Danilo Gallinari sugli infortuni: “Non capisco perché mi considerano un giocatore fragile”

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Durante la lunga intervista a HoopsHype durante la quale ha parlato anche della incombente free agency, Danilo Gallinari ha toccato anche altri temi: tra gli altri, anche quello degli infortuni e dell’etichetta di “injury-prone”, ovvero di giocatore particolarmente fragile, che ormai gli è stata affibbiata da diversi anni.

Nelle ultime due stagioni, una coi Clippers e una coi Thunder, il Gallo ha disputato rispettivamente 68 e 62 partite su 82 in stagione regolare. L’ala azzurra ha però rifiutato questa etichetta, dichiarando di non comprendere per quale motivo venga considerato così predisposto agli infortuni.

Non capisco perché [mi abbiamo dato questa etichetta, ndr]. Onestamente, era un grosso problema quando arrivai in NBA come rookie. Mi operai alla schiena, che fu un infortunio importante in quel momento. Quando arrivi dall’Europa, devi dimostrare il tuo valore, ti infortuni e ti incollano questo stereotipo. Ma onestamente, lungo la mia carriera, ho avuto i piccoli infortuni che hanno tutti. Ho avuto solo due grossi infortuni, cioè la schiena il primo anno e il crociato nel 2013 quando ero a Denver. Non capisco il perché di questa etichetta di “injury-prone”, semplicemente non è vero. I fatti dicono altro. I fatti sono diversi. Fisicamente sto molto bene, ho giocato quasi tutte le partite senza problemi. Nella maggior parte delle partite in cui non ho giocato è stata una decisione della squadra il tenermi a riposo, non per infortunio.

Se si guarda alla carriera del Gallo, però, escluse le ultime due stagioni, sono state solo 4 le annate in cui il giocatore è sceso in campo in almeno 60 partite stagionali. Solo nella stagione 2017-18, Gallinari giocò 21 partite con i Clippers. In totale l’azzurro ha disputato 611 partite in carriera su 968 “disponibili”.

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