Gerasimenko a Gazzetta: “sarò io il primo colpo di Cantù. Voglio battere Milano con 5 under 20”

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Dmitry Gerasimenko ha rilasciato una lunga intervista a Massimo Oriani de La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato di come intende lui la pallacanestro e di cosa vorrà fare il prossimo anno con Cantù.

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Un giudizio sul tuo primo anno a Cantù?

“Positivo. Ho imparato qualche parola in italiano ma soprattutto sono subito stato accettato dalla comunità cestistica e non è cosa da poco. Inizialmente credevano fossi un extraterrestre ma poi hanno capito che era una persona come tutte le altre. Il mio obiettivo è far crescere Cantù ma anche il basket italiano tutto. Ho iniziato in sordina, come quando vai al mare a giugno; inizialmente ti sembra fredda ma poi ti ci abitui e dopo 40 minuti nuoti senza problemi”.

Si dice che lei è un uno che vuole avere il controllo su tutto, è vero?

“Non è così. Mi piace sì dare dei consigli ma non prendo io le decisioni e comunque non sarei l’unico ad aiutare l’allenatore nelle sue scelte: in finale contro il Cska quest’anno, il presidente dell’Unics è andato in panchina e ha detto al suo coach di rimettere il giocatore che aveva appena tolto, in diretta nazionale.
L’anno scorso ho dovuto fare dei cambiamenti perché con la squadra non saremmo rimasti in Serie A, soprattutto perché i giocatori passavano sempre le serate a Milano ed erano spesso ubriachi”.

Fiba o Eurolega?

“Io sto con il sistema forte, quindi con l’Eurolega. E’ per questo che vorrei fortemente la wild card di Eurocup, per permettere alla mia società di giocare nella seconda competizione europea”.

Che squadra vedremo l’anno prossimo?

“Dipende dagli obiettivi. Il primo colpo sarà Dmitry Gerasimenko. Ho promesso ai miei tifosi che avrei giocato venti minuti con almeno 6 punti e lo farò. La mia idea è quella di far giocare anche minuti importanti cinque under 20 che hanno vinto lo scudetto poco più di un mese fa; è giusto che crescano e non voglio che marciscano in panchina perché i giovani devono giocare.
Sull’allenatore stiamo lavorando: se giocheremo l’Eurocup, probabilmente sarà straniero”.

Il suo sogno?

“Assolutamente battere Milano. Ho mezza bottiglia di vino rosso da finire. Spero di berla il prossimo anno”.

Si sente di promettere uno scudetto a Cantù?

“Non è il nostro obiettivo. Prima il palazzetto, poi un club autosufficiente e il lancio di giovani promettenti. Qui c’è una passione enorme. Continuano ad offrirmi grappa e vogliono che cucinino le salsicce a luglio ma per questo mi farà aiutare dall’allenatore”.

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