E adesso chi prenderà il posto di Hackett in Nazionale?

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Nella tarda serata di ieri è circolata la notizia che Daniel Hackett non giocherà più per la Nazionale italiana perché vuole stare più vicino alla sua famiglia, in particolar modo a sua figlia, la quale ha appena compiuto tre anni. E questo è un problema per il nostro basket, come dimostrato anche negli ultimi Mondiali.

Le riserve del nativo di Forlimpopoli in Cina erano Luca Vitali ed Ariel Filloy: il primo, quando chiamato in causa, ha fatto molta fatica a certi livelli, senza dimenticare che ha 33 anni; mentre l’oriundo non ha praticamente mai giocato, e di anni ne ha 32.

Tra tutti i cestisti nati negli anni Novanta è davvero difficile trovare – guardando il nostro campionato – giocatori che possano fare i titolari dell’Italbasket, forse solo il campione d’Italia con Venezia Andrea De Nicolao, ma il classe 1991 ha dimostrato di essere un buon/ottimo elemento di complemento, che esce dalla panchina e spacca le partite con il suo agonismo e le sue letture, non un vero e proprio leader alla Daniel Hackett, appunto.

L’unico che veramente potrebbe essere interessante da questo punto di vista è Marco Spissu, classe 1995, playmaker titolare della Dinamo Banco di Sardegna Sassari. Il sardo ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi mesi, ovvero da quand’è arrivato sull’Isola Gianmarco Pozzecco, uno che in quel ruolo ha spiegato pallacanestro per anni, in Serie A e nel mondo con la maglia Azzurra.
Ecco, lui forse è il profilo che Meo Sacchetti potrebbe lanciare, perché anche per Michele Ruzzier, allenato in prima persona dall’ex Brindisi e Sassari a Cremona, vale lo stesso discorso di De Nicolao.

E poi arriviamo ai “giovani”: Davide Moretti e Nico Mannion. Il primo ha appena raggiunto una finale del Torneo NCAA con Texas Tech giocando da protagonista e, forse, avrebbe addirittura meritato il Mondiale, anche solo come dodicesimo, per iniziare ad integrarsi nel gruppo e conoscere l’ambiente. Il figlio di coach Paolo Moretti completerà quest’anno il suo percorso di maturazione a livello collegiale e l’estate prossima potrebbe provare a dimostrare di essere già pronto ad alto livello europeo, visto che la nostra Nazionale dovrà giocare un torneo Pre-Olimpico, l’ultima possibilità per partecipare all’Olimpiade 2020.

Mannion, dal canto suo, ha appena terminato l’esperienza liceale e a breve inizierà la sua avventura universitaria con Arizona. Il figlio di Pace è sicuramente il prospetto più interessante del nostro basket, visto che è considerato tra i Top 10 prospetti del Draft del 2020. Il classe 2001 è sulla bocca di tutti e tantissime franchigie faranno metaforicamente a cazzotti per accaparrarsi le sue prestazioni il prossimo giugno: potrebbe essere lui il nuovo faro della Nazionale, NBA permettendo. Ha comunque appena 18 anni, perciò andiamoci piano.

Nota a margine per Federico Mussini, anche lui giovane, ma non più giovanissimo, perché stiamo pur sempre parlando di un classe 1996. L’ex Saint John’s arriva da un paio di annate deludenti tra Reggio Emilia e Trieste, ma ha iniziato molto bene in quel di Pesaro.
Se il reggiano dovesse tornare ad avere la consapevolezza che ha smarrito durante l’avventura collegiale, allora potrebbe rientrare benissimo anche lui nella rosa dei papabili sostituti di Hackett. Perché a Mussini il talento proprio non manca.

In conclusione una provocazione, più che una proposta: Travis Diener.
Il nativo di Fond du Lac spegnerà 38 candeline il prossimo 1 marzo, però continua a predicare pallacanestro ad alto livello, dimostrando ogni weekend di essere ancora oggi uno dei migliori playmaker del nostro campionato. Il problema è ovviamente la tenuta fisica: il suo corpo non gli permette più di giocare una partita ogni due giorni. Anche se come dodicesimo in un torneo di questo tipo…

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