Esclusiva BU, Andrea Conti: “Nonostante la retrocessione, a Cremona si respira grande entusiasmo per la Vanoli”

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A pochi giorni dal viaggio in America per la Summer League, abbiamo incontrato il GM della Vanoli Cremona, Andrea Conti, il primo confermato dalla società cremonese (per altri due anni) dopo la retrocessione in A2. Abbiamo parlato della stagione scorsa, di quella che sta per iniziare e delle prospettive in casa Vanoli, dove si respira grande coinvolgimento per il campionato che sta per iniziare visti i nomi dei primi acquisti e del nuovo staff tecnico.

Sei stato il primo confermato di questa stagione: è il segno del buon lavoro fatto in questi anni nonostante questa annata sfortunata? 

Questa appena terminata è stata una stagione disgraziata e lo è stata per tutti, qualcuno ha pagato di più, qualcuno ha pagato di meno, però non è una stagione così che deve cancellare ciò che di buono è stato fatto in questi anni. Il merito della mia riconferma è della proprietà, vuol dire che credono in me e io spero di ripagare con la massima professionalità.

E quanto orgoglio c’è nell’essere definito dal vicepresidente il pilastro da cui ripartire?

Questo tanto e fa enorme piacere, vuol dire che in tutti questi 16 anni in cui sono stato qua qualcosa di buono è stato fatto, qualcosa è stato seminato e lo sto raccogliendo, sperando di raccoglierlo sempre più in futuro.

Premesso che con il senno di poi sono tutti bravi, quali scelte tecniche ed umane, come società, non rifareste più?

La scelta sulle persone secondo me no, il discorso è stato l’aver avuto troppa fretta nel costruire la squadra e nell’aver peccato un po’ di, tra virgolette, presunzione nel pensare che i risultati dell’anno precedente fossero talmente importanti da dimenticarsi poi che alla fine devi sempre ripartire da zero e avere i piedi per terra. Questo non vuol dire che non avevamo i piedi per terra ma abbiamo avuto troppa fretta di fare una squadra pensando fosse quella giusta. E con il senno di poi non avrei avuto così tanta fretta nel riconfermare Turner a maggio (per altro considerato da tutti al tempo un grande colpo, ndr).

C’è stata più di una voce su un ipotetico ripescaggio viste le grane di Caserta e Brindisi (per limitarsi a quelle accertate): avete avuto contatti in merito e nel caso eravate pronti a ritornare in A?

No, non c’è stato nessun contatto con le rispettive società, il discorso è che in questi casi qua bisogna rispettare i tempi burocratici e le prassi che ci sono. Abbiamo sempre pensato di fare l’A2, però anche il Presidente Aldo Vanoli aveva detto a suo tempo che era pronto comunque a rifare la Serie A. Ma il nostro pensiero è essere concentrati per l’A2.

Infatti avete sempre detto che ora c’era da focalizzarsi su un campionato difficile come l’A2, e siete partiti con il botto: Meo Sacchetti… come si è svolta la trattativa, vista la caratura del nome?

Ci siamo trovati subito firmando un triennale. Per ripartire avevamo bisogno di una figura molto forte, di un condottiero e di un nome spendibile, sia per la piazza ma anche per il mondo del basket in generale. Partire da lui ha comportato uno sforzo importante che il Presidente Vanoli e il Vicepresidente Borsatti hanno voluto fare, credo che lui insieme a Flavio Fioretti siano un biglietto da visita sostanzioso e questo è fondamentale perchè era proprio ciò di cui avevamo bisogno per ricostruire dalle macerie della stagione scorsa.

Con Flavio Fioretti avete quindi dato un segnale forte di quali siano le ambizioni di questo nuovo staff tecnico.

Quando ci sono delle trattative purtroppo o ti vanno male o ti vanno bene, o capiti al tempo giusto o sbagliato. L’anno scorso tanti giocatori ci sono sfumati e poi abbiamo dovuto ripiegare su seconde o addirittura terze scelte. Quest’anno c’è andata bene, speriamo, perchè con l’allenatore siamo capitati in un momento in cui si è aperta una porta e con Flavio più o meno la stessa cosa perchè poteva rimanere tranquillamente in A e fare anche le coppe però situazioni sue personali ha deciso di venire qua da noi.

Tre flash sui primi acquisti: Diener, Ricci e Ruzzier.

Diener non ha bisogno di presentazioni, dev’essere la pietra angolare della squadra per esperienza e per professionalità. Ricci è un giocatore di categoria, solido, intelligente, agonista e che negli ultimi anni ha fatto sempre bene. Ruzzier è un giocatore un po’ nel limbo tra l’essere giovane e un giocatore affermato e noi gli diamo volentieri la possibilità di affermarsi definitivamente.



Quanta verità c’è sulle voci che vi danno in contatto con l’altro Diener, Travis? Vi incontrerete in America?

C’è una mezza verità, in quanto essendo cugino di Drake quando quest’ultimo ha firmato qua c’è stato un pourparler tra loro due e poi ha mandato un messaggio a coach Sacchetti dicendo che aveva una mezza idea di ritornare a giocare. Lo incontreremo e ci parleremo a quattrocchi, il fatto che figuri come italiano di formazione a tutti gli effetti, avendo giocato anche gli Europei, è il motivo per cui un pensiero ce lo stiamo facendo.

Di chi siete alla ricerca nella Summer League di Las Vegas?

Innanzitutto una premessa: si va alla Summer League non necessariamente per prendere un giocatore, ci si va per essere sempre aggiornati e per vedere più giocatori possibili e avere un database da cui attingere, anche perchè ci sono giocatori da prime scelte NBA fino a giocatori che hanno giocato in Europa anche in campionati sconosciuti. A margine della Summer League ci sono tanti camp dove le agenzie fanno giocare i propri assistiti nella palestra o nei campus universitari. Quindi è un evento dove si muove a 360° tutto il movimento cestistico mondiale.

Wojciechowski ha firmato con Capo, com’è la situazione degli altri italiani con contratto (Mian e Gaspardo, cercati da Pistoia)? Altri su cui state puntando?

Ovviamente siamo focalizzati sugli italiani avendo bisogno di 8 italiani, si potrebbe avere anche 2 stranieri e 1 passaportato italiano e poi 7 italiani, tra cui 3 under (o 2 pagando una penale). Mian e Gaspardo a oggi sono due giocatori sotto contratto con noi, di più per ora non posso dire.

Si respira grande entusiasmo qui a Cremona, nonostante la retrocessione: la Vanoli Family è anche questo, sia come società che come ambiente?

Lo deve essere perchè nello sport, che è vittoria e sconfitta, secondo me non ci si deve fermare a quest’ultima. A mio avviso la nostra realtà devi averla, usando un termine forte, tatuata sulla pelle, va aldilà del risultato sportivo, uno se la deve sentire dentro e avere il piacere di venire qua a giocare e per i tifosi di venire al palazzetto a tifare la propria squadra. Noi abbiamo bisogno di grande entusiasmo, sia per ripartire che durante l’anno, abbiamo bisogno di remare forte ma anche di essere trascinati dalla corrente. E anche la mentalità e lo spirito di coach Sacchetti si sposa perfettamente con la quella della Vanoli Family.

Per usare il tuo hashtag quindi, testa bassa e lavorare?

Assolutamente, sempre!

 

Ringraziamo Andrea Conti per la grande disponibilità dimostrataci.

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