Dan Peterson: “Gli USA dovrebbero imparare a giocare come gli americani di qualche decennio fa”

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Coach Dan Peterson ha espresso il proprio parere in merito all’eliminazione di Team USA dalla FIBA World Cup 2019 in favore della Francia, ovvero ha commentato la vittoria del basket europeo su quello americano, che negli ultimi anni ha dominato in lungo ed in largo:

“La sconfitta degli Usa con la Francia nel Mondiale di basket fa rumore. Gli americani diranno che hanno perso per l’assenza di Steph Curry e LeBron James, ma non lo accetto. Per anni molti hanno detto, sotto voce, «Togliete i primi due giocatori da qualsiasi squadra Nba e non vincerà l’Eurolega». Vero? Esagerato? I giocatori Nba, anche non americani, sono sotto tiro. Nikola Jokic della Serbia (Denver Nuggets) è stato definito «sovrappeso e immaturo». Giannis Antetokounmpo (Grecia, mvp con i Milwaukee Bucks) è sotto processo in patria. Marc Gasol (Spagna) è stato criticato per due partite opache. Pure in Italia, Gallinari e Belinelli sono sotto accusa per la sconfitta contro la Spagna. Come mai i giocatori della Nba fanno fatica a livello Fiba? Uno: è estate e molti non sono in forma. Due: non sono abituati alle gare «secche», come il quarto di finale di un Mondiale. Tre: in Europa non c’è la regola dei 3 secondi difensivi. Quattro: gli arbitri Fiba fischiano l’infrazione di passi, cosa rara nella Nba. Cinque: negli Usa si dà molta importanza al tiro da tre e all’uno contro uno, mentre in Europa il gioco è più di squadra. Nessuno si azzardi a dirmi che l’eliminazione degli Usa è colpa di coach Gregg Popovich, che è il migliore in circolazione, con cinque titoli Nba coi San Antonio Spurs e un gioco corale bellissimo. Guarda caso, per anni San Antonio ha costruito la squadra con tanti non americani: Tony Parker, Tim Duncan, Manu Ginobili, Boris Diaw, Patty Mills, Marco Belinelli e altri. Quando giocatori di 19 anni saltano il livello Ncaa per andare nella Nba, perdono un ponte di 4 anni fra il livello scolastico e quello professionistico. Non imparano nulla. Ovvio, l’anno prossimo all’Olimpiade gli Usa manderanno i migliori e porteranno a casa l’oro. Diranno «Siamo sempre i numeri uno». Ma questa vittoria della Francia ha dato coraggio al resto del mondo. La verità è che gli Usa, sotto i top player, dovrebbero imparare a giocare come gli americani di qualche decennio fa. Faranno tesoro di questa lezione? Ho qualche dubbio”.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

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