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Ci sono tante cose sospette nella cessione dei Los Angeles Lakers

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I Los Angeles Lakers sono stati venduti, per la cifra record di 12.5 miliardi di dollari (prezzo più alto di sempre per una franchigia sportiva), da Mark Walter a Joshua Kushner e Bob Iger. Sono stati venduti dopo che Walter li aveva acquistati nel giugno 2025 e nell’ottobre dello stesso anno, 9 mesi fa, il Board of Governors della NBA aveva approvato l’affare, ratificando di fatto il passaggio di proprietà.

Nel corso di questi 9 mesi sono accadute tante cose. Per cominciare, l’FBI ha aperto un’indagine su Mark Walter e le sue società partecipate. L’indagine si basa sul sospetto che alcune società di Walter (Delaware Life e Clear Spring Life, del gruppo Group 1001, e Guggenheim Partners) abbiano nascosto o non abbiano dichiarato correttamente investimenti per miliardi di dollari in credito privato destinati a finanziare altre attività commerciali ed entità legate allo stesso businessman. L’accusa è quindi quella di evasione fiscale. Nell’ultimo mese gli agenti federali hanno effettuato varie perquisizioni nelle aziende di Walter e hanno sequestrato i dispositivi personali del miliardario.

Questo aiuta in parte a capire perché Walter abbia deciso di vendere in fretta e furia: secondo Bloomberg, aveva bisogno di liquidità per ripagare i miliardi di dollari di prestiti oggetto dell’indagine dell’FBI.

La faccenda è comunque nebulosa: i Lakers non erano mai passati di mano dal 1979 all’anno scorso, rimanendo sotto l’egemonia della famiglia Buss, ed è molto strano che una franchigia venga ceduta due volte in così breve tempo. Non aiuta il fatto che i due acquirenti abbiano legami stretti con Donald Trump e la sua famiglia, legami che hanno contribuito ad alimentare quelle che per ora sono soltanto voci.

Joshua Kushner, il cognome potrebbe non suonare nuovo, è il fratello minore di Jared Kushner, genero di Trump (è sposato con sua figlia Ivanka) nonché figura di spicco della politica estera americana di questo suo secondo mandato. Jared Kushner è il fidato uomo del presidente per varie questioni, soprattutto quelle che stanno coinvolgendo il Medio Oriente in questi ultimi anni, tra Israele, Striscia di Gaza, Libano e tutto ciò che vi ruota intorno. Joshua Kushner è anche co-fondatore della Oscar Health: durante la pandemia di Covid-19, questa assicurazione sanitaria era finita al centro di una controversia quando venne incaricata di sviluppare un portale di screening e tamponi per conto dell’amministrazione Trump, suscitando perplessità per potenziali conflitti d’interesse.

Iger è l’ex CEO di The Walt Disney Company, colui che l’anno scorso aveva deciso di sospendere Jimmy Kimmel dalla ABC proprio su pressione di Trump e che in passato era stato, anche se per pochi mesi, uno dei consiglieri del presidente durante il suo primo mandato.

Ad aggiungere ulteriore carne al fuoco, il rapporto di Joshua Kushner con Gianni Infantino, presidente della FIFA particolarmente controverso in questi ultimi mesi, nonché grande amico di Trump. Infantino di recente ha condotto un tentativo per “privatizzare” la FIFA World Cup, competizione appena tenutasi negli USA (con Messico e Canada) e che si disputerà di nuovo nel 2030 in Spagna e Marocco. Nel progetto, per ora non sbocciato, di Infantino il ruolo di Kushner sarebbe stato fondamentale: si era infatti proposto per acquistare, con la sua Thrive Capital, una quota di minoranza nella FIFA Forward Enterprises, una società commerciale creata dalla FIFA per gestire i diritti dei Mondiali di calcio.

Non ci sono ovviamente prove, al momento, di come tutti questi tasselli siano collegati. Sicuramente però due grossi scandali nel mondo dello sport (l’indagine su Walter e il piano di Infantino per il futuro della FIFA World Cup) vedono il pericoloso coinvolgimento di alcune figure che dalle prossime settimane guideranno i Los Angeles Lakers, con importanti legami con la famiglia del presidente USA.

Francesco Manzi

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