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Dallas Mavericks, sarà rebuilding: Anthony Davis e Kyrie Irving messi alla porta

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Il fantomatico progetto di Nico Harrison perde sempre più pezzi. La fantasiosa idea dell’ormai ex general manager dei Dallas Mavericks verrà presto messa da parte dalla nuova dirigenza.

Harrison, infatti, è passato alla storia per aver ceduto Luka Doncic in cambio di Anthony Davis. Nelle sue intenzioni AD avrebbe dovuto dare più solidità difensiva ai Mavs, portandoli più vicini al titolo. La cosa, come previsto dalla stragrande maggioranza di appassionati e addetti ai lavori, non è mai andata vicina a realizzarsi. E Harrison è stato mandato via a furor di popolo. Adesso il nuovo front office, guidato Matt Riccardi e Michael Finley, avrebbe deciso definitivamente di accantonare il piano e iniziare un rebuilding.

Nel frattempo, infatti, a Dallas è arrivato un probabile giocatore generazionale come Cooper Flagg. E ora la franchigia pare intenzionata a liberarsi degli onerosi contratti di Davis e Kyrie Irving, entrambi a libro paga fino al 2028. Si tratta di giocatori che, al netto degli acciacchi, potrebbero ancora dire la loro in contesti competitivi ma la strada imboccata dai Mavs pare diversa, anche perché l’attuale penultimo posto a Ovest suggerisce un cambio di rotta. In questa stagione Irving non si è ancora visto mentre AD ha disputato solamente 10 partite, facendo registrare le medie più basse dall’anno da sophomore.

Secondo l’insider Shams Charania ci sarebbero anche squadre interessate ai due, vale a dire Detroit Pistons, Atlanta Hawks e Toronto Raptors. Detroit potrebbe mettere sul piatto Tobias Harris e Jaden Ivey mentre gli Hawks valutano addirittura di coinvolgere Trae Young o il grande ex Kristaps Porzingis. La franchigia canadese, invece, avrebbe pedine come RJ Barrett o più facilmente Immanuel Quickley. Alcuni di questi nomi (Harris o Porzingis su tutti) risponderebbero alla logica di liberarsi spazio salariale, essendo titolari di contratti a più breve scadenza rispetto a quelli di Davis e Irving. Altri, invece, rappresenterebbero degli asset interessanti da affiancare a Flagg.

La strada che porta all’abbassamento del monte ingaggi (il quarto più alto della NBA) in ogni caso pare tracciata. E in tal senso non può stare del tutto tranquillo neanche Klay Thompson, sotto contratto fino al 2027 per circa 17 milioni di dollari l’anno. In possibili trade potrebbe rientrare anche D’Angelo Russell, il cui contratto da quasi 6 milioni in scadenza a fine stagione potrebbe essere utile per lasciare un po’ di spazio di manovra a chi dovesse ingaggiarlo.

Redazione BasketUniverso

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