Il panorama del basket europeo si appresta a vivere una rivoluzione strutturale senza precedenti. Chus Bueno, CEO di EuroLega, ha tracciato la rotta per il prossimo decennio in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, svelando un piano ambizioso che punta a trasformare l’attuale assetto delle licenze per elevare il valore economico e la stabilità sportiva dei club coinvolti. EuroLega deve infatti “difendersi” dal probabile arrivo di NBA Europe nel 2027, introducendo alcune migliorie al proprio formato per rimanere la massima esponente del basket europeo anche nel nuovo contesto che si sta delineando.
Il punto cardine del progetto di Bueno riguarda il superamento del modello attuale. L’obiettivo dichiarato è trasformare i 13 club dotati di licenza decennale in vere e proprie franchigie con licenza permanente. “Voglio che i club possano investire con una prospettiva di 20 o 30 anni, non più solo su un orizzonte di 10” ha spiegato Bueno. Questo cambiamento non è solo formale, ma ha un impatto diretto sulle casse delle società: secondo le stime del CEO, il passaggio a una licenza permanente aumenterebbe il valore dei club del 30%, rendendoli asset molto più appetibili per investitori internazionali e partner commerciali.
Una volta consolidato il nucleo storico, il piano prevede una seconda fase di espansione. In questo scenario, anche i club che attualmente godono di licenze a breve termine avranno la possibilità di scalare le gerarchie e diventare franchigie a pieno titolo, previo il pagamento di una quota d’ingresso. Un modello che strizza l’occhio alla struttura delle leghe americane, dove la stabilità del posto garantisce una pianificazione finanziaria solida. Le parole di Bueno hanno toccato da vicino il movimento cestistico italiano, con rassicurazioni e aperture importanti: la possibilità dell’ingresso di una terza squadra tricolore nel roster delle partecipanti, oltre a Milano e Bologna.
Bueno ha confermato di essere in contatto con realtà come Trento, Venezia e Napoli (le prime due oggi disputano l’EuroCup, sempre nel circuito EuroLeague): “Sono già in contatto con Trento, Venezia e Napoli, mi contattano perché vogliono capire qual è il futuro di questa Lega. Sono felice di condividere con loro cosa abbiamo nel nostro piano triennale. La risposta è molto semplice: perché no? Se ha senso, perché no? L’Italia è un grande paese con una tradizione straordinaria. Se ha senso economico e sportivo nel nostro piano triennale, perché non aggiungere una terza squadra italiana?”.
Il CEO ha allontanato infine ogni dubbio sulla permanenza dell’Olimpia Milano nella competizione: “Non vedo Milano fuori dall’EuroLega. È una squadra con una tradizione enorme e non vedo scenari in cui un investitore a Milano punti su una realtà diversa dall’Olimpia”.
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