Esclusiva BU – Flavio Tranquillo: “Spero di non commentare la Serie A. Antetokounmpo può cambiare il gioco”

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BasketUniverso ha avuto il piacere di intervistare uno dei migliori e più rinomati giornalisti a livello cestistico in Italia: Flavio Tranquillo. Celeberrime le telecronache di Tranquillo e Buffa durante le Finals NBA, che hanno avvicinato tantissimi giovani a questo sport. Il giornalista di Sky ha appena scritto un libro dal titolo “Altro tiro, altro giro, altro regalo” e pian piano sta facendo il giro d’Italia per presentarlo in tutte le librerie dello Stivale.
In quest’intervista esclusiva ha parlato naturalmente dei recenti Europei, di quello che Sky ci mostrerà nella prossima stagione cestistica e ha fatto anche alcuni accenni interessanti a “The Greek Freak” e agli Spurs.

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Prima dei recenti Europei avete lanciato un pacchetto attraverso Skyonline per permettere anche a coloro che non sono abbonati Sky Sport di poterseli godere. Crede che questa soluzione verrà riproposta anche per la Serie A e per l’NBA?

“Sinceramente non lo so perché non sono decisioni che spettano a me, però ho l’impressione che questo pacchetto sia piaciuto e presumo che possano fare qualcosa del genere ma, ripeto, sono cose gestite da altre persone perché Sky è un’azienda parecchio grande”.

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Sky è tornata ad essere la casa anche della Serie A Beko dopo parecchi anni di assenza. Sarà lei uno dei commentatori?

“No. Siamo un po’ indietro rispetto al previsto ma comunque saremo pronti per quando inizierà. Detto sinceramente, spero di non essere io il commentatore sotto un certo punto di vista, non perché non voglia farla, ma perché non sono la persona adatta per commentare la Serie A e ci sono moltissimi altri giornalisti che lo sanno fare meglio di me”.

Tutti gli allenatori di Serie A hanno espresso il loro parere su chi sarà la squadra che vincerà lo scudetto e chi sarà il miglior giovane della prossima stagione. Noi le giriamo le due stesse domande perché ci farebbe piacere sapere il suo punto di vista.

“La candidata numero uno per lo scudetto dev’essere Milano anche se, tutto sommato, non ha la superiorità che ha avuto negli ultimi anni, nonostante abbia vinto un solo Scudetto. Per quanto riguarda il miglior giovane, penso che Amedeo Della Valle potrebbe diventare un ottimo giocatore, soprattutto vista la passata annata, e con un anno in più non può che far meglio”.

Danilo Gallinari ha giocato un Europeo praticamente perfetto, dimostrandosi il migliore tra gli azzurri e non solo per le cifre che ha messo a referto. Crede che sia davvero l’italiano più forte di sempre, come ha vociferato qualcuno? Se non la pensa così, qual è il suo numero uno personale?

“No, non credo sia il più forte di sempre. Però credo che, se non avesse patito tutti quegli infortuni, avrebbe avuto una possibilità, a fine carriera, di diventarlo. Io penso che l’italiano più forte di sempre sia stato Dino Meneghin. Perché la somma di quello che ha fatto, per quanto tempo l’ha fatto e con quale impatto, da tutti i punti di vista, ti fa per forza dire Dino Meneghin”.

In questo Eurobasket abbiamo avuto la fortuna e l’onore di veder giocare un grandissimo come “The Greek Freak”, al secolo Giannis Antetokounmpo. Secondo lei diventerà una stella dell’NBA?

“Non so se diventerà una stella però può essere un giocatore che cambia il gioco. Detto questo, fare delle affermazioni su Giannis è prematuro perché è ancora molto giovane, debole fisicamente e caratterialmente, però fa alcune cose, in maniera Ex_oE-f_istintiva, che il 99% degli altri esseri umani non può fare. Insomma, non so se diventerà una stella ma ha tutte le carte in regola per cambiare il gioco”.

Secondo lei qual è il segreto di questi Spurs che sono sempre tra la contender della Lega da quasi vent’anni a questa parte?

“Il segreto è quello di Pulcinella: Gregg Popovich. Ma non perché Pop sia un santone, semplicemente perché Popovich, ed è una situazione molto rara, anzi, unica, viene accettato a tutti i livelli dalla franchigia come un Leader, con la L maiuscola. Voglio sottolineare il termine accettato, non temuto, non rispettato, non sopportato, ma accettato”.

Purtroppo recentemente ci ha lasciato uno dei più grandi giocatori di sempre della NBA: Moses Malone. Qual è il suo ricordo sul centro ex Philadelphia? Ha magari qualche aneddoto personale su di lui?

“Mi ricordo di una volta che è venuto a giocare a Milano, era un periodo diverso da quello attuale, allora ero circa un diciassettenne che si immaginava l’NBA come una grande gara delle schiacciate, perciò sono rimasto quasi deluso dalla sua prestazione perché non era un giocatore spettacolare. Lui non era uno di quelli che ogni tiro che prendeva era una schiacciata, non faceva giravolte o piroette; lui saltava dieci centimetri però prendeva più rimbalzi di tutti gli altri messi insieme. Sinceramente è uno di quei giocatori che mi sarebbe piaciuto vedere di più, forse adesso capirei la sua grandezza”.

BasketUniverso ringrazia Flavio Tranquillo per l’enorme disponibilità e professionalità dimostrata in quest’intervista.

 

Scritta da Alessandro Saraceno

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