Donald Sterling, storia di un razzismo precoce

Home

Donald Sterling

Circa una settimana fa, le parole di Donald Sterling hanno fatto scandalo in tutto il mondo. In meno di una giornata, il patron dei Clippers è diventato più famoso di Scalabrine grazie ad un’intercettazione telefonica.  Ma chi è questo personaggio? Perché si sa così poco di lui? Accompagnato da Adam Kadmon e Roberto Giacobbo, ho fatto luce sulla storia  del magnate americano.

Donald Sterling (nato Bianchin) nasce a Bianco, in provincia di Reggio Calabria, figlio di Vincenzo Bianchin, direttore marketing della Omino Bianco, e Bianca Odionero, famosa per la nonna, una ex stilista di fama mondiale (tra le sue creazioni più famose vanta l’outfit classico del Ku Klux Klan). E’ proprio in famiglia che il seme del razzismo comincia a germogliare all’interno di Donald, attraverso vari episodi che lo plasmeranno negli anni.

Il 13 Maggio 1939 la casa dei Bianchin andò a fuoco dopo che il padre si rifiutò di usare la carbonella per il barbecue preferendogli del sicurissimo petrolio bianco. Il piccolo Donald rimase intrappolato al secondo piano, e la madre si mise a strillare in strada “Aiuto! Al fuoco! Chiamate i pompieri!”. Giunto puntualissimo sul luogo dell’incidente, un vigile del fuoco si precipitò tra le fiamme e portò in salvo il piccolo. Tra le lacrime, la madre si avvicinò all’uomo per ingraziarlo, ma quando esso si tolse il casco, l’unica cosa che la donna riuscì a dire fu “la prego, mi dica che la sua è abbronzatura”. Capita la situazione in un decimo di secondo, prese Donald in mano e con un lancio degno di Payton Manning lo rispedì paro paro nella culla dove il pompiere l’aveva trovato, cominciando a gridare “Aiuto! Al fuoco! Chiamate un pompiere bianco!”

Il 2 Settembre del ’45 il padre lo sorprese a piangere in un angolo, si avvicinò per consolarlo chiedendogli cosa fosse successo e si sentì rispondere “oggi sono di umore nero papà”… Il ceffone che partì dalla sua mano destra fu così forte da porre fine alla seconda guerra mondiale (i giapponesi infatti si arresero temendo il terzo bombardamento), Donald rimase cieco fino ai 18 anni e dopodiché cominciò a portare gli occhiali. Il padre perse la mano, divenuta un tutt’uno con la guancia del figlio.

A seguito del ripetersi di eventi simili, Sterling capì di dover cercare fortuna altrove. Cominciò così un viaggio lungo che lo portò a toccare mete come Biancavilla e Biancareddu, mentre si manteneva come cabarettista in locali di terza categoria a suon di battute come : “Perché i neri diventano sempre più forti? Perché le TV diventano sempre più pesanti!”.

Messo da parte un bel gruzzolo volò a White Plains, New York, entrando come immigrato illegale e cambiando (per camuffarsi) il cognome in Sterling (nome preso da una pubblicità di un detersivo con lo slogan “per bianchi super bianchi”).

Successivamente fece fortuna, in modi poco interessanti ma senz’altro razzisti.

E prese 40 chili.

Arriviamo all’intercettazione telefonica. E’ andata davvero come ce l’hanno raccontata? Siamo sicuri che Donald abbia voluto dare sfoggio del suo razzismo in questo modo tanto plateale?La vicenda è apparsa da subito controversa: la versione ufficiale è che Stierling abbia impedito alla sua compa(ca)gna di farsi fotografare con persone di colore, ma a riguardo esistono varie teorie.

Una delle più accreditate, sostiene che sia stato tutto un equivoco dell’ I.I.T.S.P.S.D.F.F.C.Q.P. (“Istituto Intercettazioni Telefoniche Su Personaggi Scomodi Da Fare Fuori Con Qualsiasi Pretesto”), organo fondato da David Stern all’età di 13 anni.

Vi lasciamo con quella che, secondo questa teoria, sarebbe stata la vera telefonata:

Stierling: “cara, ascolta, io sono impegnato con della gente, se passi alla Coop prendi il cioccolato. Ma non quello di colore nero che mi fa schifo, prendi quello bianco. Ah, e non fare che ti scordi, passa a ritirare le foto che ho fatto con il signor Neri.”

A causa della scarsa ricezione del suo cellulare, la sua fidanzata avrebbe capito: “cara, ascolta crrrrr gente crrrrr di colore crrrrrrr mi fa schifo crrrrrr non fare crrrrr foto crrrrr con Neri”. La candida fanciulla sarebbe rimasta scioccata dal messaggio.

Candida fanciulla: “Cosa? Amore, mi hai detto di non farmi foto con la gente di colore? Dici sul serio?”

Stierling: “Eh, ma che cazzo stai a di?!?!? Ma ogni tanto m’ascolti quanndo parlo?”

Crrrrrr cazzo crrrrrr ogni tanto m’ascolti crrrrr

Candida fanciulla: “Ma amore, davvero sei diventato razzista? L’altro giorno hai dato 500 dollari al vucumprà di colore e un calcio nelle parti basse al mendicante bianco!”

Stierling: ” Quello era Magic Johnson, avevo scommesso con lui 500 dollari che i Lakers si qualificavano ai PO, e visto che ho perso ho dato un calcio nelle palle a D’Antoni”

Crrrr Magic Johnson crrrrrr calcio nelle palle crrrrrr

Candida fanciulla: “Oh mio Dio amore, un calcio nelle palle al buon Magic? Non ci posso credere, io torno da mia madre!”

Stierling: “Da tua madre?? A rincoglionita, t’ho raccolta insieme Michael Jordan mentre passavamo su Mignottaro Road e fai pure la splendida? C’aveva ragione Magic quando m’ha detto che non capivi qualcosa manco per sbaglio!”

Crrrr tua madre crrrr rincoglionita crrrrr Michael Jordan crrrrrr Mignottaro crrrrr pure crrrr Magic Johnson

Tu-tu-tu-tu-tu.

 

  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.