Coronavirus, Matteo Malaventura e l’incubo senza fine: “Temo per la mia famiglia”

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Non è ancora finita la battaglia di Matteo Malaventura contro il Coronavirus. L’ex giocatore, fra le altre, di Napoli, Fortitudo e Vuelle, aveva contratto il Coronavirus e si trova in quarantena a Pesaro da diverse settimane, dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Ora è tornato ad avere la febbre, non riesce ancora a respirare normalmente, teme che il Covid-19 sia ancora presente e che possa contagiare anche i suoi famigliari.

Malaventura ha raccontato le sue peripezie a La7.

Mi sono ammalato il 7 Marzo e la febbre non andava via, nonostante l’antibiotico, ma non potevo andare in ospedale perché non avevo problemi respiratori. Quando è arrivata la crisi mi hanno ricoverato, ho vissuto una situazione surreale, sono stato due giorni attaccato a una respiratore, la paura è stata tanta. All’inizio mi aggrappavo al fatto di essere giovane, credevo fosse solo una forte influenza, invece quando mi hanno diagnosticato una polmonite bilaterale mi sono reso conto che era una cosa grave. Una volta uscito, mi hanno detto di restare in isolamento per due settimane e dopodiché mi avrebbero rifatto il tampone. L’ho richiesto giovedì ma non si è ancora fatto vivo nessuno, qualche giorno fa mi è tornata la febbre e i medici mi hanno detto che il virus potrebbe essere ancora in circolo. Ora nelle Marche il test può essere fatto solamente ai guariti e alle loro famiglie, mi è arrivata la richiesta per mia figlia di 11 anni ma perché non farlo anche a mia moglie e a mio figlio?

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