
Marc Christian Trasolini nasce 25 anni fa sulle rive dei Grandi laghi e dei grandi fiumi canadesi, in quella terra che gli antichi Irochesi appellavano “Kanata”. E’ qui che Marc cresce nei suoi primi anni, anni durante i quali mamma Donna e papà Franco, figli di genitori toscani, di Firenze e ciociari, di Frosinone, partiti tanti anni fa dalle italiche sponde per costruirsi un nuovo futuro, vigilano sulla crescita e sull’istruzione del piccolo Marc e dei fratelli Sarina, Cristina e Andrew. “I miei genitori mi hanno sempre stimolato e spinto a studiare” – racconta Trasolini – “per poter aggiungere alla forza anche capacità di analisi e di lettura di tutte le situazioni che si presentano nella vita e la domenica sul parquet”.

A Vancouver, città canadese situata sulla costa pacifica, tra il fiume Fraser e la catena montuosa delle Montagne costiere, dove Marc viene alla luce, vi sono due ottime università, l’Università della Columbia Britannica e la Simon Fraser University. Marc sceglie, invece, la prestigiosa Santa Clara University, la stessa di Steve Nash (due volte consecutive MVP della NBA), nonché più antica istituzione di istruzione superiore della California. Non una scelta casuale, nulla è lasciato al caso nel mondo Trasolini, ma una delle prime scuole di business del Paese. “Bisogna pensare al dopo basket, bisogna essere pronti” -racconta l’ala della Bcc Agropoli- “troppi miei colleghi finiscono la carriera sportiva e si trovano impreparati ad affrontare un mondo che non offre molte chance di successo. Immagino di potermi dedicare un giorno, dopo una lunga carriera, a fare Business in virtù proprio del prezioso titolo accademico acquisito”. Idee chiare, occhio lungo, serietà e determinazione le armi che l’uomo e l’atleta Trasolini ha scelto di usare nella vita, sia sul parquet che fuori: nulla lasciato all’improvvisazione, al fato. Un atleta completo, un ragazzo affidabile, serio, educato, umile, che sta facendo le fortune di coach Paternoster e della Bcc Agropoli, dopo le stagioni di Pesaro e Avellino in A. “Non ho rimpianti per la scelta fatta in estate”, racconta l’ala forte Italo-canadese, 206 cm per 109 Kg, cresciuto con una autentica venerazione per il tedesco Dirk Nowitzki, centro dei Dallas Mavericks.

“Dopo 4 stagioni alla Santa Clara University e le due esperienze mondiali del 2008 e 2009 con il Canada Under 18 e Under 19 (7° posto conquistato il 12 luglio 2009 battendo la Francia per 82 a 74), vissute al fianco di giocatori come K. Olynyk e T.T.J. Thompson, con il mio procuratore ho deciso di venire a giocare in Europa, arrivando prima a Pesaro, dove ho disputato una buona stagione con ottimi ricordi, e poi ad Avellino dove, per una serie di circostanze, non ho vissuto un anno esaltante. In Europa, ho trovato un basket molto meno fisico rispetto a quello a cui ero abituato, basato molto meno sulle individualità e molto più sul gioco di squadra”. Viene fuori di nuovo, prepotentemente, l’uomo deciso, sicuro, con le idee molto chiare. ”Non ho avuto titubanze ne ho rimpianti per aver scelto di giocare ad Agropoli, scendendo di fatto di categoria. Il mio obiettivo è quello di disputare una stagione che possa vedermi quanto più possibile in campo, da protagonista, per far conoscere le doti, le qualità, i pregi del giocatore Trasolini. Poi, in estate mi siederò con il procuratore per valutare prospettive, offerte, possibilità per scegliere la cosa migliore per il mio futuro. A 25 anni credo di avere davanti ancora tanto tempo da dedicare al basket per dare il meglio di me stesso e per regalare tantissime soddisfazioni ai tifosi”.
E di soddisfazioni l’italo canadese ne sta regalando tante ai suoi nuovi tifosi che lo adorano letteralmente: una media punti di 22.8 e due riconoscimenti come miglior giocatore del girone Ovest per i mesi di Ottobre e Novembre. “Ricevere questi riconoscimenti fa davvero piacere” – ammette con grande onestà Marc – “perché rafforzano l’autostima e consentono alla squadra di recitare un ruolo di assoluto prestigio”. Poi, il pensiero corre ai compagni. “Questi premi li divido con la squadra, il coach, la società, i tifosi che ci seguono ovunque, perché sono loro che mi mettono nelle migliori condizioni per poter restare sempre concentrato e presente. Ad Agropoli si vive benissimo e per me che amo il mare è proprio l’ideale. La società, mettendomi a disposizione una casa sul mare, dove vivo con la mia fidanzata, con gli amici, mi ha reso felice, mi ha dato tranquillità e adesso ho un solo modo per ripagare tanto affetto e attenzioni: bucare la rete, stoppare gli avversari, trascinare la squadra alla vittoria per lasciare nel cuore della gente un ricordo indelebile di Marc Christian Trasolini”.
E chissà se in estate i sogni di questo ragazzo partito un giorno dalle lontane rive dell’Ontario e quelli di una città che non vuole svegliarsi ma continuare a sognare, sognare, sognare, non possano diventare realtà.
