Clint Capela orgoglio svizzero, McHale lo elogia: “E’ un duro, mi è piaciuto molto“

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Dopo la gavetta in D-League, l’energico lungo svizzero sta trovando minuti anche nei playoffs con la maglia di Houston. E McHale spende parole al miele per lui…

Clint Capela è stato chiamato con la 25esima scelta allo scorso Draft.
Clint Capela è stato chiamato con la 25esima scelta allo scorso Draft.

Dopo essere stato chiamato con la 25esima scelta nello scorso Draft e dopo aver giocato a lungo nei Rio Grande Valley Vipers, la squadra di D-League affiliata ai Rockets, Clint Capela ha trovato cospicui minuti con la prima squadra, complici anche i numerosi infortuni che hanno martoriato Houston verso la fine della stagione. Privi di Donatas Motiejunas, i Rockets stanno lasciando al giovane elvetico molto spazio in quintetto anche nella post season, cosa che non fa che velocizzare il processo di crescita del classe ’94.

Dopo aver segnato 8 punti e catturato 6 rimbalzi in 16 minuti all’esordio nei playoffs contro i Mavericks, Capela pare già aver conquistato coach McHale, che ha commentato così l’operato del numero 15 biancorosso (in tutti i sensi):

Kevin McHale ha solo elogi in serbo per Clint Capela.
Kevin McHale ha solo elogi in serbo per Clint Capela.

Mi è piaciuto molto contro i Mavericks. E’ un bravo ragazzo. Gioca duro e non c’è niente che lo preoccupi. Non importa che nell’ultima azione si sia comportato molto bene o molto male, lui in campo e da sempre tutto. Questa è la chiave. Non si demoralizza se in attacco sbaglia un tiro facile o se nell’azione precedente difende male. Lui non cade. Che segni o che sbagli, lui ritorna subito in difesa, prende un rimbalzo, blocca un tiro… e poi riparte subito in attacco e da tutto quello che ha. Fa bene il suo lavoro. È proprio un bravo ragazzo, con cui è un piacere lavorare. Siamo fortunati ad averlo in squadra. Credo proprio che diventerà un buon giocatore da NBA. Ha ancora molto da imparare, ma il segreto è che lui ha tanta voglia di imparare e di conseguenza avrà successo.

E lo stesso Capela mostra alla cronaca il forte carattere descritto dal proprio coach:

Gli arbitri sono stati più fiscali con me, ma questo non fa che motivarmi a fare meglio. Se loro fischiano mi fanno capire che devo fare di più. Devo posizionarmi meglio in difesa, per bloccare l’avversario senza prendere fallo. Loro fischiano, ma mi motivano a fare meglio. È come una sfida per me; va benissimo così.

Un ragazzo giovane pronto a dire la sua in questa post-season quando chiamato in causa. Vedremo come si chiuderà l’esperienza dei Rockets in questi playoffs e vedremo quale contributo sarà in grado di dare il diamante grezzo di Ginevra

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