Giovani Made in Italy: Tommaso Baldasso, buon sangue non mente

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“Se ai tuoi figli puoi fare solo un regalo, fa in modo che sia l’entusiasmo.” (Bruce Barton, ex-politico del Congresso).

Di sicuro l’entusiasmo e la passione non mancano, almeno per la famiglia di cui stiamo andando a parlare: siamo a Torino, dove il gelo delle Alpi taglia uno dei migliori palcoscenici di storia e cultura italiana, dove la fioritura passa anche dallo sport. Nello specifico, nella pallacanestro, la città magica può vantarsi di avere l’Auxilium, oggi in serie A e titolare di un settore giovanile di primo livello su cui investe parecchio, con i giovani gialloblu che vengono mandati a giocare in Serie B per farsi le ossa nella Allmag Moncalieri: qui troviamo i promettenti Agbogan, Pichi, Trovato, Tassone, Di Bonaventura e soprattutto un giocatore che ne è appena uscito e attualmente sta ripagando davvero bene l’investimento: Tommaso Baldasso.

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NOME E COGNOME: Tommaso Baldasso

NATO IL: 29/1/1998 a Torino

RUOLO: Playmaker

SQUADRA: Virtus Roma (Serie A2)

Per la verità Tommaso non ha la pallacanestro nel sangue immediatamente dalla nascita: è il fratello minore di Lorenzo, anche lui tra le fila delle giovanili della PMS per poi passare al mondo professionistico a Matera prima e Trieste oggi, ed è figlio di Massimo Baldasso, imprenditore ed ex-cestista a livello regionale ma soprattutto un padre sempre in prima linea come tifoso dei propri figli. Come il padre stesso raccontò in un’intervista a planetbasket.it, “Un’estate di molti anni fa, tornavamo da una partita di calcio e ci siamo fermati con le biciclette a bere ad un toro verde (fontanella, ndr) posto ai margini di un piccolissimo campetto di basket collegnese. Dopo avere bevuto presi il pallone da calcio e feci un tiro a canestro, così volle provare Lorenzo prima e poi Tommaso… Non giocammo mai più a calcio, ma dalla sera dopo i ragazzi mi chiesero di tornare a giocare a basket… Brividi, a pensarci ora. Così inizia il percorso del ragazzo, il quale, in compagnia del fratello e del padre, intraprende un’avventura cestistica, cresce in un contesto che lo vede sopraelevarsi come talento offensivo di prima scelta, ma anche come buonissimo difensore a uomo e soprattutto lavoratore saldo e con i piedi per terra.

Tommaso, papà Massimo e Lorenzo Baldasso: una famiglia tutta legata alla PMS (planetbasket.it)

La sua prima occasione per mettersi in mostra a livello nazionale la coglie al Trofeo delle Regioni 2013 di Genova, probabilmente uno dei tornei più ricchi di talento degli ultimi anni: il Piemonte del giovane Baldasso presenta interessanti prospetti sotto coach Casalone tra i quali Gay, Giustetto, Ielmini, De Ros, De Negri e soprattutto Visconti; ma il torinese, eletto tra l’altro capitano della rappresentanza, si erge sopra gli altri con ottime prestazioni, in cui dimostra agli scout non solo di avere doti spiccate vicino al ferro (15,3 punti di media), ma anche abilità nel recupero palla e a rimbalzo. La selezione va piuttosto bene, al punto da arrivare in finale, ma qui la Toscana di Bucarelli e di un’inarrestabile Moretti infrange il sogno del primo posto dopo un tempo supplementare. Però Tommaso sta crescendo e al termine di quell’anno lo aspettano le Finali Nazionali U17 di Porto Sant’Epidio: il ragazzo pur essendo sotto età porta un discreto contributo alla causa (8 punti di media), ma ancora una volta è un canestro a condannare la PMS, con Ukaegbu che segna il tap-in vincente nella sfida ai quarti contro Cantù. 68 per i brianzoli, 66 per i torinesi. Fine dei giochi, ma non per il nostro classe ‘98: in estate lo attendono i raduni della nazionale giovanile U15 e U16, ai quali partecipa con molto fervore.

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La stagione 2014/2015, così come la successiva, lo vedono crescere sotto il profilo della personalità, attraverso l’apprendimento degli schemi e della tattica per aiutarlo a formarsi come giocatore; le sue capacità offensive si traducono meno nella finalizzazione e più nel gioco di squadra, ma i risultati inizialmente stentano ad arrivare con la mancata qualificazione alle Finali Nazionali U17 e con poco spazio alle Finali DNG di Udine. Tanto aiuto nella sua formazione lo trova nella convocazione per l’Europeo U16 di Riga, dove però delude le attese producendo appena 3.1 punti di media in 16’ di utilizzo. L’annata seguente però Tommaso si fa trovare pronto prendendo per mano sia l’U17 che la DNG: ora non è più solamente il primo terminale offensivo, ma anche un buon passatore con discreta predizione al rimbalzo e, soprattutto, è un uomo-squadra a cui affidare i palloni per far muovere le azioni. Durante la stagione successiva centra entrambe le finali nazionali per la sua categoria, complice anche il primo approccio professionistico in Serie C con la Pallacanestro Moncalieri: viaggia sui 10 punti di media in tutte le categorie, ma fa registrare sempre più di 3 rimbalzi e 3 assist di media ad allacciata di scarpe. Entrambe le categorie giovanili trovano epilogo ai quarti di finale, ma Tommaso è migliorato ancora e la stagione dopo il livello si alza ancora andando a disputare il campionato di Serie B: la sfida non intimorisce il ragazzo classe ‘98 che viaggia a 11 punti e 2.9 rimbalzi di media in 22 gare disputate; si fa notare anche a livello internazionale all’Adidas Next Generation Tournament di Roma, con la maglia, in prestito, di Milano giocando tre gare paurose a 21.7 punti conditi da 4.7 rimbalzi e 4.3 assist di media. Ora lo sta attendendo la sfida in A2 con la maglia della Virtus Roma, dove il ragazzo ha già trovato minuti importanti sotto la direzione di coach Corbani.

14808906_1236496369705755_1615607294_oDopo aver descritto la sua carriera finora, è tempo di definire il giocatore: Baldasso è un playmaker dall’alto coefficiente realizzativo, come avrete ben capito, ed è dotato di un vasto repertorio di soluzioni, dall’1vs1 al tiro da fuori. Dal punto di vista fisico, il ragazzo è molto sviluppato per il suo ruolo grazie a un notevole lavoro e a una gestione molto accurata che lo rendono pericoloso contro avversari più leggeri; a livello di fondamentali, possiede un ball-handling veloce e disarmante per poter battere il proprio avversario in 1vs1, meno il primo passo. La sua arma preferita negli scontri individuali è il tiro in sospensione, soprattutto dall’arco, dovuto a un buon controllo del corpo con un rilascio veloce e pulito: tuttavia, sul tiro pecca di costanza e soprattutto di decisione con tante forzature personali, cosa che deve spingere il ragazzo a giocare più con i compagni, punto fondamentale nello sviluppo di un regista. Nel suo ruolo, Tommaso non è un atleta che predilige la gestione del gioco o la circolazione del pallone quanto più la transizione e le azioni veloci e semplici con un pick n roll alto, eseguito tra l’altro molto bene (punto a favore nelle sue caratteristiche), per avere un vantaggio nell’attacco al ferro da concludersi con un appoggio o uno scarico: ma se in Serie B poteva essere efficace, per livelli più alti dovrà imparare a controllare il proprio spirito rampante e a migliorare di più anche a livello tattico. Difensivamente? Il nostro azzurrino è inquadrato bene sulla difesa a uomo, dove tuttavia deve migliorare in termini di aggressività, ma soprattutto lontano dalla palla, grazie alla sua capacità di leggere bene i movimenti dell’avversario: questo gli ha consentito di avere una buona voce nella statistica recuperi, dove è cresciuto costantemente nel corso degli anni, anche se ora dovrà essere bravo anche ad adattarsi a giocare a zona e ad alzare il ritmo sulla circolazione della palla degli avversari.

Nel complesso, abbiamo un buonissimo playmaker in un’annata davvero proficua per questo ruolo con Moretti, Antelli e Penna, compagni di nazionale del torinese; per un giocatore che compete già a livelli professionistici non può che esserci miglioramento, con l’applicazione e il duro lavoro che finora ha espresso. Sempre con un papà a fianco e un fratello come compagno di viaggio e motivazione per crescere.

 

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