Nel Giugno 2015 Stephen Curry, dopo sei stagioni in NBA, si è laureato Campione con i suoi Golden State Warriors, una laurea però ben diversa da quella accademica, che ancora manca all’MVP dello scorso anno.
Curry ha passato tre stagioni al college, con i Davidson Wildcats, ma non si è mai laureato in sociologia, la facoltà che aveva scelto quando ancora era un ragazzino. Da allora sono successe molte cose: è stato chiamato con la settima scelta assoluta al Draft, ha rischiato di rivelarsi un bust per i molti infortuni nei suoi primi anni in NBA, fino a sbocciare definitivamente e diventare uno dei giocatori più letali, se non il più letale, al mondo. Tra i record che Curry sta mettendo in fila nelle ultime settimane manca però ancora una laurea, e questo gli preclude la possibilità di vedere la sua maglia numero 30 ritirata da Davidson, che da regolamento ritira solo le maglie di giocatori laureati. Non è una tragedia ed è qualcosa a cui comunque si potrà rimediare: sono molti infatti gli atleti che, nelle pause estive, decidono di tornare a scuola e completare il percorso di studi, magari deciderà di fare così anche Curry.
So qual era il mio obiettivo quando mi sono iscritto a Davidson. Ho fatto una promessa a coach McKillop e alla famiglia, ovvero che quando avrei lasciato la scuola nel 2009 la laurea sarebbe stata già acquisita, e lo sarà presto. Spero più presto che tardi. E’ ancora una priorità, ovviamente al momento ci sono anche molte altre cose. Trarre dei vantaggi dalla mia carriera su un campo NBA è qualcosa che non durerà a lungo, quindi si è spinti a dargli tutta l’attenzione e l’impegno. Però concludere quella parte della mia vita, quando accadrà, sarà fondamentale.

