Flavio Tranquillo a BU: “Buona idea giocare le F8 in campo neutro. Doncic? Se solido quanto forte l’NBA non sarà un problema”

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Durante la prima giornata di gare a Rimini, in occasione della Final Eight di Coppa Italia, il nostro inviato Federico Gaibotti ha rivolto qualche domanda a Flavio Tranquillo. Molti gli argomenti, non solo il basket italiano e la Coppa Italia, ma anche qualche parere sulla stagione NBA e sul talento di Luka Doncic.

Cosa pensa dell’organizzazione delle Final Eight di quest’anno, con la scelta della Fiera di Rimini come sede?

“Una buona idea quella di giocare in un campo neutro, non si può ancora giudicare adesso da tutti i punti di vista, ma personalmente mi piace”.

 

di carlo orlandinaAlla prima partita abbiamo ammirato subito una situazione molto controversa: sull’ultimo possesso reggiano, è stata corretta la decisione di Di Carlo di commettere fallo?

“È troppo facile adesso con il senno di poi: da un punto di vista razionale, non era da fare perché il solo fallo di Reggio Emilia la metteva in una posizione di vantaggio. Non esistono però scelte giuste o sbagliate in una situazione del genere, sono scelte in linea con la filosofia di chi le fa, quindi va rispettata”.

 

Nelle ultime settimane si è parlato molto di un possibile cambio di formula nei tesseramenti per la Serie A, lei cosa ne pensa?

“Non entro nell’argomento: non è una questione di tesseramenti ma di modello. Meglio un modello coerente, dalla base della piramide al vertice e il modello di adesso non è coerente”.

 

Parlando di NBA, in particolare di Joel Embiid, la sua influenza mediatica oscura il suo talento come giocatore in campo?

“Il basket si gioca dentro quattro righe bianche, tutto il resto non conta veramente niente. In campo c’è l’unica verità che conta”.

Anche in questa stagione, nonostante molti cambiamenti, i New York Knicks stanno trovando molte difficoltà. Qual è la sua chiave di lettura della complicata situazione nella Grande Mela?

“La pallacanestro non è una questione di aggiungere giocatori, ma di riuscire a mettere assieme una squadra e un gruppo di un certo tipo, cosa che i Knicks per tanti motivi non sono stati in grado di fare. L’instabilità genera instabilità e nel loro caso è sempre stato così negli ultimi anni”.

 

Infine due parole su Luka Doncic, che è esploso in Eurolega negli ultimi mesi: è meglio fare esperienza in Europa per un giovane oppure fare subito il salto oltreoceano?

È meglio in assoluto arrivare nei campionati più difficili quando la tua maturità tecnica e personale è superiore, però quando sei forte come Doncic non credo ci sia nessuna possibilità di rimanere in Europa, perché quando sarà eleggibile per il Draft dovrà andare. Poi se è veramente tanto solido quanto forte allora non sarà un problema”. 

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