Il tap-in di OG Anunoby per decidere gara 4 delle NBA Finals è una di quelle giocate destinate a passare alla storia.
Il canestro decisivo per il punto dei 3-1 dei New York Knicks ha generato diverse reazioni.
Il coach Mike Brown lo ha definito “il canestro più iconico nella storia del basket newyorkese” mentre Josh Hart, protagonista di un lay-up sbagliato poco prima, ha ringraziato Anunoby per averlo “salvato da una vita di rimpianti”.
Jalen Brunson ha gettato acqua sul fuoco, dicendo che il compagno ha fatto “semplicemente una grande giocata” e poi invitando tutti a restare sul pezzo, ricordando che c’è ancora lavoro da fare, a partire già da gara 5 a San Antonio. Anunoby ha detto che all’inizio aveva pensato addirittura di schiacciare ma poi si è reso conto che il pallone si trovava troppo in alto e ha dunque optato per un tocco morbido.
Karl-Anthony Towns ha preso la cosa come un minimo risarcimento per gli ultimi anni difficili, specialmente per i lutti che lo hanno colpito durante il periodo del lockdown: “Aspettavo un evento fortunato nella mia vita, una cosa che girasse a mio favore e sono contento che sia successo. Quella è stata la mano di Dio“. Un riferimento al famoso gol di mano di Maradona nei Mondiali del 1986.
L’altra faccia della medaglia di questa gara storica è l’errore di De’Aaron Fox che ha cercato il canestro dopo il recupero invece di far trascorrere il tempo e aspettare il fallo. L’ex Kings si è giustificato così: “Ho cercato l’appoggio del +3 perché volevo costringere i Knicks a tirare da tre nell’azione successiva. Pensavo di riuscire a batterlo in velocità ma Anunoby ha fatto una grande giocata”.
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