Esclusiva BU. Michele Carrea: “Pronto ad affrontare l’avventura in Serie A”

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Era sicuramente uno dei pezzi pregiati del mercato allenatori di Serie A2, e dopo 4 anni in Pallacanestro Biella, Michele Carrea avrà finalmente la sua opportunità di allenare in Serie A. E’ di pochi giorni fa infatti l’annuncio dell’ingaggio per la panchina di Pistoia dove Carrea raggiungerà il gm Marco Sambugaro, suo compagno di avventura in Piemonte nelle ultime stagioni. BasketUniverso ha raggiunto il neo allenatore di Pistoia per un’intervista in esclusiva.

A poco più di una settimana dalla firma del tuo primo contratto da capo allenatore in Serie A, qual è il tuo stato d’animo?

In realtà ho avuto poco tempo per riflettere, ma l’impatto con l’ambiente pistoiese è stato molto positivo, soprattutto per l’energia che circonda il club e i soci che lo compongono. In questi giorni abbiamo avuto diversi colloqui con allenatori provenienti proprio da Pistoia per il ruolo di vice, e questo dimostra quanto il basket sia radicato da queste parti. Io e Sambugaro ci siamo da subito sentiti molto agevolati nel nostro lavoro, ci saranno sicuramente delle difficoltà dopo la brutta ultima stagione (ultimo posto con sole 6 vittorie e permanenza in A solo grazie al fallimento di Torino, ndr) ma ci sono le condizioni per lavorare bene e costruire un ottimo futuro.

Come sarà la nuova Pistoia di coach Carrea? Sempre improntata a una grande attenzione difensiva, oppure state cercando di costruire una squadra con caratteristiche diverse?

Sicuramente è sempre importante non perdere di vista cosa vuole la gente, e dopo l’anno scorso i tifosi vorranno giocatori che provino a dare il massimo in ogni momento. Cercheremo elementi in grado di aggredire la partita, di prendersi iniziative e che vogliano aderire a un progetto che parte da una situazione non facile. Dobbiamo essere tutti consapevoli che dovremo spingere sempre più forte. Dal punto di vista tecnico gli ingaggi di Marini e Wheatle dimostrano che vogliamo costruire una squadra con una buona taglia fisica, in grado di reggere l’impatto con tutti.

Coach Carrea durante un timeout al Biella Forum

Dopo gara 5 delle finali scudetto Pozzecco ha avuto un duro sfogo sulle condizioni di gioco a Venezia, così come già aveva fatto Sacchetti. Come vedi la questione relativa agli impianti?

Mi vengono in mente sostanzialmente due considerazioni: la prima è che i palazzetti poco ospitali non aiutano a vendere il prodotto, e questo porta a una situazione di svantaggio per il nostro basket perché penalizza il comfort del pubblico, allontana gli sponsor, e non aiuta il giro di affari. La seconda considerazione è che una formula con playoff così lunghi, che finiscono a giugno inoltrato, deve anche tenere in considerazione la questione strutturale: viviamo in un paese che fortunatamente è baciato dal sole, e quando si organizzano manifestazioni occorre tenere presente anche delle condizioni climatiche, che non possono e non devono influire sullo spettacolo e sulla performance degli atleti. Chi ha a cuore il nostro basket deve necessariamente affrontare questo che è un problema prioritario, perché la gente deve andare volentieri a vedere una partita.

Biella ha appena compiuto 25 anni, com’è stato partecipare ai festeggiamenti?

Sono stato veramente molto contento di partecipare, e che la gente sia accorsa così numerosa. Personalmente ho provato una grande emozione a sentire l’abbraccio del pubblico sia prima che dopo l’annuncio ufficiale del mio addio a Biella, mi sono sinceramente commosso. Devo essere grato alla gente di Biella che ha dimostrato grande riconoscenza nei miei confronti.

La stagione appena conclusa è stata la migliore tra quelle in cui hai allenato a Biella, col passaggio al secondo turno playoff. Il risultato finale avrebbe potuto cambiare se Chiarastella non fosse stato infortunato nella serie contro Capo d’Orlando?

Penso che il più dispiaciuto di questa situazione sia Albano Chiarastella, che avrebbe meritato di potersi giocare la serie, dopo quello che ci ha dato durante tutta la stagione. Credo inoltre che la squadra avrebbe meritato di vincere almeno una partita, per quello che ha dimostrato in campo. Detto questo non ho comunque rimpianti, perché ritengo che Capo abbia meritato di vincere la serie.

Albano Chiarastella, pupillo di Carrea

Facciamo un flashback alla tua prima stagione a Biella: ultima giornata di andata in trasferta contro Omegna e sconfitta che significa ultimo posto. Ci fu poi una conferenza stampa in cui il presidente confermò la fiducia a te e al tuo staff per il resto della stagione. Quali furono i tuoi pensieri in quella situazione?

Non ho mai pensato neanche per un secondo che aver scelto Biella fosse stata una scelta sbagliata. Ho pensato di aver fatto degli errori, quello sicuramente sì, sopratutto dopo le sconfitte. Quell’anno il percorso ha avuto sicuramente delle difficoltà iniziali, ma siamo stati bravi a combattere ed a cambiare le cose; quella stagione rappresentava l’inizio di un nuovo ciclo, diversi giocatori nonostante la fiducia dimostrata avevano deciso di non dare continuità al loro percorso, penso ad esempio a Chillo e Lombardi. Il girone di ritorno fu però veramente esaltante, fummo davvero bravi a ricompattarci e a sfiorare i playoff, sfumati solo all’ultima partita. Verso la società Pallacanestro Biella provo e proverò sempre tanta riconoscenza.

La serie playoff contro Verona dell’annata 2016/17, in cui siete stati eliminati al primo turno in gara 5 in casa, dopo aver chiuso la stagione regolare al primo posto, rappresenta il tuo rammarico più grande di questi 4 anni?

Assolutamente sì. Quel gruppo con Mike Hall, Ferguson, Tessitori, Udom, De Vico, poteva sicuramente ambire a qualcosa di grande e abbiamo tutti delle responsabilità nel non essere riusciti a ottenere dei risultati. Resta comunque una regular season eccezionale in cui abbiamo ottenuto un numero elevatissimo di vittorie e chiuso al primo posto con largo vantaggio. Certo dopo il 2-0 in casa potevamo e dovevamo fare di più, però si è inceppato qualcosa nel nostro meccanismo ed è venuto a mancare qualcosa a livello di armonia sia mentale che fisica.

Ringraziamo Michele Carrea per la disponibilità nel concedere questa intervista

 

 

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