Giovani Made in Italy: Nico Mannion, l’azzurro alla conquista dell’America

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Ormai c’è grande trepidazione per il suo esordio: parliamo sicuramente di un giocatore che nonostante la sua giovane età ha dimostrato qualità che difficilmente il nostro panorama ha riscontrato di recente. Dall’ultimo Europeo U16, quando ha brillato come go-to-guy della nostra nazionale, la Federazione ha avuto un occhio più attento sui progressi del ragazzo e ha deciso di convocarlo per queste Qualificazioni Mondiali: contro l’Olanda potrebbe essere il suo turno, la guardia classe 2001 Nico Mannion si appresta ad abbracciare il progetto azzurro.

 

NICCOLO’ MANNION (here’s avaiable ENG version)

NATO IL: 14/3/2001

DOVE: Siena

SQUADRA: Pinnacle High School

RUOLO: PG

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FISICO: 188 cm per 78 kg. Essendo ancora nel pieno sviluppo della sua formazione cestistica, sicuramente i livelli di forza e massa muscolare sono componenti fondamentali su cui lavorare per assorbire i contatti, chiave per il suo ruolo. Inoltre potrebbe guadagnare qualche centimetro in più. Premesso questo, presenta un atletismo, caratterizzato da una grande esplosività degli arti inferiori, e un cambio di ritmo e velocità inusuali per i giocatori di pari età, che lo rendono un terrificante attaccante con la palla in mano. A livello avanzato sono anche la coordinazione sistemica e il controllo del corpo, infine presenta una notevole mobilità senza palla e un senso della posizione in campo che lo rendono sempre un punto di riferimento importante su cui compagni possono appoggiarsi.

TECNICA: partiamo dal palleggio, fondamentale costruito piuttosto bene e con un buon uso di entrambe le mani, anche senza la tipica velocità e i disarmanti crossover dei palleggiatori d’élite. Mannion punta soprattutto sul primo passo per riuscire a creare a un vantaggio, ma sicuramente questo è un fondamentale su cui si può lavorare per equiparare velocità e controllo di palla. Il passaggio è sicuramente una delle armi più intriganti del ragazzo: nonostante sia un realizzatore naturale, ha una notevole tecnica anche in questo, capace di passare in tutti i modi e di coinvolgere sempre il compagno libero e meglio posizionato e di mantenere il vantaggio con scarichi per i compagni vicino e lontano da canestro, in transizione (la sua modalità preferita) o a difesa schierata. Passiamo al tiro: molto efficiente nella realizzazione sia dal passaggio che dal palleggio, presenta un baricentro molto caricato per poter tirare con la posizione dei piedi non parallela (destro più avanzato), tuttavia la meccanica è molto fluida e ben eseguita in tutte le posizioni e in tutte le situazioni di gioco, avendo sviluppato una componente tattica che probabilmente molti degli italiani di pari età ancora non hanno. Rimbalzo? Una parte del suo repertorio sicuramente svantaggiante, in termini di centimetri e solidità, ma compensata dal suo eccellente atletismo, anche se ancora non è molto pratico del tagliafuori.

ATTACCO: come già detto in precedenza, Mannion è un realizzatore naturale con un versatile quanto tremendamente efficace repertorio offensivo. E’ capace di variare qualsiasi soluzione dal palleggio, anche se la sua preferita è la penetrazione dal pick&roll, dove riesce ad avere la meglio grazie al suo primo passo bruciante e un’esplosività nelle gambe che spinge il palleggio per creare un vantaggio oltre il blocco; la sua notevole comprensione del gioco gli consente non solo di creare la miglior soluzione personale, ma anche quella dei compagni, con passaggi vincenti e scarichi sul perimetro. Come ricevitore, cerca sempre di muoversi per avere la palla e avere il controllo della situazione, ma al contempo può supportare la velocità della circolazione del pallone per mantenere il vantaggio dopo la prima penetrazione. Le sue doti atletiche gli consentono di spingere una transizione veloce e il suo QI gli permette di adeguarsi anche alla difesa a zona.

DIFESA: Nel complesso il giocatore classe 2001 presenta buone caratteristiche da difensore, soprattutto nella copertura a uomo. Grazie alle sue mani sempre reattive e a una posizione ben equilibrata ed aggressiva, ha notevoli capacità di stealer, specialmente sul cambio di mano e di direzione dell’avversario; dimostra anche grande spirito di collaborazione nel raddoppiare l’uomo per poi recuperare e spingere velocemente la transizione, oltre alla giusta posizione e reattività per poter anticipare l’avversario lontano dalla palla anche nella difesa a zona, dove può migliorare ancora in rotazioni e letture.

PERSONALITA: un leader che non ha paura a prendersi responsabilità per sé stesso e per i compagni, i quali si affidano a lui per la sua notevole conoscenza del gioco e la sua applicazione ad alti livelli per efficienza ed efficacia. Sicuramente potrà diventare un playmaker di prima fascia, molto dipenderà anche dalla sua scelta per il futuro, in particolare su quale major college puntare per migliorarsi come giocatore e ambire ad alti traguardi.

 

Nel complesso il ragazzo presenta molte carattistiche che altri giovani della sua età ancora non hanno: tuttavia questo si può ricollegare facilmente a un gioco e a una formazione americana, che lo hanno reso e lo rendono una base intrigante su cui puntare per il futuro azzurro. Con la speranza che la partita con l’Olanda sia la prima di tante.

 

IMMAGINE IN EVIDENZA: Fiba.basketball

Federico Gaibotti

Classe '92 di Brescia, laureato in Scienze Motorie presso l'Università di Bologna, attualmente specializzando in Scienze dello Sport presso l'Università di Urbino. Appassionato di tutto il movimento cestistico italiano e internazionale professionistico e giovanile. Supporter dei San Antonio Spurs. Collaboratore per BasketUniverso da Ottobre 2014
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