Final Eight LNP 2018: Biella vs Udine, la parola ai capitani Ferguson e Ferrari

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Domani la Coppa Italia LNP aprirà i battenti al PalaTriccoli: 8 contender, una sola sarà la vincitrice. La tensione è carica tra le partecipanti e la nostra redazione ha deciso di intervistare alcuni dei giocatori più rappresentativi della manifestazione tra le otto formazioni.

La seconda partita vedrà impegnate Biella e Udine: la compagine piemontese, nonostante gli importanti addii del mercato estivo, ha saputo ricostruire un gruppo forte e compatto attorno alle conferme di coach Carrea e a rimanere una delle squadre in cima alla lista del campionato; per i friulani questo potrebbe essere l’anno giusto per centrare i playoff, con una squadra sempre più in miglioramento e che punta a tornare ai posti che contano sul panorama italiano. Per addentrarci meglio nella sfida abbiamo contattato i due capitani delle squadre, ossia Jazzmar Ferguson e Michele Ferrari; si ringraziano per la cortese disponibilità gli uffici stampa delle due società.

 

JAZZMARR FERGUSON

In quale stato di forma, dal punto di vista fisico e mentale, arriva la tua squadra a queste Final Eight?

Ci presentiamo alla Final Eight praticamente tutti in un’ottima forma fisica. Usciamo da una striscia di  partite impegnative e da un momento della stagione molto duro, ed è normale aver avuto delle battute di arresto, anche se tutto sommato abbiamo resistito bene. Mentalmente siamo in fiducia, veniamo da una vittoria importante e ci presentiamo con la testa libera.

Sarà un’occasione per incontrare squadre dell’altro girone di A2, hai mai visto giocare le squadre del girone Ovest? Pensi che ci siano differenze tra i due gironi?

Sì ho visto diverse partite del girone est, e anche un paio di partite di Udine: sono una squadra “grossa” in ogni ruolo, hanno un’ottima stazza fisica e giocano un buon basket. A est le squadre di alta classifica sono effettivamente molto forti, però il girone ovest è più competitivo, e ogni partita è una sfida. Penso che tutte le squadre del nostro girone potranno recitare un ruolo da protagonista e puntare alla vittoria.

Qual è il vostro obiettivo per le Final Eight, e quale pensi potrà essere la chiave per provare a vincere la Coppa?

L’obiettivo è solo uno: vincere! Dovremo pensare ad affrontare partita dopo partita, abbiamo tutti lavorato molto duro per raggiungere il nostro obiettivo. La chiave sarà sicuramente vincere la prima partita, perché ci  potrà dare fiducia nei nostri mezzi. Inoltre sarà fondamentale saper chiudere le partite al momento giusto, perché ci ricordiamo la sconfitta dell’anno scorso in finale di 1 punto contro la Virtus, e ci brucia ancora. Comunque chi vincerà sarà la squadra che l’avrà meritato di più.

Quali sono le differenze tra la squadra di quest’anno e quella dell’anno scorso?

La cosa bella è che come l’anno scorso siamo riusciti a mantenerci a un livello molto alto, e non era facile dopo che la passata stagione ci siamo dimostrati una delle squadre migliori a livello assoluto. Siamo stati bravi a creare un gruppo molto unito, che è la nostra forza, perché rispetto alla squadra dell’anno scorso abbiamo sicuramente meno personalità, siamo più giovani ma siamo stati intelligenti a capirlo e a fare del gruppo la nostra forza

Rispetto alle passate stagioni, il tuo ruolo è cambiato e sei di fatto il playmaker della squadra: come ti trovi? Quali difficoltà hai avuto?

Essendo fisicamente il più piccolo della squadra è normale che il ruolo di play sia stato affidato a me. Ho sicuramente avuto bisogno di un periodo di adattamento, l’ultimo mese è stato sicuramente il più critico e le mie prestazioni sono state sotto le aspettative. Ora invece abbiamo trovato l’intesa giusta con i compagni, io ho capito come metterli in ritmo e loro hanno capito il mio gioco. Sono contento di essere riuscito a dare fiducia agli altri giocatori della squadra, e penso di aver capito come interpretare il ruolo nella maniera migliore.

 

MICHELE FERRARI

In quale stato di forma, dal punto di vista fisico e mentale, arriva la tua squadra a queste Final Eight?

La squadra è cresciuta tanto dall’inizio della stagione a livello di consapevolezza e amalgama tra i giocatori. Penso che siamo arrivati ad un buon punto anche a livello fisico e mentale per giocarci al meglio queste Final Eight.

Sarà un’occasione per incontrare squadre dell’altro girone di A2, hai mai visto giocare le squadre del girone Ovest? Pensi che ci siano differenze tra i due gironi?

Onestamente le squadre dell’altro girone non le conosco molto: mi sono concentrato di più sul girone est. Sulla carte nel nostro girone le squadre di prima fascia sono un po’ più complete, ma sicuramente Casale e la stessa Biella hanno dei gruppi molto collaudati.

Qual è il vostro obiettivo per le Final Eight, e quale pensi potrà essere la chiave per provare a vincere la Coppa?

Arriviamo alla Coppa per fare il meglio possibile, per fare tre grandi partite e perché no, provare a vincere chiaramente: siamo arrivati fino lì. Sarà molto importante per noi il nostro atteggiamento difensivo e la nostra aggressività che può mettere in difficoltà chiunque.

Nel corso degli anni siete cresciuti molto a livello di risultati: la scorsa stagione avete mancato i playoff di poco, quest’anno potrebbe essere la volta buona. Secondo te qual’è la chiave di questo miglioramento e soprattutto in cosa pensate di poter migliorare ancora?

La società sta lavorando bene: in tre anni abbiamo fatto una promozione e poi da neopromossi abbiamo sfiorato i playoff, una cosa non scontata per una matricola. Quest’anno siamo migliorati ancora come team e ci giochiamo i playoff e un piazzamento anche di buon livello. Penso che step-by-step la squadra e la società possano migliorare e ambire sempre di più. Il presidente, come tutto l’ambiente che lo circonda, ha voglia di crescere e penso sia la strada giusta.

Quanto è importante il tuo ruolo all’interno dello spogliatoio con i nuovi arrivati in quanto capitano e componente di quello “zoccolo duro” che fa parte del roster da diversi anni?

Io nel mio cerco di far capire ai nuovi arrivati in che contesto sono capitati, in che team sono, qual è la mentalità della nostra squadra e quale mentalità vuole dare Lino (Lardo, ndr) al nostro gruppo: grande aggressività difensiva, voglia di sacrificarsi gli uni verso gli altri. E’ un ruolo che mi piace, sono stato nominato capitano e per me è stato un grande motivo di orgoglio come tutti sanno. E’ stato facile “istruire” i nuovi arrivati perché comunque sono tutti bravi ragazzi che hanno voglia di fare e penso che lo dimostrino anche sul campo partita dopo partita.

 

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