Eurotalents: Roko Prkacin, da Zagabria con l’occhio verso l’NBA

Eurotalents Focus Rubriche

Prosegue la nostra rubrica sui prospetti di maggior spicco del panorama europeo, quest’oggi ci focalizziamo sulla classe 2002: in vista del Draft del prossimo anno, la classe 2002 ha in questo momento in Usman Garuba il suo rappresentante alfa per il vecchio continente. Tuttavia, ai campionati Europei U16 di Novi Sad, la nazionale spagnola guidata dal giocatore del Real Madrid subì una difficilmente pronosticabile sconfitta in finale ad opera della Croazia. La nazionale slava poteva contare, alla sua guida di allora, su un prospetto da Eurolega quale è Boris Tisma e due figli d’arte: Ivan Perasovic, figlio del vincente giocatore e allenatore Velimir Perasovic, e Roko Prkacin, figlio di un giocatore di punta della nazionale croata quale è stato Nikola Prkacin, ed è proprio quest’ultimo il nostro prospetto da analizzare (ad oggi il giocatore più promettente della Lega Adriatica).

ROKO PRKACIN

NATO: 26/11/2002

A: Zagabria

TEAM: KK Cibona

RUOLO: Combo Forward

realgm.com
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FISICO: 206cm per 95 kg. Possiede un’atletismo nella media per il ruolo, essendo dotato di una buona esplosività in orizzontale e in verticale, ma non abbastanza aggressiva e veloce per pareggiare in questo momento gli standard NBA. I livelli di forza sono tali da permettergli da assorbire bene i contatti; questi mezzi, a cui si aggiunge uno sviluppato equilibrio corporeo, rende efficace i suoi movimenti. Fluido e ben coordinato, può vantare anche una buona capacità di correre il campo con e senza palla, più una reattività nel lavoro di piedi abbastanza utile nella metà campo difensiva.

TECNICA: Ha una padronanza inusuale nel palleggio, per controllo e versatilità d’uso, tuttavia non è ancora abbastanza disarmante o veloce per creare un vantaggio contro giocatori più esperti. La sua versatilità tecnica trova spicco anche nelle doti di passaggio, difficilmente individuabili per il suo ruolo: ha una notevole visione di gioco, che sia dal post-up o dal perimetro, tale da permettegli di innescare i tagli dei compagni, a cui si aggiunge una maturità sempre più in evoluzione del decision-making per scegliere la più effettiva soluzione al tiro. Proprio il tiro è tuttavia il suo tallone d’Achille: infatti, se da un lato dimostra di avere un tocco morbido vicino al ferro, dall’altro deve trovare maggiore consistenza e fluidità su un raggio più ampio d’azione; in questo momento, sul medio-lungo raggio, deve concentrarsi nel migliorare l’esecuzione e prendere confidenza da fermo e solo in seguito si potrà pensare di lavorare sul tiro dal palleggio. Solido rimbalzista, fa un uso corretto delle sua taglia aggiungendo la voglia di competere per catturare le carambole su entrambi i tabelloni; ha un buon set anche da stoppatore per tempistica e reattività, esaltandosi in situazioni di aiuto e recupero. 

OFFENSE: Principalmente è un giocatore che ama attaccare il ferro, avendo a sua disposizione diverse soluzioni (fronte e spalle a canestro) per arrivare fino in fondo, o quanto il più vicino possibile al ferro, facendo anche ausilio dei suoi mezzi fisici per creare la sua linea di penetrazione. La sua sicurezza nel muoversi sul campo e un QI in crescendo possono anche fargli cambiare soluzione per muovere la palla, che sia in situazioni penetra e scarica o dal perimetro. Può spingere la transizione palla in mano. Conosce molto bene la capacità di occupare le spaziature muovendosi senza palla e come punire la difesa attaccando lo spazio ed è utile sotto i tabelloni offensivi come realizzatore da seconda opportunità. Inoltre presenta una mentalità di squadra, che lo spinge prima a coinvolgere i compagni piuttosto che a buttarsi a capofitto in una azione d’isolamento. 

DEFENSE: la sua maggiore efficacia nella metà campo difensiva viene rilevata vicino al ferro come difensore d’area; infatti, può competere grazie alla sua forza e agonismo contro il portatore di palla, che sia fronte o spalle a canestro, ed è pronto a lottare per catturare i rimbalzi, facendo anche un uso corretto del taglia-fuori. Ha anche una buona capacità di aiutare contro i giocatori più rapidi e nel negare appoggi facili. Tuttavia, se la difesa in area è già inquadrabile, il perimetro è ancora terra inesplorata, sia per quanto riguarda le chiusure al tiro sia per quanto riguarda i cambi. 

 

Insomma abbiamo di fronte un giocatore potente e versatile, che è ancora in fase di completamento su alcuni punti inesplorati del proprio gioco: il lavoro di quest’estate sarà cruciale per capire le reali prospettive del giocatore croato e soprattutto l’evoluzione che prenderà nel suo percorso in un campionato di spicco come la Lega Adriatica, da sempre fornace di giocatori NBA. Che sia l’MVP dell’Europeo U16 del 2018 la prossima scommessa transoceanica? Sretno, Roko!

 

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