EuroBasket: i “top” della fase a gironi

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EuroBasket si è appena messo alle spalle la fase gironi e ci apprestiamo a vivere le emozioni della fase ad eliminazione diretta. Se nell’articolo precedente abbiamo analizzato le delusioni in questo articolo prenderemo in considerazione i “top” della fase a gironi, ovvero le squadre i giocatori che meglio hanno fatto o sorpreso in positivo in questa prima fase di EuroBasket.

1) Serbia

La squadra di Sasha Đorđević ha cominciato questo Europeo con i favori del pronostico e non li ha delusi. Anzi.

balkanist.net
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Inserita nel girone più difficile di EuroBasket, si è imposta in maniera perentoria in quasi tutte le partite, con l’unica eccezione del match contro la Germania padrona di casa risolto da una magia di Nemanja Bjelica. Al di là della spaventosa potenza offensiva, ciò che più ha impressionato è prova corale della formazione serba: gioco corale contrassegnato da perfette spaziature e un movimento palla come non se ne vedevano da tempo (ciò ha infatti fruttato la miglior media assist della competizione). Non va poi sottovalutata la difesa – l’Italia è stata l’unica a sfondare il muro degli 80 punti – e la potenza a rimbalzo e in post in attacco. Quest’ultima è frutto della nutrita rotazione di lunghi che comprende lunghi atipici come Bjelica e Zoran Erceg a cui si aggiungono Kuzmić e Raduljica con i loro kg sotto canestro. La prima è invece merito della guida di Stefan Marković, un vero e proprio mastino. La cosa più interessante è che tutto ciò è stato fatto con un Teodosić sotto tono nelle prime tre partite. La nazionale serba è parsa ancora più forte di quanto ci si aspettasse prima di EuroBasket.

2) Rep. Ceca

Quanti si sarebbero aspettati una prestazione così solida da parte dei cechi capaci di giocarsi il primo posto nel girone con la Lituania? Merito della difesa – la seconda migliore del torneo proprio alle spalle della Lituania – messa in campo da coach Ginzburg. Jan Veselý e Tomáš Satoranský sono poi stati coloro che hanno permesso alla squadra di far fruttare ciò che veniva prodotto in difesa. L’ex-Wizards ha tenuto quasi una doppia di media mentre il giocatore del Barcellona si è dimostrato un ottimo all-around con 13.8 punti di media, 6.2 rimbalzi e 8.4 assist. Questi ragazzi possono continuare a sognare perché arrivati a questo punto la Croazia sembra un avversario alla portata. Il gioco spumeggiante della Repubblica Ceca continuerà a farci divertire per almeno un’altra partita. Godiamoceli finché possiamo.

3) Il trio NBA Italia: Belinelli, Bargnani, Gallinari 

La scelta potrebbe sembrare campanilistica – per certi versi lo è davvero – ma non dimentichiamo come dopo la sconfitta con la Turchia fossimo tutti disperati e questi ragazzi ci abbiano subito risollevato il morale. Gallinari, a parte il piccolo passaggio a vuoto con l’Islanda, ha dominato in lungo e in largo, dimostrandosi il vero leader di questa nazionale. Poderoso a rimbalzo e sembra in grande spolvero sulla metà campo offensiva.

(tagesspiegel.de).
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Per non parlare del canestro che ha portato l’Italia all’overtime contro la Germania. Il Gallo non ha però dovuto svoltare dopo la prima partita – in cui era già partito fortissimo con 33 punti – come hanno dovuto fare Belinelli e in particolare il Mago. Il Beli ha guidato l’Italbasket con i suoi 27 punti alla vittoria sulla Spagna e si è affermato come il giocatore capace di dare quella scossa di adrenalina che serve alla squadra nei momenti bui. Il tutto con un infortunio all’inguine su cui ha giocato nelle ultime due partite e che lo ha tenuto fuori contro la Serbia. Bargnani invece sembra essersi sbloccato, soprattutto in difesa. Non più svogliato e in dolente, ma grintoso e volenteroso nel tentativo di passare oltre i suoi evidenti limiti nell’altra metà campo. Aggiungiamo poi i quasi 18 punti di media con percentuali sopra il 60% nelle ultime tre partite.

4) Israele

Israele arrivava disastrata a EuroBasket (solo una vittoria nelle partite di preparazione) e con poche speranze di passare il turno. Casspi e compagni hanno invece saputo sfruttare l’equilibrio del girone mostrando una maturità inaspettata e passando il turno. L’unico scivolone è arrivato a causa del canestro allo scadere dell’overtime del bosniaco Elmedin Kikanović. Contro la Francia, invece, c’era ben poco da fare. Omri Casspi con i suoi 18.5 punti e 7.5 rimbalzi è il vero leader della squadra. A lui ci stato però si rivolge per vincere. Non sarebbe però stato abbastanza senza l’apporto offensivo di Lior Eliyahu e la regia di Gal Mekel. E ovviamente la difesa di Yogev Ohayon – primo ladro di palloni del torneo con 2.5 rubate a partita- e la protezione del canestro di D’or Fischer. Gli israeliani saranno clienti scomodi per l’Italbasket.

5) Dixon-Osman

dixon turchia

I turchi in un certo senso giocavano in caso vista la grande percentuale di immigrati dalla Turchia presenti a Berlino. Forse anche per questo la Turchia si è comportata benissimo. La spinta del pubblico sarà servita parecchio. Quasi quanto l’apporto del giovanissimo Cedi Osman e del neo-turco Ali Muhammed, ovvero Bobby Dixon. Nonostante la giovane età – classe 1995 – Osman è stato il faro dei suoi. Ottimo nella partita con l’Italia e fondamentale per vincere contro Germania e Islanda. La maturità e la consapevolezza del ragazzo sono fuori dall’ordinario e gli hanno permesso di traghettare i suoi a Lille. Dixon, invece, sembra aver finalmente trovato la propria dimensione: MVP delle finali in Turchia e magnifico in questo EuroBasket. 16.2 punti, 4.8 rimbalzi e 4.8 assist le sue cifre. Tutto passa dalle sue mani e la squadra gira grazie alla sua sapiente regia. Se la Turchia vuole avere qualche chance contro la Francia questi due signori dovranno giocare al meglio e non sbagliare una singola cosa.

Menzione di merito e cuore: Islanda

Non poteva certo mancare la Cenerentola di questo EuroBasket, la squadra più amata. Tre partite su cinque giocate ben al di sopra delle possibilità della formazione nordica. Jón Stefánsson l’unico giocatore con una certa esperienza, l’unico capace di portare capacità cestistiche ed esperienza. Il resto è affidato al cuore. Sempre al cuore. Come la tripla di Logi Gunnarsson che ha portato la partita con la Turchia al supplementare. Per non dimenticare di coach Craig Pedersen. Una bella favola per una nazione di appena trecentocinquantamila abitanti. Una favola che continuerà anche ai prossimi Europei di calcio. Ci si vede al prossimo EuroBasket.

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