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Enes Kanter rivela che la NBA ha provato a metterlo a tacere sul Tibet

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Da qualche settimana Enes Kanter ha iniziato una battaglia a distanza contro la Cina e il governo di Xi Jinping. Il centro dei Boston Celtics ha denunciato pubblicamente le violenze cinesi in Tibet, ad Hong Kong e contro la minoranza musulmana degli Uiguri, chiedendo di boicottare le Olimpiadi Invernali di Pechino.

Numerosi i video-messaggi condivisi da Kanter sui social, in cui parla dei vari argomenti chiedendo di schierarsi contro il governo cinese. Intervenuto alla CNN, però, il centro turco ha però rivelato come la NBA abbia cercato di metterlo a tacere. Non è un segreto che il legame tra la Lega e il mercato cinese sia strettissimo, motivo per il quale qualche anno fa Daryl Morey fu vicinissimo a perdere il lavoro per un tweet a supporto di Hong Kong. Dopo le esternazioni di Kanter, in Cina sono state oscurate tutte le partite dei Celtics.

L’episodio raccontato da Kanter risale all’inizio di questa stagione, quando al Madison Square Garden aveva pianificato di scendere in campo con delle scarpe customizzate con la scritta “Free Tibet”.

Ricordo che alla nostra prima partita, al Madison Square Garden, ho indossato le scarpe “Free Tibet”. Appena prima dell’inizio della partita, due tipi della NBA sono venuti da me e mi hanno detto: “Dovresti toglierle, ti preghiamo in ginocchio”. Ho risposto: “Scusate, cosa state dicendo?”. Mi hanno detto che dovevo togliermele perché stavano ricevendo tantissime telefonate. Ho chiesto se ci fosse una regola che mi impedisse di indossare quelle scarpe, mi hanno detto di no. Mi sto preparando per il mio esame per ottenere la cittadinanza. Ci sono 27 emendamenti nella Costituzione, il mio preferito è il primo: la libertà di parola. Conosco i miei diritti, non potete portarmeli via. Ho detto loro: “Non mi interessa se verrò multato, non mi toglierò queste scarpe”. Mi hanno risposto che non si parlava di multe, ma di essere estromesso dalla NBA. “Ok, sono pronto ad essere cacciato”.

Ovviamente la NBA non ha avviato alcun procedimento nei confronti di Kanter, che da allora è stato sempre più “rumoroso” in questo senso. Con le scarpe indossate alle partite, ma anche sui social. Il centro turco ha spiegato anche che è stata la NBA stessa a incoraggiarlo a simili comportamenti:

È stata proprio la NBA a insegnarmi queste cose. Ogni volta che qualche portavoce o il commissioner parlano in pubblico, incoraggiano i giocatori a parlare di qualsiasi argomento vogliano. Diamo ai giocatori la libertà di parlare di tutte le ingiustizie che accadono nel mondo. Mi hanno dato questo diritto, di base mi hanno detto loro di farlo. Ho anche parlato direttamente con i dirigenti NBA e con Adam Silver, ho chiesto loro se stessi infrangendo qualche regola. “Adam, per favore, dimmi se sto infrangendo una regola”. La NBA mi ha dato tutto ciò che ho, quindi non voglio infrangere le sue regole. Mi ha detto di no e mi ha detto che lui e la NBA supportano Enes Kanter in questa battaglia contro la Cina. Se avessero voluto ostacolarmi, avrebbero emesso qualche comunicato dissociandosi dalle mie azioni.

Ho anche detto al commissioner che è inaccettabile che la Cina oscuri le partite dei Celtics perché ho parlato di diritti umani. La gente mi dice che faccio politica. Non faccio politica: parlo di diritti umani.

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