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Giannis Antetonmpo e la rottura con i Bucks: ESPN parla del clima “tossico” a Milwaukee

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Quella che per oltre un decennio è stata la favola più pura della NBA moderna – la fedeltà assoluta di una superstar a uno small market – sembra essere giunta a un punto di rottura irreversibile. Secondo Shams Charania di ESPN, il rapporto tra Giannis Antetokounmpo e i Milwaukee Bucks sarebbe come “profondamente fratturato”. Per Giannis, Milwaukee non è mai stata solo una tappa, ma una missione, almeno a parole. Tuttavia, nell’ultimo anno tra lui e la franchigia si è rotto qualcosa, ovvero da quando la squadra ha iniziato a non essere più competitiva: dopo l’eliminazione al primo turno dei Playoff della scorsa stagione, quest’anno i Bucks sono già matematicamente fuori dalla post-season con un record di 31-47.

Il punto di rottura più critico riguarda la divergenza sulla salute di Giannis. Il greco è convinto di poter gestire il proprio corpo meglio di chiunque altro, e già nei giorni scorsi aveva espresso pubblicamente la propria frustrazione per il mancato ok dei medici a tornare in campo per questo finale di stagione, dopo un infortunio al ginocchio. A causa delle parole di Antetokounmpo, la NBA ha deciso di aprire un’indagine su Milwaukee per verificare che la decisione di tenere la star ai box non sia motivata dalla volontà di tankare.

Ma non solo, è anche questione di competitività: per Giannis la lealtà non è un assegno in bianco, anzi. Antetokounmpo è stato esplicito: la sua permanenza a Milwaukee è legata a doppio filo alla capacità della franchigia di competere per il titolo ogni singolo anno, cosa che i Bucks al momento non sembrano in grado di fare. Di conseguenza Giannis avrebbe adottato una strategia di pressione costante. Questa mentalità ha cambiato la dinamica interna: i Bucks non lavorano più in un clima di sicurezza, ma sotto la minaccia costante che il loro miglior giocatore possa decidere di non firmare il prossimo rinnovo. Antetokounmpo ha ancora un anno di contratto garantito, ma dal prossimo 1 ottobre, se non sarà ceduto prima, diventerà eleggibile per firmare un quadriennale da 275 milioni di dollari.

Sebbene in passato abbia appoggiato l’arrivo ad esempio di Damian Lillard, la perdita di profondità difensiva e la mancanza di asset per il futuro avrebbero reso inquieto il greco, che vedrebbe una finestra per il titolo sempre più ristretta, anche perché gli anni sono ormai 31 (32 a dicembre) e il fisico non è più graniotico come un tempo: in questa stagione ha disputato solo 36 partite.

Intorno a Giannis Antetokounmpo, ESPN descrive l’ambiente dei Bucks come disfunzionale, “uno dei più tossici della NBA”, con una stagione, quella in corso, costellata di tensioni, meeting interni e costante sfiducia anche nei confronti dell’allenatore Doc Rivers.

Francesco Manzi

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