Hapoel Tel Aviv israele

Esplodono di nuovo le tensioni tra Israele e Iran: campionato sospeso, l’Hapoel evacua i giocatori fuori dal Paese

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Il basket professionistico israeliano entra di nuovo una fase di grande incertezza in queste ore, mentre la situazione di sicurezza nel Paese si aggrava rapidamente a causa dei bombardamenti congiunti USA-Israele in Iran. La Winner League, massimo campionato israeliano, è stata temporaneamente sospesa in via precauzionale per motivi di sicurezza, con la protezione di giocatori, staff e tifosi indicata come priorità assoluta dai dirigenti della lega.

La decisione è arrivata in un contesto segnato da crescenti tensioni regionali, con un’escalation di eventi che ha messo sotto pressione non solo il sistema sportivo israeliano ma l’intero Paese. Sembra che le autorità competenti abbiano concordato la pausa del campionato a causa di preoccupazioni per la sicurezza pubblica, analogamente a quanto avvenuto in altre manifestazioni sportive in passato durante fasi di conflitto nel Medio Oriente.

A causa di questa situazione tesissima, l’Hapoel Tel Aviv ha deciso di prendere misure straordinarie per trasferire i propri giocatori fuori da Israele. L’obiettivo è chiaramente quello di garantire la loro sicurezza, soprattutto per quanto riguarda gli atleti stranieri e le loro famiglie, in un clima considerato troppo rischioso per proseguire le normali attività sportive e di vita quotidiana. Sembra chiaro che anche le partite di coppa, che sia l’EuroLega o l’EuroCup o le competizioni FIBA, non potranno essere più disputate in Israele almeno per un po’. Proprio EuroLega da dicembre aveva deciso di riportare il basket a Tel Aviv, interrompendo un esilio forzato per le due squadre israeliane a causa dei conflitti nella regione. Il provvedimento di EuroLega aveva sollevato varie polemiche, sia perché la zona non era considerata dai più davvero sicura (come infatti in queste ore è stato confermato dai fatti) sia perché stavano continuando le azioni militari degli israeliani nella Striscia di Gaza, condannate da gran parte dell’opinione pubblica europea.

Alcune squadre europee avevano già espresso preoccupazioni legate a trasferte in Israele negli ultimi mesi, richiedendo chiarimenti su sicurezza e logistica. Questo clima di incertezza rischia di portare a nuovi spostamenti di sede per partite di coppa che potrebbero tornare a disputarsi in campo neutro.

Francesco Manzi

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