Esclusiva BU, Riccardo Sbezzi: “Ale Gentile sarà sempre grato al pubblico della Virtus. Venezia è la favorita per lo Scudetto”

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BasketUniverso ha avuto il piacere e l’onore di intervistare Riccardo Sbezzi, uno degli agenti più importanti ed influenti del nostro basket.
Con Sbezzi abbiamo parlato del campionato, dei playoff che sono appena iniziati e del futuro di alcuni suoi assistiti, Vincenzo Esposito ed Alessandro Gentile su tutti.

Nelle ultime settimane si è spesso parlato di un Vincenzo Esposito lontano da Pistoia: cosa ci puoi dire a riguardo?

“Non è così scontato che lasci Pistoia. Ci sono sicuramente delle possibilità che lasci la Toscana ma ci sono anche delle possibilità che continui il suo progetto tecnico con la The Flexx. Ora che la regular season è finita, ci saranno certamente delle consultazioni con Pistoia ma anche con altri club. La verità è stata detta da Vincenzo stesso in conferenza stampa post partita“.

Un altro tuo coach è Andrea Diana, che ha fatto un capolavoro a Brescia.

“Ha fatto sicuramente un’ottima stagione, frutto di una crescita continua, non solo in palestra, ma anche a livello gestionale. Diana ha la caratteristica di avvalersi molto del proprio staff e questo aspetto gli permetterà di avere un futuro radioso a Brescia, con cui ha rinnovato fino al 2020 e dove si trova benissimo. 

L’anno scorso però si parlava di un suo possibile esonero ad inizio campionato…

“La passata stagione è stata particolare. È stato commesso un errore alla base: confermare lo zoccolo duro dell’A2, un po’ com’è stato fatto a Bologna quest’anno. Secondo me i problemi sono girati tutti intorno a quelle scelte ma lui, in verità, non ha mai rischiato effettivamente l’esonero perché la squadra ha sempre remato dalla sua parte. 

Tra i giocatori a disposizione di Andrea Diana troviamo Luca e Michele Vitali: Luca ormai si conosce benissimo mentre probabilmente Michele ha vissuto la stagione della consacrazione, a larghi tratti è sembrato il miglior giocatore italiano del campionato.

“Ha delle caratteristiche tali che lo portano ad essere il giocatore più completo su entrambi i lati del campo. Riesce ad eccellere sia in attacco sia in difesa e inoltre sa adattarsi ai vari momenti della partita: può partire in quintetto oppure uscire dalla panchina ma dà comunque il suo contributo alla causa”.

Parlando della Virtus Bologna, si può definire fallimentare la sua stagione a seguito del non raggiungimento dei playoff?

“Assolutamente no! Tutti si aspettavano naturalmente che Bologna facesse i playoff ma c’è da dire che ci sono state una serie di concause che non hanno permesso che ciò accadesse. Per esempio le ultime tre sconfitte in casa (Cantù, Varese e Avellino) sono state condizionate da una condizione fisica non eccellente da parte di alcuni giocatori, Alessandro Gentile su tutti, e da un po’ di sfortuna, perché sono state tutte gare decise quasi all’ultimo canestro o giù di lì.
Naturalmente sarebbe potuta finire meglio però voglio dire, in riferimento ad Alessandro, che siamo stati veramente felici del trattamento che la gente di Bologna ha avuto nei suoi confronti: gli hanno dato una grossa mano nella rinascita dopo 6 mesi pesanti da un punto di vista psicologico. Sarà sempre grato alla tifoseria virtussina!
Ripeto, per me questa squadra era troppo legata allo zoccolo duro dell’anno scorso: bisogna vivere questa stagione come un’annata di transizione e quest’estate si deve tirare una riga per ricominciare”.

Riguardo il futuro di Gentile, vi siete già sentiti per mettervi attorno ad un tavolo e discutere il futuro del ragazzo?

“La Virtus non ha ancora chiamato nessun giocatore per parlare di futuro. In questo momento c’è un vuoto di potere perché si deve insediare Alessandro Dalla Salda come nuovo amministratore delegato e, dopodiché, inizieranno i colloqui per tutte le situazioni che abbiamo in ballo. Se saranno interessati ai miei assistiti e faranno delle proposte congrue, valuteremo il da farsi. Sempre se queste chiamate arriveranno… ho visto tutto e il contrario di tutto in questi anni!”.

Milano ha chiuso al secondo posto in questa regular season, forse per scelta, e ha fatto parecchio male, a livello di risultati, in EuroLega. Qual è il tuo parere sull’Olimpia?

“Secondo me in EuroLeague c’è stato un salto di qualità nel medio termine. Naturalmente parliamo di valori in campo perché i risultati sono stati praticamente paritetici a quelli dell’anno precedente.
In campionato, anche a seguito dello sforzo europeo, sono arrivate forse un po’ troppe sconfitte ma ha comunque vissuto una regular season abbastanza positiva. Forse l’unica gara dove avrebbero dovuto fare di più è stata quella al Forum con Pesaro, che ha annacquato il giudizio sulla stagione dell’Olimpia.
Sul discorso di arrivare primi o secondi, per me rimpiangeranno l’aver perso il primato perché il fattore campo conta parecchio ai playoff e andare a vincere a Venezia, in un’ipotetica gara 7 di finale, è tutto fuorché semplice.
C’è anche da dire però che la condizione fisica di quest’anno è nettamente superiore rispetto a quella dell’anno scorso, e questo potrà influire. L’Olimpia nella passata stagione ha pagato una condizione tecnica scriteriata da parte di Jasmin Repesa sotto un punto di vista della qualità del lavoro; quella di Simone Pianigiani è superiore e si vede.
Io non condivido un’idra di Milano: la lunghezza della squadra. Hanno un budget importante ma non quanto Fenerbahce o Cska, eppure hanno una rosa più ampia di queste. Se allunghi troppo un roster, togli sicurezza a tutti. Prendi lo Zalgiris: sono in 8 e giocano sempre quelli. Quando un giocatore sbaglia ed esce, o è un fenomeno oppure si demoralizza. Giocare con fiducia e senza la pressione di sbagliare, è più semplice. Io prenderei meno giocatori ma migliori”.

Forse però si sarebbe potuto dare più spazio a Davide Pascolo…

“Nessuno ha mai considerato che quest’anno Davide Pascolo ha giocato più di metà stagione con un problema al ginocchio che si porta dietro dalla passata estate. Io gli avevo consigliato di fermarsi ma lui non ha voluto e ne ha pagato le conseguenze. Il suo problema, come quello di altri, è che non ha avuto continuità”.

Se dovessi scegliere le squadre che più ti hanno impressionato, su chi andresti?

“Grandissimi meriti a Cantù, a chi ha fatto la squadra, anche se non so chi è stato l’artefice, e un grosso complimento a Marco Sodini, al quale consiglio di continuare lì perché è il posto giusto per diventare un allenatore di alto livello nel panorama italiana e, chissà, magari anche europeo. Però ci sono anche due società che meritano applausi: Venezia, che è riuscita a riconfermarsi, nonostante l’infortunio di Orelik, e Brescia, che ha fatto una stagione da incorniciare. La sorpresa dei playoff sarà Trento, che è una società passista. Infine Varese, che è una favola. Il gioco che ha espresso l’Openjobmetis non è casuale ma studiato a tavolino in settimana, giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento. E i meriti vanno quasi tutti ad Attilio Caja, il quale ha creato un sistema perfetto, oltre che a Claudio Coldebella, che ha fornito i giocatori giusti al proprio coach”.

In conclusione, pensi che Milano sia favorita? Chi può infastidirla?

“Io sono d’accordo con il Dottor Livio Proli: Venezia è arrivata prima, ha dimostrato continuità ed 2 a 0 con Milano. A me non piace guardare il budget. Ho fatto il general manager per molti anni, ottenendo ottimi risultati: quando giochi sotto pressione, e in casa EA7 ce n’è tantissima, il canestro si restringe. Prendiamo per esempio Kuzminskas: è un giocatore da NBA ma all’Olimpia non sta neanche lontanamente giocando all’altezza delle sua possibilità. La pressione fa tantissimo a Milano: moltissimi hanno steccato in Lombardia e poi hanno fatto bene altrove. Sono al massimo cinque i giocatori che non hanno tradito le aspettative e tra questi metto sicuramente Alessandro Gentile.
Avellino è da valutare sul campo con questi due nuovi innesti”.

Ringraziamo ancora una volta Riccardo Sbezzi per la disponibilità.

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