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Flavio Tranquillo: “Fontecchio è un giocatore NBA! Gallinari? Unico”

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Flavio Tranquillo, giornalista di Sky Sport, è la voce principe del basket italiano che ci ha allietato nel corso degli anni, sia quando si tratta di NBA sia quando si parla di Italbasket. Insieme a lui abbiamo parlato dell’imminente Europeo, di Italbasket e del – purtroppo – infortunio occorso a Danilo Gallinari nelle qualificazioni mondiali contro la Georgia.

L’Italia esordirà a EuroBasket su Sky Sport, con Flavio Tranquillo al microfono, venerdì 2 settembre al Mediolanum Forum di Assago contro l’Estonia, una delle due squadre più abbordabili del girone insieme alla Gran Bretagna. Quest’oggi ci sarà la presentazione ufficiale de “Gli Azzurri a FIBA EuroBasket 2022 di Sky Sport” che seguiremo in diretta e che vi riporteremo.

 

Partiamo da Sky Sport. Anche questa volta Sky sarà la casa del basket Azzurro: seguirete tutte le partite dell’Italia nel girone e poi tutta la fase finale di EuroBasket a Berlino. Dopo tanti anni fa telecronista, l’emozione è sempre la stessa oppure è un po’ scemata?

“Vent’anni sono vent’anni, cambiano tante cose. Probabilmente le emozioni sono per certi versi cambiate però, se dovesse capitare una partita come Italia-Francia del 2003, i toni sarebbero gli stessi. Oggi non ne faccio più una questione di bandiera o di Italia, come magari ne facevo 20 anni fa, anche se non rinnego quello che facevo vent’anni fa chiaramente. Oggi probabilmente vivrei con gli stessi toni di vent’anni fa anche una Serbia-Grecia”.

 

La prima domanda che ti facciamo sull’Italia è su Danilo. Ora sappiamo che non ci sarà all’Europeo e che al suo posto è stato convocato Amedeo Tessitori, non proprio la stessa cosa. Cosa deve fare l’Italia per sopperire all’assenza del Gallo?

Quello che secondo me bisogna fare è dire a quel giocatore o a quei giocatori che prenderanno il posto di Danilo Gallinari di non fare come farebbe Danilo Gallinari. Perché Danilo Gallinari è solo Danilo Gallinari. Nessun giocatore italiano può fare quello che ha fatto il Gallo a Brescia contro la Georgia nel terzo quarto. Si è preso tutta la squadra sulle spalle e ha diretto praticamente da solo l’attacco Azzurro. Però non dobbiamo nemmeno fermarci al fatto che una squadra è composta da un giocatore, altrimenti avremmo problemi enormi”,

“Se Steph Curry non giocasse i playoff con Golden State, gli Warriors non sarebbero una squadra da titolo NBA. Ma se in queste Finals non ci fosse stato Payton, i californiani non si sarebbero messi l’anello al dito, giusto per intenderci. L’anno scorso a Belgrado abbiamo vinto senza Gallinari ma con degli enormi Polonara e Pajola. Se in questi 10 giorni a Milano e Berlino i due giocatori sopracitati sapranno ripetere l’esperienza serba, allora il problema Gallinari sarà un po’ meno un problema”.

 

Giocheremo la prima fase in casa al Mediolanum Forum di Assago. È un girone bellissimo perché c’è la Grecia di Giannis Antetokounmpo, la Croazia di Bojan Bodganovic e l’Ucraina, che si presenta all’Europeo dopo oltre 6 mesi di guerra. In che posizione chiuderà l’Italia, considerato il forfait di Danilo?

“Onestamente poco importa la posizione, a livello pratico quello che fa la differenza in termini di accoppiamenti è evitare la Serbia agli Ottavi di Finale. Se questo vuol dire chiudere primi, secondi, terzi o quarti non lo so. Penso che questo sia l’unico “calcolo” da fare. Il girone dell’Italia non è semplice perché nemmeno contro Gran Bretagna ed Estonia – le due meno quotate – puoi giocare al 30% e vincere. E nessuno può permetterselo, forse nemmeno la Grecia degli Antetokounmpo. Bisogna essere bravi a vincere le partite, sprecando meno energia possibile. Però questo lo sanno fare solo le squadre mature e che hanno tanti giocatori che possono dare il contributo, vedasi per esempio la Serbia“.

 

Flavio Tranquillo cosa ne pensa del Pozzecco C.T., avendolo visto da vicino in questi mesi?

“Mi trovo veramente in difficoltà a commentare il lavoro di una persona o di uno staff di persone che per il 95% e oltre lavorano in uno stanzino, al buio, dietro le quinte. Soprattutto se stiamo parlando di un allenatore che è alla sua prima esperienza da commissario tecnico e che guida la squadra da più o meno 3 mesi. Con Messina, per esempio, potrei esprimere un giudizio un po’ più consistente perché ho molto più materiale per valutarlo, come head coach ma anche come commissario tecnico. Con Pozzecco non ho abbastanza background per giudicarlo, oltre al fatto che non mi piace valutare il singolo ma quello che poi un team, quindi l’head coach e gli assistant coach, producono, ovvero come gioca la squadra sul parquet”.

 

Sicuramente è un personaggio e sta dando grande clamore mediatico alla nostra Nazionale. Questo può essere importante per il movimento basket nel nostro Paese?

“Partiamo del presupposto che io non rappresento nessuno, rappresento a fatica me stesso. Io lavoro per Sky Sport e parte del mio lavoro è rilasciare interviste sul mondo basket, perciò la mia risposta è mia, è l’opinione di Flavio Tranquillo. Sinceramente non credo che una “magata” alla Pozzecco possa permettere al basket di scalare “posizioni” all’interno del panorama sportivo italiano. Avere visibilità per qualche giorno sulle prime pagine dei giornali non ti permette di diventare lo sport di riferimento del Paese o uno degli sport di riferimento. Non posso nemmeno definirle strategie di marketing perché il marketing è una scienza che merita tutto il rispetto del mondo. Poi, lungi da me criticare o dire che determinate decisioni siano giusto o sbagliate, non è il mio compito e non è il mio ruolo”.

“La mia opinione è che il basket italiano non si risolleverà con una “magata” ma ci sono altri mille modi per permettere alla pallacanestro di tornare ad avere vigore. E non pensate nemmeno che siano le medaglie la soluzione. L’Italbasket ha vinto tante medaglie, tanti ori, nel corso degli anni. Come ha preso anche delle musate clamorose in faccia. Però non sono stati quei riconoscimenti a far sì che il basket salisse o scendesse in queste gerarchie ipotetiche e un po’ provincialotte. Sicuramente posso dire che è opinione diffusa che basta un “guizzo” per ridare interesse al nostro sport, poi magari è la scelta giusta e, qualora dovesse essere così, sarò il primo a complimentarmi con chi di dovere”.

Gallinari

Spesso si è parlato della “Nazionale più forte di tutti i tempi”. Questa come la possiamo catalogare? Del resto è riuscita a fare quello in cui “la Nazionale più forte di tutti i tempi” aveva fallito a Torino, ovvero raggiungere le Olimpiadi.

La Nazionale più forte di sempre si è vista solo per forse un paio di giorni a Bormio quando Gallinari, Belinelli e Bargnani erano all’inizio della loro avventura NBA, sto parlando credo dell’estate del 2011. Poi purtroppo sono iniziati gli infortuni per Danilo e non c’è mai stato modo di vedere se quella Nazionale potesse diventare davvero la più forte di sempre. Se chiedi a quelli che hanno vinto un argento olimpico, probabilmente non ti dicono di essere stati la Nazionale più forte di sempre, però di certo è quella che ha ottenuto l’onorificenza più importante. Ma è stata questione di possessi che sono girati in un determinato modo. Questa Nazionale ha la “fortuna” che nessuno si aspetta nulla, un po’ come l’anno scorso a Belgrado. Era impensabile battere la Serbia senza Belinelli, Datome e Gallinari, eppure è successo“.

 

Voi seguirete anche tutte le fasi finali, a prescindere dal cammino dell’Italia. Pensi che il podio sia una corsa a 4 tra Francia, Serbia, Slovenia e Grecia? La Lituania però ha fatto 9/9 in questo agosto e la Spagna è sempre la Spagna, nonostante l’età e le assenze, 3 anni fa però si laurea campione del mondo.

“Sinceramente non mi piacciono i pronostici però capisco che interessino perché creano hype nell’avvicinamento a una manifestazione. Ci sono molte squadre forti, non vedo una squadra favorita rispetto alle altre. Non c’è la Jugoslavia degli anni Ottanta e la Spagna tritatutto degli anni Duemila. Serbia, Grecia e Slovenia hanno tanti ottimi giocatori, con delle punte che sono superiori agli altri, ovvero Jokic, Antetokounmpo e Doncic. La Francia ha una presenza diffusa di giocatori NBA o di cestisti che sono in EuroLega ma che potrebbero avere un contratto NBA, tipo Poirier. Avere delle punte è meglio che non averle però sono partite secche. Basta che un top player giochi i 3-4 minuti che decidono un match sotto il proprio livello e il top player degli avversari, il Simone Fontecchio della situazione, giochi sopra i propri standard affinché un underdog riesca ad eliminare la favorita Serbia“.

 

Simone Fontecchio è l’uomo del momento per il basket italiano e quest’anno lo potremo seguire su Sky Sport in NBA. Quale ruolo si ritaglierà oltreoceano secondo Flavio Tranquillo?

“In questo momento mi è davvero difficile immaginare quale possa essere il ruolo di Fontecchio ai Jazz perché abbiamo due opzione: Utah con Donovan Mitchell e Utah senza Donova Mitchell. Con Spida saranno comunque una squadra che proverà ad arrivare ai playoff e quindi Simone potrebbe far più fatica a trovare spazio, specialmente all’inizio. Senza Mitchell invece la franchigia di Salt Lake City sarebbe in completo rebuilding e quindi potrebbe avere più spazio, però anche qui tutto dipende dai giocatori che riceveranno nella trade per Mitchell. Se dovessero ottenere un giocatore o più giocatori che militano nella stessa posizione di Fontecchio, allora potrebbe avere minori chance di vedere il parquet per tanti minuti”.

“Quello che posso dire è che oggi Simone Fontecchio, per quello che ha fatto vedere nell’ultimo anno, è un giocatore NBA. Deve migliorare su due aspetti: deve essere un difensore più consistente e per molti più minuti – perché ha le potenzialità per esserlo – e deve produrre più punti per i compagni. Oggi segna 20 punti a partita e ne genera 20. Adesso deve imparare a generarne di più, magari anche a discapito delle sue cifre personali. I fenomeni NBA – mi riferisco a Giannis e Jokic – segnano 20 punti e ne generano 40. Anche loro hanno vissuto momenti dove facevano 20 e 20, poi sono arrivati a 20 e 40. Si tratta di un processo”.

 

Ultima domanda. Il capitano, Gigi Datome. A Belgrado e a Tokyo non c’era. Potrà essere lui l’uomo in più – come spesso lo è stato – per questa squadra?

“Penso che, soprattutto per la situazione che si è venuta a creare, ovvero l’infortunio di Gallinari, quello che daranno lui e Melli sarà particolarmente importante. Se per uomo in più intendiamo che, al posto di fare 10 punti ne deve fare 20, allora la risposta è no. Magari in una partita li può anche fare perché li sa fare e li ha fatti, specialmente in match importante. Il ruolo è particolare, specifico, che ha determinate caratteristiche specifiche, tecniche e umane. Gigi e Melli non sono giocatori che devono essere valutati per i punti ma per l’equilibrio che danno alla squadra“.

 

Ringraziamo Flavio Tranquillo e Sky Sport per la disponibilità. Vi ricordiamo che potrete seguire l’Italia a EuroBasket in diretta su Sky Sport.

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