Fortitudo-Cremona, le pagelle: Aradori è spaziale, Totè non sbaglia mai e la Fortitudo si aggiudica la sfida contro Cremona

Pagelle Serie A

FORTITUDO LAVOROPIÙ BOLOGNA

Banks 5,5: un’ombra di un lontano cugino di se stesso nel primo tempo, poi gli va reso il merito di provarci con una faccia diversa, anche se il ferro, beffardo, spesso non ne premia la maggior determinazione
Aradori 9-: fin da subito mostra un piglio diverso rispetto alle ultime uscite e i presagi sono veritieri: prestazione totale da 26 punti, 9 rimbalzi e 7 assist facendo sembrare facili anche i tiri più impiccati e mostrando un atteggiamento da trascinatore vero di cui c’era tanto bisogno
Mancinelli 5,5: aiuta cercando di far legna laddove serve, perde colpevolmente la concentrazione spendendo un fallo antisportivo evitabilissimo
Saunders 6,5: si guarda sempre poco intorno (e fa saltare diversi battiti cardiaci per come porta palla negli ultimi minuti), ma le sue iniziative personali restano efficaci, soprattutto a giochi rotti: 16 punti con 6 su 11 al tiro, oltre a 9 rimbalzi
Fletcher 6: breve parentesi nel primo tempo in cui non combina guai e trasforma in tre punti l’unica palla toccata, poi non viene più riproposto
Hunt 5:
anche lui combina le peggiori nefandezze pensabili nel primo tempo, poi qualche minuto nel finale fa pensare che forse la ruggine accumulata negli ultimi mesi, una volta scrollata via, possa lasciar spazio a qualcosa di buono
Fantinelli 5: non trova la propria dimensione in regia né fortune al tiro (0 su 4), serata no, ma la squadra non paga dazio
Withers 6,5: lavora principalmente di sponda e lo fa piuttosto bene, come testimonia il 17 di valutazione a fronte di soli 6 punti segnati – anche 7 rimbalzi e 4 assist per lui
Totè 8: non si riprende il titolo di MVP dopo Pesaro solo perché oggi c’è un Aradori formato fenomeno, ma sforna un’altra prestazione che oltre ai numeri (18+11 con 8 su 10 al tiro) è anche tanta, tantissima sostanza in ogni circostanza, nonché non scontata intraprendenza nella metà campo offensiva
Coach Dalmonte 7: prima sembra mettersi tutto bene, poi il tracollo appare inevitabile, poi di nuovo si torna su, poi ancora giù…e via andare per un bel po’. Quel che è certo è che, settimane fa, questa squadra al primo tremore di ginocchia avrebbe smesso di ragionare e sarebbe andata in tilt. Questo, stasera, non è successo. Poi non si può non menzionare una ben diversa attenzione alla difesa e ai rimbalzi, per quanto Cremona non abbia avuto una serata offensiva brillante e ci sia ancora da lavorare.

VANOLI CREMONA

TJ Williams 5: momento di brio nel finale, ma il poterlo serenamente battezzare o, nel peggiore dei casi, fermare con un fallo, rende la vita molto più facile alla difesa felsinea
J. Williams 6: meno esuberante di altre occasioni, ma è difficile dargli grandi responsabilità per la sconfitta; chiude con 14 punti e 9 rimbalzi
Poeta 4: cerca di riscattarsi con pressing molto pericolosi nelle ultime battute, ma i risultati sono alla fine esigui e, in generale, la sua serata è un continuo inanellare errori
Mian 6,5: vera e propria spina nel fianco, il suo 4 su 6 da oltre l’arco è uno dei motivi principali per cui Cremona rimane sempre in linea di galleggiamento, non basta
Lee 5,5: tanti suoi colleghi hanno potuto quest’anno banchettare sulle teste dei pari ruolo biancoblù; inizialmente sembra poterlo fare anche lui, però un po’ viene cercato poco e male, un po’ le altrui maglie dietro si chiudono, alla fine sono 8 punti e 9 rimbalzi ma, soprattutto, un impatto minore di quello che forse poteva essere
Cournooh 5,5: morde dietro, ma lì inizia e finisce il suo contributo
Palmi 4: né carne, né pesce, né nient’altro
Hommes 7: col senno di poi è criminale la scelta di lasciarlo in campo con tre falli, visto che il quarto lo tiene in panchina a lunghissimo; comunque ne firma altri 19 con la solita classe ed eleganza e rischiando di riaprirla nel finale
Coach Galbiati 5,5: dopo lo stop di Treviso serviva una risposta, non è questa l’occasione. La difesa a zona funziona per troppo poco e, negli ultimi minuti, mancano la lucidità e l’organizzazione offensiva per tenere aperta una partita mai realmente chiusa, a dispetto del punteggio finale.

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