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Come coach Messina ha cambiato la cultura in casa Olimpia Milano

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Biglietto per i Playoff di Eurolega staccato con 5 turni d’anticipo, terzo posto in classifica messo in cassaforte, un’altra stagione regolare chiusa tra le prime quattro d’Europa, con il fattore campo a proprio favore. Per il secondo anno consecutivo l’Olimpia Milano batte un colpo e si piazza lì, tra le grandi d’Europa, senza paura e con la giusta faccia, da grande squadra, da chi non è lì per caso. Ettore Messina voleva questo sin dal suo arrivo sulla panchina dell’A|X: un progetto alla cui base ci fosse continuità, perseveranza, impegno.

Ma come è stato possibile cambiare la “cultura” all’interno del club Olimpia Milano?

Il processo di metamorfosi tra i cancelli di Assago in verità è iniziato molti anni fa, Messina lo sta “solo” portando a termine nel migliore dei modi. Ai massimi livelli del basket europeo, tra la crème della crème, ci arrivi solo se hai un’immagine convincente, delle fondamenta solide, e l’Olimpia queste fondamenta se le è dovute creare negli anni, con tanti investimenti, non solo a livello sportivo ma anche a livello societario. Tanti errori, tanti sacrifici, e i frutti di questi sacrifici oggi l’Olimpia di Giorgio Armani li sta raccogliendo.

L’A|X oggi è una delle migliori organizzazioni d’Europa, tanti dei giocatori passati per Milano nelle ultimi stagioni lo dicono, per ultimo proprio il giocatore ad oggi più importante della squadra meneghina, Nik Melli, co-capitano con Sergio Rodriguez (qui una sua intervista al Corriere della Sera).

La mano di Messina si vede non solo nel gioco, ma anche in questo. Il coach e “President of Basketball Operations” ha voluto creare un’impostazione in perfetto stile NBA, circondato da assistenti di assoluto livello (difficile pensare che Pozzecco faccia il vice-allenatore altrove), uno staff medico preparatissimo, delle infrastrutture importanti. Insomma, un ambiente invidiabile in tutta Europa che non fa altro che attirare i migliori profili del continente. E le ricette vengono alla perfezione solo se hai gli ingredienti migliori: certo, i soldi fanno tanto, se non tutto, ma se non hai questa base, giocatori del calibro di Sergio Rodriguez, Gigi Datome, Kyle Hines e Nicolò Melli non vengono alla tua corte, soprattutto se l’obiettivo non è quello di vincere tutto, in Italia e in Europa.

La storia recente dell’Olimpia Milano è stata a dir poco travagliata. Il successo in campionato è stato ritrovato nel 2014 dopo 18 anni di digiuno, nello stesso anno l’Olimpia di Luca Banchi ha riacciuffato i playoff di Eurolega per la prima volta dal lontano 1997. Poi si sono susseguiti anni difficili, inframezzati da successi e tante delusioni che hanno portato alle diverse girandole sulla panchina di Milano. Banchi, Repesa, Pianigiani e, per ultimo, coach Messina, fortemente voluto dal neo-presidente Pantaleo Dell’Orco. Messina, arrivato all’inizio della stagione 2019/20, ha iniziato l’ultimo step della ricetta biancorossa: controllo su tutto, dalla gestione sportiva a quella societaria, mani su mercato e portafoglio. Un vero e proprio allenatore-presidente. Al suo fianco è arrivato il GM Christos Stravropoulos, profilo importante in tutta Europa e con un passato vincente all’Olympiacos, dove ha alzato due Euroleague insieme ad uno dei leader che oggi compongono il roster dell’A|X, Kyle Hines.

Con il duo Messina-Stravropoulos è iniziata la rivoluzione in casa Olimpia Milano, una rivoluzione che ha portato l’A|X ai massimi livelli del basket europeo. Basti pensare ad un semplice dato: fino a qualche anno fa andare a sbancare la casa di superpotenze del calibro di Efes, Barcellona, CSKA, Maccabi, Madrid o Fenerbahce sarebbe stato impensabile, da due anni a questa parte invece la squadra si è dimostrata talmente solida e forte da renderla una cosa quasi all’ordine del giorno.

L’Olimpia oggi è questo. Una squadra forte, ben rodata, con il giusto mix tra veterani e nuove stelle, un’organizzazione invidiabile, una società seria, rispettata. Insomma, un posto dove chiunque vorrebbe giocare e lavorare.

Manca solo l’impiattamento della ricetta perfetta degli uomini di Giorgio Armani: il massimo trofeo continentale, l’Eurolega.

Sarà l’anno buono per l’Olimpia? Lo scopriremo nelle prossime settimane.

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