Se guardiamo indietro agli ultimi vent’anni di basket a Masnago, la sensazione prevalente è sempre stata quella di dover fare i conti con la coperta corta: stagioni rincorse, mercati di riparazione in extremis e la salvezza come traguardo supremo da conquistare col sudore. Stop. Quello a cui abbiamo assistito quest’estate non è un semplice maquillage di roster, ma una vera e propria rivoluzione. La Openjobmetis ha firmato, carte alla mano, la miglior campagna acquisti della sua storia contemporanea.
La chiosa perfetta di questa metamorfosi risponde al nome di Ismael Kamagate. Con i suoi 211 centimetri di muscoli, atletismo ed esplosività, il centro francese (uno degli ultimi prodotti di spicco della nuova scuola transalpina già visto in LBA a Milano e Tortona) rappresenta l’inversione di tendenza più netta rispetto al recente passato. Niente scommesse ad alto rischio o centro “tutto attacco e niente difesa”: Kamagate arriva per sradicare rimbalzi, intimidire chiunque si avvicini al ferro e garantire un’ancora difensiva di livello elite. Del resto, in attacco non dovrà certo fare gli straordinari, considerato l’arsenale a disposizione.
A orchestrare la manovra ci penserà William McDowell-White (che con Kamagate ha un conto aperto dalla finale di EuroCup persa contro il Besiktas): sarà lui il direttore d’orchestra di un quintetto d’attacco devastante. Un quintetto che può schierare Isaiah Roby, un Davide Alviti confermatissimo e centrale, e soprattutto Amedeo Della Valle, autentico colpo da novanta e probabilmente la firma più pesante dell’intero mercato di LBA.
Ma la vera forza di questa squadra sta nella sua incredibile profondità, un lusso che a Varese non si vedeva da molto tempo. La governance guidata da Luis Scola, con Maks Horowitz, Zach Sogolow e in panchina coach Kastritis, ha saputo trasformare l’importante risorsa finanziaria in una vera e propria corazzata. Alle spalle dei titolari, la panchina promette un rendimento di alto profilo: gente come David Duke Jr (passato per Spurs e Nets), Hunter Hale e Stefan Nikolic garantisce un impatto immediato, mentre la spina dorsale “Italiana” ed emotiva fondata su Matteo Librizzi, Ikangi, Villa e Ladurner offre solidità e rotazioni vere.
Per coach Kastritis cambia radicalmente il paradigma: non più la gestione dell’emergenza per strappare una salvezza con i denti, ma la guida di un gruppo costruito per dominare sia in Italia che in Basketball Champions League.
Ufficialmente, nessuno ai piani alti pronuncerà mai la parola con la “S”. L’obiettivo dichiarato resta un percorso solido e l’accesso ai Playoff. Ma non prendiamoci in giro: se tutte le tessere del mosaico andranno al loro posto e i singoli rispetteranno le aspettative, questa Varese ha tutto per non limitarsi al ruolo di comparsa. Dire che si possa lottare per lo Scudetto oggi può sembrare un’audacia; guardare questo roster e non pensarlo, invece, sarebbe (quasi) una bugia.
