Dopo Virtus Bologna-Pistoia: le parole di Djordjevic e Moretti

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La OriOra Pistoia ha espugnato il PalaDozza, vincendo con autorità a Bologna per 67-78. Al termine della gara i due allenatori sono intervenuti nella consueta conferenza stampa, per ritornare su quanto accaduto sul parquet.

Alexandar Djordjevic – coach Virtus Segafredo Bologna

Prima di analizzare la partita voglio fare i complimenti a Pistoia per aver giocato con il coltello fra i denti, come si dovrebbe sempre fare. Purtroppo non abbiamo avuto energia. Non bastavano tre quarti alla pari. Ci hanno messo subito in difficoltà con la zona, sono stati forti in attacco anche con Krubally che di solito non tira mai e questo evidentemente ci ha cambiato la faccia e demoralizzato. Abbiamo sbagliato tiri come quello di Punter da 3 per riaprire i giochi e cambiare l’inerzia, ma abbiamo sbagliato e subito siamo tornati a -11 e non siamo riusciti a tornare sotto. Abbiamo avuto giocatori con la febbre alta come Taylor, mentre Martin ha avuto un risentimento muscolare e non ce la faceva e questo per noi ha cambiato molto le cose. Abbiamo subito a rimbalzo e questo aspetto riguarda tutto il gruppo a partire da me e dobbiamo lavorarci perché ormai le avversarie hanno capito come farci male. Ci eravamo preparati un po’ a questa zona dopo la gara di coppa ma alla fine non ci è riuscito quello che volevamo fare. Loro offensivamente – d’altra parte – hanno trovato cose buone e hanno continuato a giocare sul fatto che noi eravamo andati subito in difficoltà. La scelta di Cappelletti è stata dovuta al fatto che Taylor ha avuto questo virus gastrointestinale devastante che gli ha tolto energia e cercavamo di centellinarlo. Ha colpito anche me e altri ragazzi e vi garantisco che è molto pesante. Ha fatto anche due flebo. Ad ogni modo dobbiamo affrontare meglio le difficoltà. Non possiamo andare KO al primo colpo. Adesso abbiamo due settimane per ricaricarci un po’, questa squadra al momento fa fatica con tanti impegni in pochi giorni.

Paolo Moretti – coach OriOra Pistoia

Il mio primo pensiero va a coach Ramagli che ha allenato seriamente questi ragazzi per otto mesi. È una grandissima persona e questa vittoria nasce da come hanno lavorato lui e il suo staff e poi come ha aiutato me ad entrare in questo sistema che in stagione ha subito tanti traumi. Il secondo pensiero è per i miei giocatori che hanno ricevuto tante spallate quest’anno, alcune pesanti da cui poteva essere difficile rialzarsi, ma stasera hanno lottato da ultimi e da ultimi nei rimbalzi vincendo la sfida stasera e questo è un grande segnale che la squadra è viva e pronta a giocarsi questa salvezza. C’è stata grande positività da parte di tutti che era quello che avevo chiesto ai ragazzi. Ho visto il body language giusto e tutti hanno dato un contributo, anche il 2000 che è entrato in campo e ci ha aiutato. Il terzo pensiero è per i tifosi che ci hanno seguito e ci credono ancora. Abbiamo aggredito da subito la partita e abbiamo dimostrato come squadra di aver ritrovato fiducia e confidenza. Non ho parlato di Torino ai ragazzi prima della partita. Credo che al di là di quel risultato ci servivano almeno altre tre vittorie. Questa è stata importantissima e ci dà grandissima spinta per affrontare le prossime. Adesso portati a casa i due punti nessuno fino a martedì mattina mi cerchi. Potrei svenire a parlarne. Stiamo vivendo un momento speciale. Vincere o perdere non è mai la stessa cosa, ma sarà comunque un successo per noi.

Per la raccolta delle parole si ringrazia Valentina Calzoni di BolognaBasket.

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