Giovani Made in Italy: Gabriele Procida, come meritarsi il campo nella giovane Cantù

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Anche quest’anno torna la rubrica di BasketUniverso sui prospetti italiani. E cominciamo subito con un giovane molto interessante, che questa stagione ha la fortuna di avere come guida quel Cesare Pancotto che con le sue parole aveva dato ispirazione al nostro progetto Giovani Made in Italy.Il nostro basket ha delle potenzialità assolute, […]. Il primo passo? Tornare a creare giocatori di scuola italiana ma spiegare loro che lo spazio in campo devono meritarselo e non pretenderlo perché italiani”.
Nel pre-campionato appena concluso, questo giocatore classe 2002 ha dimostrato di potersi meritare il parquet, inserito in un contesto di una giovane Cantù pronta a divertire anche questo campionato in Serie A, con cui ha risposto molto bene contro squadre di pari livello di competizione. L’augurio migliore è che già da quest’anno possa essere un elemento fisso nei dodici dell’Acqua San Bernardo, con il potenziale pronto ad esplodere in futuro: parliamo di Gabriele Procida.

GABRIELE PROCIDA

NATO: 1/6/2002

A: Como

RUOLO: SG

SQUADRA: Acqua San Bernardo Cantù

realgm.com

FISICO: i suoi 196 cm rispettano gli standard per il ruolo che gli compete, a cui aggiunge una notevole lunghezza delle leve corporee e un atletismo con pochi eguali per la sua età: infatti, a dispetto di una massa muscolare ancora in via di sviluppo, presenta un’elasticità nelle gambe fuori dal comune e un’esplosività difficile da contenere. Mobile e veloce, completa il suo pacchetto corporeo con una buona coordinazione dei movimenti e un’equilibrio perfezionabile. Potrebbe acquisire più confidenza nell’uso della mano debole.

TECNICA: nel complesso presenta un repertorio tecnico di prim’ordine per il livello giovanile, su cui dovrà perfezionarsi per competere a livello professionistico: il palleggio attualmente non è ancora completamente efficace per creare un vantaggio di per sé, anche se riesce già a mettere bene palla per terra per attaccare e sta migliorando nella gestione della sfera; nel passaggio presenta ancora dei limiti dal punto di vista della visione del gioco e del decision making, limitandosi al penetra e scarica o a muovere la palla sul perimetro in situazioni in cui si presenta la necessità, più che l’opzione. Il punto di forza del suo arsenale però è il tiro, elegante nella meccanica del gesto con un rilascio fluido e un equilibrio nell’esecuzione che possono colpire da qualsiasi posizione; in particolare, il raggio di maggior pericolosità è la lunga distanza in situazioni da fermo o ricevendo in uscita dai blocchi sul perimetro, anche se ha già dimostrato di poter eseguire correttamente anche il palleggio arresto e tiro. Il suo atletismo e le sue leve sono particolarmente utili a rimbalzo per far ripartire i contropiedi e per compensare un tagliafuori ancora da perfezionare.


FONTE: Italhoop

ATTACCO: ha un grande istinto per la realizzazione, ma agisce in maniera responsabile delle proprie decisioni offensive: per creare un vantaggio dentro l’area riesce a sfruttare a dovere i blocchi per lui sul perimetro, tramite l’ausilio dei quali costringe il difensore a una scelta; scelta che poi il giocatore brianzolo punisce con un cambio di direzione e di velocità per attaccare forte al ferro, per concludere con un appoggio al vetro o addirittura un affondo nel cesto. Il lavoro sull’equilibrio, unito alla velocità in penetrazione, potrebbe dargli un’ulteriore estensione delle soluzioni offensive per poter cambiare opzione di tiro o di gioco in corsa. Senza palla riesce a muoversi e a smarcarsi correttamente, anche sui tagli in backdoor per bucare la difesa avversaria; in alternativa, esce sul perimetro per dare un punto di riferimento ai compagni e colpire dalla lunga. Spesso è lui ad agire come finisher della circolazione di palla della squadra, solo nei primi frangenti della situazione contribuisce a far girare la palla alla ricerca del vantaggio da sfruttare. Le sue doti di tiro e la sua mobilità hanno buona efficacia anche contro una difesa a zona. In contropiede è letale per la sua corsa e la sua attitudine a concludere in prima persona.

DIFESA: svolge il suo compito in maniera onesta, a cominciare dalla difesa sulla palla: riesce a mantenere una corretta posizione, a muovere i piedi in scivolamento per restare davanti e a rimanere concentrato sul proprio uomo, ma deve mostrare più reattività nel leggere il cambio di velocità e nel tenere la posizione, anche nei cambi di mano, evitando di cercare la sfera. Proprio questa sua voglia lo porta a perdere il contatto con l’uomo nella difesa a pallone lontano, a volte mettendo energia con le mani e le gambe in possibili raddoppi per causare la palla persa agli avversari; sarà importante in questo senso cominciare ad avere più pazienza, comprendere il gioco e agire di conseguenza, considerando che è rapido nell’intercettare i cambi di lato e a far partire immediatamente la transizione offensiva.

PERSONALITA‘: difficile ancora capire se si tratta di un uomo-squadra mascherato da leader o viceversa, fatto sta che il suo istinto per il canestro, l’impegno sul campo, l’intraprendenza e la capacità di mettersi al servizio della squadra lo rendono un elemento indispensabile da tenere sul parquet. Apparentemente in costante concentrazione sul gioco, dimostra grande energia e agonismo nello spingere i compagni e se stesso a suon di canestri pesanti.

In sintesi, Procida è una guardia con un repertorio completo da svezzare per poterlo alzare al livello successivo, tuttavia parliamo di un giocatore unico nel suo genere: infatti, doti atletiche come le sue, bilanciate alle tremende abilità al tiro nella stessa persona, non sono riscontrabili in nessun altro giocatore sul panorama italiano, il che rende ancora più intrigante il lavoro o l’impiego che questo ragazzo avrà nel suo futuro canturino. Focalizzandosi sul presente però bisogna rimanere con i piedi per terra: la strada per competere tra i grandi è ancora lunga, soprattutto in un campionato come il nostro, e il ragazzo ha ancora tutto da dimostrare. In bocca al lupo Gabriele!

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