Denver – San Antonio, le pagelle: Jokic dominante, Murray decisivo e DeRozan deludente

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Denver Nuggets

Nikola Jokic 8.5 La prima serie di playoffs giocata da Nikola Jokic è praticamente perfetta. Il centro serbo esordisce con una stat-line da 10 punti, 14 rimbalzi e altrettanti assist e chiude la serie con un’altra tripla doppia. In mezzo, l’exploit da 43 punti in gara-6 riscrive la storia della franchigia, con il Joker che diventa il miglior marcatore dei Nuggets in una partita di playoffs. In generale, il serbo gioca con molta sicurezza e disinvoltura, trascinando la squadra anche nei momenti di difficoltà.

Jamal Murray 7.5 Se Jokic è la costante su sette partite, Murray è l’ago della bilancia che decide la serie. Ogni volta che il prodotto di Kentucky ha segnato più di 20 punti, i Nuggets hanno vinto – e non è una casualità. Rimane iconica la sua prestazione in gara-2, quando ha segnato 21 punti nell’ultimo quarto e praticamente salvato la stagione di Denver.

Gary Harris 7 Meno appariscente del compagno di reparto, Harris non ha sfigurato. Sotto la doppia cifra solo in gara-4 (8 punti), il numero 14 dei Nuggets ha fatto la differenza soprattutto nella propria metà campo. Dopo i 36 punti di Derrick White in gara-3, coach Malone ha assegnato al prodotto di Michigan State il compito di marcare il numero 4 degli Spurs. Il risultato? 8, 12, 13 e 4 punti nelle successive quattro partite per un White letteralmente anestetizzato.

Paul Millsap 6 Se si parla di appariscenza, anche quello di Paul Millsap è un nome definitivamente fuori luogo. Il veterano si rende utile con tante piccole cose, ma spesso il mismatch con Aldridge lo mette in difficoltà. I problemi di falli ne limitano il minutaggio in alcune partite.

Torrey Craig 6.5 Craig si conferma una delle più belle sorprese della stagione dei Nuggets. Tornato in quintetto a partire da gara-4, a discapito di un Will Barton impalpabile, l’ex DPOY della lega australiana giustifica la decisione di coach Malone con una difesa tenace su DeRozan, limitato a basse percentuali. Proprio nella partita del rientro in quintetto, Craig ripaga la fiducia con 18 punti, frutto di un inaspettato 5/7 dall’arco.

Will Barton 5 Per i Nuggets la nota dolente della serie contro gli Spurs è l’involuzione di Will Barton, a tratti irriconoscibile. L’ex-Portland litiga con il ferro nel corso di ogni partita e chiude la serie con un orrendo 21/63 dal campo. Anche in difesa soffre sia Forbes che DeRozan e costringe Malone a toglierlo dal quintetto.

Monte Morris 6.5 Impressionante la maturità con cui gioca Monte Morris, al secondo anno in NBA. Non segna tanto, ma le sue doti di playmaker fanno comodo quando Jokic si riposa in panchina. La second-unit dei Nuggets viene guidata da lui.

Malik Beasley 6.5 Se Morris porta ordine e tranquillità in uscita dalla panchina, Beasley ci mette l’energia. La giovane guardia si rende protagonista di alcune giocate fondamentali per cambiare l’inerzia del match e, in generale, gioca senza paura.

Mason Plumlee 5.5 Non trova molto spazio, perché Malone schiera Jokic per quasi 40 minuti a partita. Quando scende in campo prova a dare una mano con la sua energia in difesa, che a volte si trasforma in un’irruenza che costa cara contro una squadra che tira benissimo i liberi. Si riscatta in gara-7, in cui sforna anche delle giocate da manuale dei passaggi rubato dall’armadietto di Jokic.

Juancho Hernangomez s.v.

Trey Lyles s.v.

Coach Michael Malone 7 Buona la prima per coach Malone. Alla prima esperienza nella post-season, coach Malone risponde bene agli accorgimenti tattici di un mostro sacro come Popovich. Togliere Will Barton dal quintetto per favorire la tenuta difensiva del team si rivela una decisione giusta, con Derrick White praticamente cancellato dalla serie a partire da gara-4. In generale, Malone ha dato iniezioni di fiducia a una squadra che in più di una situazione avrebbe potuto avere un crollo emotivo.

San Antonio Spurs

LaMarcus Aldridge 6 Serie altalenante per LaMarcus Aldridge, che alla distanza perde il duello con Jokic. È la principale arma offensiva di San Antonio, ma in metà delle partite si rivela poco affidabile, tirando male e abusando del mid-range.

DeMar DeRozan 5.5 Il lupo perde il pelo (o in questo caso cambia maglia) ma non il vizio. Dopo una buona regular season, DeRozan si dimostra ancora una volta un giocatore poco adatto ai playoffs. Il sistema di Popovich lo agevola, ma lui finisce per litigare col ferro nella maggior parte delle partite. A tratti nervoso, non riesce mai a prendere in mano le redini di questi Spurs e si fa espellere in gara-5 per un fallo di frustrazione.

Bryn Forbes 6.5 Molto buona la prestazione del secondo prodotto di Michigan State a prendere parte a questa serie di playoffs. Forbes si rivela il tipico giocatore “popovichiano”: attento in difesa, diligente in attacco e molto affidabile dall’arco nelle situazioni di chatch & shoot. Toglie molti minuti a giocatori più esperti come Belinelli e Mills.

Derrick White 7 È indubbiamente il giocatore più positivo dei San Antonio Spurs. Nelle prime tre partite fa letteralmente quello che vuole in attacco, tirando con un inverosimile 70% dal campo. In gara-3 è inarrestabile e segna addirittura un carreer high da 36 punti. Nelle rimanenti partite Malone trova una soluzione alle sue penetrazioni letali, ma intanto White ha dimostrato di poter ricoprire il ruolo di play titolare anche in partite importanti.

Jakob Poeltl 6 Popovich gli chiede di fare due cose: difendere su Jokic e portare blocchi in attacco. Il lungo austriaco non sfigura nel match-up con la stella di Denver e i suoi blocchi riescono quasi sempre a separare il portatore di palla dal difensore, anche a costo di rischiare qualche fischio arbitrale. Promosso.

Rudy Gay 6 È il sesto uomo designato da Popovich e ricopre il ruolo con qualche difficoltà tra gara-2 e gara-4. Quando Gay va in doppia cifra, però, gli Spurs vincono, ad eccezione di gara-7, in cui è comunque il miglior marcatore di San Antonio.

Patty Mills 5.5 È uno dei giocatori più esperti della panchina degli Spurs, ma non riesce a portare lo stesso apporto a cui aveva abituato i tifosi texani nelle passate stagioni. Ci mette tanta energia, ma sbaglia molte conclusioni definitivamente alla sua portata.

Marco Belinelli 5 Stesso discorso di Mills. Popovich gli dà minuti importanti perché sa che il nostro Marco è in grado di spezzare le partite con le sue triple fuori equilibrio. Purtroppo per lui e per gli Spurs, però, in questa serie non ha avuto fortuna e molti tiri alla sua portata hanno trovato solo il ferro.

Davis Bertans s.v.

Dante Cunningham s.v.

Donatas Motiejunas s.v.

Quincy Pondexter s.v.

Lonnie Walker IV s.v.

Coach Gregg Popovich 7 Onestamente, l’impressione è che con questo roster arrivare a gara-7 contro la testa di serie numero due sia già da considerarsi un successo. Con un po’ di fortuna in più nella gara da “win or go home” staremmo parlando dell’ennesimo miracolo targato Pop, ma il sogno degli Spurs si infrange sulla sirena del Pepsi Center. Restano le sorprese White e Forbes, che, insieme al rientro di Dejonte Murray, offrono spunti interessanti per la prossima stagione.

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