Esclusiva BU, Luigi Longhi: “Giocare è la medicina per migliorarsi. Pascolo? Tornerà quello che conosciamo”

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Dopo un avvio di stagione piuttosto negativo la Dolomiti Energia Trentino, del Presidente Luigi Longhi, si trova all’ultimo posto in classifica in campionato con nessuna vittoria all’attivo, mentre in Eurocup, dopo la vittoria all’esordio contro il Partizan, ha inanellato una serie di 4 ko consecutivi che hanno fatto scivolare i trentini in fondo alla graduatoria. Oggi proprio contro i serbi Trento gioca una partita importantissima dal punto di vista del morale e della classifica e BasketUniverso ha intervistato il presidente della compagine bianconera.

A inizio stagione immaginava un inizio come questo. Trento spesso ci ha abituati a partenze a rilento, ma poi le stagioni si sono concluse positivamente.

Sì, però questa è una situazione un po’ complessa. Non è facile, ma dobbiamo stare compatti e uscirne tutti insieme, come abbiamo sempre fatto. Sono convinto che possiamo farcela. Dobbiamo pensare a una partita alla volta, senza pensare a chissà cosa. Dobbiamo giocare le prossime partite come se fossero delle finali scudetto. Questo è l’unico modo per recuperare il gap e bisogna credere in noi stessi per poterne venir fuori. Nessuno ti aiuta, ma sta a noi trovare le forze che abbiamo dentro per risolvere la questione.

Pensa che la squadra possa riprendersi e magari puntare alla finale scudetto, come successo negli ultimi 2 anni?

Io penso a sabato che voglio vincere contro Brescia e muovere così la classifica. Se inizio a pensare a cose che in questo momento non esistono, faccio l’errore più grande. Tutti quanti dobbiamo pensare alla partita più vicina e basta, non oltre. Altrimenti poi si creano dei cortocircuiti e cose che poi non succedono. Io voglio vincere sabato. Poi se vinco sabato penserò alla partita successiva, ma non ad altro.

Brescia è un ostacolo difficile da superare. E’ una squadra costruita per far bene…

Certo, assolutamente. Il campionato si è alzato di livello in tutti i sensi. Lo stanno dimostrando i risultati, le squadre e i giocatori che sono arrivati. Non possiamo permetterci nessun tipo di volo pindarico, che non sia quello di concentrarci sulla partita. Oggi abbiamo ufficializzato l’arrivo di Aaron Craft, che spero di vederlo in campo quanto prima.

Oltre Aaron Craft state pensando a qualche nuovo innesto per provare a migliorare la stagione?

Intanto arriva Craft, poi vediamo con calma quello che possiamo fare e quello che ci serve. Iniziamo con uno  alla volta, senza farci prendere dal panico e cambiare tutto e tutti. Prendiamo un giocatore che conosciamo, che conosce l’ambiente e sappiamo quello che può darci. Ci serve una persona dentro lo spogliatoio con personalità, che trascini anche i compagni.

Quest’anno avete riportato a Trento Dada Pascolo. E’ soddisfatto finora del rendimento del giocatore?

Dada è reduce da un infortunio e ha fatto una preparazione molto a singhiozzo, molto difficile e complessa. E’ ancora un po’ indietro fisicamente, ma tornerà nel giro di pochi giorni o al massimo settimane e su questo non ho dubbi, il Dada che tutti abbiamo conosciuto.

Domenica è circolata la voce circa un possibile esonero di coach Buscaglia. Cosa sente di dire in merito? Conferma il rumor?

Non confermo nessuna voce, ma semplicemente il discorso è questo. Dopo 10 sconfitte tutti quanti siamo in discussione, io per primo, lo staff tecnico, i giocatori, tutti quanti. Si fanno tutte le valutazioni del caso, ma Buscaglia è da così tanto tempo con noi che lo conosciamo, quindi direi che sgombero ogni equivoco. E’ chiaro che siamo tutti in discussione, ci mancherebbe che non lo fossimo…

Quindi è giusto che tutti capiscano gli errori e facciano un esame di coscienza?

Assolutamente sì. Arriviamo da 7 anni di continua crescita ed è chiaro che ci può essere una stagione difficile. Dobbiamo essere capaci di affrontare anche questo momento. Ci sono i momenti di  crescita, ma anche quelli momenti di stabilizzazione o di crescita da questo punto di vista. L’importante è non perdere l’idea di chi siamo, da dove veniamo e qual è il nostro obiettivo.

Stasera potete provare a rialzare la testa contro il Partizan. In un periodo come questo, giocare 2 volte a settimana è positivo o negativo? Le continue sconfitte possono influire sul morale dei giocatori, che magari possono aver bisogno di più tempo per riflettere.

Giocare è l’unica medicina per aiutare a migliorarsi e facciamo quante più partite possibili. Oggi giochiamo a Belgrado e faremo tutto quello che è necessario fare. Dobbiamo giocare per perfezionare il rapporto tra i giocatori, dello stare insieme e capirsi dentro e fuori lo spogliatoio e sul campo.

Nikola Jovanović, qua con Diego Flaccadori.

Tra i giocatori maggiormente contestati c’è sicuramente Nikola Jovanović. E’ un giocatore che sta deludendo le aspettative o pensa che possa crescere nel corso della stagione?

E’ un giocatore che ha grandi potenzialità e bisogna metterlo in condizioni per poter esprimere il suo gioco. Lui nelle prime 3-4 partite con noi ha giocato ad altissimi livelli segnando 18-20 punti. Il problema è che cercare di inserirlo all’interno della squadra in maniera adeguata. Anche lui deve metterci del suo. E’ normale che se le cose vanno male subentra un po’ di agitazione, un po’ di difficoltà. Sono naturali anche le critiche e ci stanno. Quando si perde bisogna stare zitti, lavorare e basta.

In estate c’è stata una modifica del budget rispetto agli altri anni o avete operato secondo gli standard delle ultime stagioni?

Abbiamo speso i soldi che abbiamo ed è un budget che si aggira a quello degli ultimi 2-3 anni. Non c’è una grande differenza.

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