Esclusiva BU- Marco Crespi: “Dobbiamo diventare ogni giorno più forti, Siena è un respiro continuo”

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BasketUniverso ha avuto il piacere di intervistare Marco Crespi, coach della Tezenis Verona basket.

 

 

Qual è l’obiettivo stagionale della sua squadra?

Verona è una delle squadre che vuole essere protagonista nel prossimo campionato, ma più che un obiettivo di risultato finale, credo che abbiamo scelto un gruppo di giocatori, per avere davanti otto mesi, quelli della stagione regolare, dove bisogna cercare di diventare ogni giorno più forti.

 

Chi sarà il leader di Verona?

Penso che in qualsiasi squadra non ce ne sia mai solo uno, perché ci sono tanti tipi di leader: il leader emotivo, il leader fisico, il leader che fa sorridere all’interno dello spogliatoio, il leader tecnico e quindi credo che anche in questa squadra ci siano tante persone che possono esserlo. Dall’esperienza di Michelori alla presenza territoriale di continuità col club di Boscagin, alla possibilità di essere leader tecnico di Spanghero, fino alla leadership vocale di Chikoko, già dimostrata la stagione passata con la canotta della Grissin Bon, oltre che realizzativa.

 

Che impressionirice crespi verona ha avuto dalle prime amichevoli?

Credo che le amichevoli servano per vedere quanto sia il desiderio di ogni giocatore di cercare di costruire un’idea comune e il desiderio è stato molto bello, molto forte e mi ha pienamente soddisfatto.

 

Come giudica la nuova riforma della LNP con 32 squadre e 1 sola promozione?

Penso che 32 squadre e una sola promozione siano dei numeri che non stanno bene accoppiati.

 

Se dovesse fare una classifica dei 5 migliori giocatori da lei allenati, chi sceglierebbe?

Questa è una domanda complicata, ma scelgo: Marquez Haynes, perché, arrivato da scarto di Milano, dandogli il ruolo da protagonista, ha dimostrato ampiamente il suo valore, poi aggiungo Othello Hunter, che da tutti era definito un giocatore soft, ha invece dimostrato di saper sfruttare il suo atletismo. Un altro atleta che mi sento di inserire è Matt Janning, perché l’ho allenato in tre diverse occasioni, poi Ricky Hickman, perché è stato scelto dalla Finlandia ed è arrivato a vincere l’Eurolega. Concludo col dire che sono legato a molti giocatori italiani e tra questi scelgo Simone Pierich che è stato, fin dal mio primo giorno di Casale, capitano per sei anni, lo cito in quanto simbolo di tutti i giocatori italiani.

 

Tre dei giocatori che ha citato hanno un passato a Siena, che ricordo ha di questa città, cosa le manca maggiormente?

Siena non è un ricordo, è un respiro continuo, perché penso sia una città particolare, che vive dentro le sue mura, ma quando ti accetta ti fa sentire la passione. In più a Siena ho vissuto una stagione strepitosa e quindi ogni giorno penso di ricordare dieci episodi bellissimi dal punto di vista umano, riguardanti quell’annata.

 

Si ringrazia Marco Crespi per la disponibilità e professionalità dimostrata. Un in bocca al lupo alla sua Verona per la nuova stagione!

 

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