Dwight Howard: “Io e JaVale volevamo picchiare Shaq, poi ci abbiamo ripensato”

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Dwight Howard sta vivendo quella che sembra essere la stagione della rinascita con la maglia dei Los Angeles Lakers: l’approccio al gioco dell’ex stella dei Magic è cambiato, ed ora sembra molto più concentrato nell’aiutare i suoi compagni a vincere le partite.

Howard è stato al centro di molte critiche nelle ultime stagioni, molte delle quali espresse da Shaquille O’Neal, ora analista per TNT: Shaq ha messo spesso nel mirino Dwight ed un altro suo attuale compagno, Javale McGee, ridicolizzando entrambi davanti ai microfoni. Nell’ultimo episodio del podcast condotto da un altro Laker, Danny Green, Howard ha rivelato di aver discusso con JaVale su come confrontare duramente Shaq: “Una volta abbiamo pensato di andare a picchiare Shaq. Ho chiesto a JaVale se volesse farlo e lui mi ha risposto “Assolutamente sì amico!”, ma poi ho pensato che avremmo dovuto preoccuparci di due cose molto importanti: la prima è che Shaq è un poliziotto, quindi se gli avessimo fatto del male saremmo andati in prigione, la seconda è che se ci avesse preso, sarebbe finita per noi. Devi colpirlo e scappare perchè se ti prende è finita.
Ne abbiamo parlato e abbiamo riso insieme per una mezz’ora buona, parlando di Shaq e di tutte le cose che ha detto su di noi. Ma poi abbiamo realizzato che sì, ci ha umiliato, ma ci è servito anche da motivazione: ogni sera che mettiamo piede in palestra o in campo per una partita, dobbiamo dare il 110% perchè non vogliamo che Shaq o altri possano mettere in dubbio le nostre abilità come giocatori di pallacanestro o le nostre persone in generale“.

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