Due giorni fa la città di Vienna ha vissuto una serata di terrore per un attentato di matrice estremista, rivendicato dall’ISIS, che è stato messi in atto in diversi punti della città.
Nella capitale austriaca c’è anche un pezzo dell’Italia cestistica, rappresentato dall’allenatore Luigi Gresta, in passato visto su diverse panchine di A1 e A2, su tutte quella della Vanoli Cremona.
Il coach del GGMT Wien ha raccontato la sua esperienza in prima persona all’edizione pesarese de Il Resto del Carlino.
Ero appena rientrato dall’allenamento e mi ha telefonato mia madre, preoccupatissima, per chiedermi come stessi. Allora ho acceso la tv e sono rimasto inchiodato lì davanti, mentre mi arrivavano decine di messaggi dall’Italia. I viennesi sono sconvolti perché non sono abituati ad azioni criminali, neanche molto meno gravi, inoltre fino a ieri ci hanno fatto restare in casa perché sembrava che i terroristi fossero ancora a piede libero. Come squadra abbiamo solamente evitato la seduta di pesi che solitamente svolgiamo in una struttura del centro sostituendola con una shooting session al palasport. L’unico momento di ansia è stato l’altro ieri, verso le 21:30, quando già sapevamo tutto ed è suonato l’allarme dell’albergo dove viviamo. Ci siamo riversati nei corridoi con grande tensione ma probabilmente è scattato per sbaglio.
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