sanders, ottimo compagno e cestista di grande talento, ha superato da tempo lo spaesamento dell’USA che arriva a giocare qui, protegga i più giovani insegnando come ci si comporta dentro e fuori dal campo. Non è facile la prima esperienza in Europa, io, Jamaar e Knox ci siamo già passati e possiamo essere d’aiuto.
Wright, primo giocatore della storia affetto da sclerosi multipla a segnare un canestro in NBA (con Dallas), giocherà a Trieste dopo le esperienze italiane con Pesaro, Varese, Torino e Reggio Emilia.
Nato immerso nella nebbia e nell'afa di Cremona nell'agosto 1989, in cura invano per overdose di palla a spicchi... Cestisticamente, sanguino verde. A tempo perso faccio il dentista, ma niente di serio!