Clima teso in casa FIAT Torino

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La situazione in casa FIAT Torino è tutt’altro che idilliaca. Dopo le difficoltà estive nel mercato, con alcuni giocatori sostituiti ancor prima di mettere piede nel capoluogo piemontese, sono arrivati i verdetti del campo. L’avventura europea è stata un totale fallimento, almeno per quanto riguarda i risultati (0 vittorie in 10 incontri disputati), mentre in campionato la FIAT ha conquistato solo 8 punti ed attualmente occupa la penultima piazza, ben altro rispetto alle aspettative di inizio stagione. Neanche la vittoria pre-natalizia ottenuta contro Pistoia è bastata a rasserenare l’ambiente: al PalaVela, infatti, sono venute a galla ulteriori criticità.

In primo luogo, ad essere messo sotto osservazione è l’atteggiamento. Al di là delle evidenti difficoltà tecniche infatti, la squadra è apparsa spesso arrendevole e poco determinata, ed alcuni elementi del roster sono finiti al centro dell’attenzione. Nelle scorse settimane, Tyshawn Taylor e Victor Rudd sono stati ampiamente criticati dall’ambiente torinese; in particolare, l’ex CSKA è stato più volte imbeccato dai fischi del PalaVela, esasperato dal suo approccio passivo e dal suo scarso apporto alla causa gialloblu. Le prestazioni offerte dai due hanno portato la società alla decisione di sostituirli pescando dal mercato Dallas Moore e Darington Hobson, i quali hanno subito messo in mostra uno spirito più combattivo che ha fatto dimenticare in fretta Taylor e Rudd. Ora però, la lente d’ingrandimento sembra essersi spostata su un altro protagonista: James Michael McAdoo. L’ex Warriors sta faticando a ritrovare la forma migliore in seguito allo stop per infortunio e spesso viene oscurato dall’energia messa in campo da Jaiteh. In occasione della sfida con Pistoia, le scelte di McAdoo sono state più volte contestate dal pubblico del PalaVela ed in particolare un suo ingresso in campo a sostituzione del francese è stato “commentato” dai supporters gialloblu con numerosi fischi dal sapore di bocciatura.

Se la situazione nel rettangolo di gioco non è delle migliori, quella fuori dal parquet è ancora più complessa. In settimana si sono susseguite molteplici voci relative ad una possibile cessione della società da parte del Presidente Forni, e lo stesso A.D. Feira ha confermato che “la famiglia Forni sta valutando proposte sul tavolo per un’eventuale cessione societaria”, pur non rivelando ulteriori dettagli. Diverse testate hanno invece riportato l’interessamento di due principali cordate, una torinese ed una romana, quest’ultima facente capo alla Leonis Group Spa. L’opzione romana, seppur accreditata come quella in fase di trattativa più avanzata, è stata però prontamente smentita dall’Auxilium tramite una nota ufficiale.

Oltre alla guida societaria, negli ultimi tempi è stata messa in discussione anche quella tecnica. Larry Brown, accolto con grande calore in estate, non è riuscito a garantire i risultati auspicati e non è parso in grado di dare la propria impronta alla squadra. Lo stesso Cusin, in un’intervista al Corriere della Sera, ha apertamente criticato il coach, sottolineando come il sistema da lui proposto non sia adatto alla realtà italiana. Se però da un lato la società sembra essersi decisa a confermare la fiducia alla leggenda del basket americano, dall’altro i tifosi torinesi non sembrano essere dello stesso parere. Nel corso del match con Pistoia e al termine dello stesso, infatti, il tifo organizzato torinese ha intonato cori – poi proseguiti da diversi settori del PalaVela – a favore dell’assistente Paolo Galbiati, colui che nella scorsa stagione ha guidato la FIAT alla vittoria del suo primo storico trofeo. Non un attacco diretto a coach Brown, chiaro, ma un segnale che esprime evidenti significati sottintesi.

Come se non bastasse, la tensione che pervade l’ambiente torinese ha raggiunto anche l’area della stampa. Come riferito a BasketUniverso, da mercoledì 19 dicembre la FIAT Torino è in silenzio stampa. Tuttavia, alle testate giornalistiche non è stata recapitata nessuna comunicazione ufficiale a riguardo.
Inoltre, solo al termine della sfida contro Pistoia l’ufficio stampa dell’Auxilium ha riferito ai giornalisti presenti che coach Brown avrebbe sì commentato la partita, ma non sarebbero state ammesse domande. Tale decisione ha provocato la reazione polemica di alcuni redattori, alla quale coach Brown ha deciso di rispondere andando contro i dettami della società:

“Risponderò alle domande, sono già stato nei guai. Mi sono trovato in questa situazione migliaia di volte nei miei 50 anni di carriera e non sono mai scappato. Non ho mai rifiutato una domanda, a parte quelle offensive. Io faccio il mio lavoro e voi fate il vostro, quindi se qualcuno ha delle domande sono qui per rispondere”.

I giornalisti, dopo aver fatto notare a coach Brown come le critiche non fossero rivolte a lui, bensì all’ufficio stampa, hanno comunque scelto di rispettare la decisione della società e non porre domande all’allenatore, né sul match né sulle vicende extra-parquet.

L’ambiente torinese è, dunque, tutto tranne che sereno. La classifica vede la FIAT annaspare nei bassifondi, la panchina di coach Brown – sebbene ufficialmente solida – appare costantemente in bilico, i tifosi hanno da tempo perso la pazienza ed ora sorgono ulteriori contrasti con la stampa. Una vittoria contro Avellino a Santo Stefano, nel secondo impegno casalingo consecutivo, potrebbe aiutare a stemperare la tensione, ma la stagione della FIAT sembra ormai ampiamente compromessa, e i colpi di scena potrebbero non essere finiti.

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