È improbabile che la NBA lasci che i giocatori mettano sulle maglie i nomi delle vittime della polizia

NBA News

Nei giorni scorsi in NBA si era diffusa l’idea che, alla ripresa della stagione, i giocatori, o almeno alcuni di loro, non mettessero sul retro delle proprie divise i loro cognomi, bensì quelli di alcune vittime della brutalità della polizia americana e del razzismo. La Lega dimostrerà già la propria vicinanza al movimento di protesta Black Lives Matter con delle scritte sui parquet di Orlando, ma alla fine quella delle divise non sembra un’idea che si realizzerà.

Secondo Yahoo!Sports, il tema è stato discusso in questi giorni da NBA e NBPA. I problemi sarebbero molteplici: prima di tutto, il consenso delle famiglie delle vittime a partecipare a questa iniziativa. Si è pensato che sarebbe infatti più corretto che fossero gli stessi familiari a scegliere quali giocatori dovrebbero “rappresentarli”, senza contare il possibile dolore che potrebbe venire causato a questi ultimi rivivendo il dramma della perdita dei loro cari. Una decisione finale non è ancora stata presa, ma secondo quanto riportato sarebbe improbabile che questo progetto alla fine si faccia.

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