Nel pieno di una fase di espansione e ridefinizione strategica, l’EuroLega si è trovata a rispondere a una delle domande più delicate degli ultimi mesi: esiste la possibilità che le squadre israeliane vengano escluse dalla competizione, in un clima di conflitti continui in Medio Oriente? Dopo oltre un anno di conflitto a Gaza, lo scorso dicembre Maccabi e Hapoel Tel Aviv erano tornate a disputare le partite casalinghe in Israele. L’esplosione della nuova guerra con l’Iran e le azioni militari di questi giorni hanno però portato l’EuroLega a riallocare, per il resto della stagione, i due club e Dubai Basketball, anch’esso interessato dagli ultimi sviluppi geopolitici. In molti dunque si sono chiesti, da ormai mesi a questa parte, perché l’organizzazione non abbia deciso di escludere le squadre israeliane come fatto, nel 2022, con i club russi al momento dell’invasione dell’Ucraina. La risposta è stata fornita dal nuovo CEO di EuroLega, lo spagnolo Chus Bueno, ed è stata netta: non c’è alcun piano in tal senso.
Dov’è la differenza con la Russia? Secondo Bueno, nelle sanzioni internazionali. “Abbiamo già affrontato conflitti tra Israele e Gaza e non abbiamo mai preso provvedimenti. Dobbiamo monitorare la situazione con cautela nel rispetto dei governi e delle sanzioni diplomatiche. Se la Russia era stata colpita da sanzioni, per Israele non è successo. Moniteremo la situazione quotidianamente” ha dichiarato il numero uno di EuroLega in un’intervista a Marca. Una posizione che sicuramente non placherà le polemiche.
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