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Gli Hawks omaggiano uno strip club, Luke Kornet non ci sta: “Più rispetto per le donne”

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Nei giorni scorsi aveva fatto scalpore un annuncio degli Atlanta Hawks, che avevano messo in programma speciale per il prossimo 16 marzo: la “Magic City Night”, dedicata allo strip club Magic City, il club a luci rosse più famoso della città e forse degli interi USA, che l’anno scorso ha compiuto 40 anni. Tra spettacoli, alette di pollo (sono la specialità del locale) e una felpa limited edition in vendita per oltre 100 dollari, la notizia aveva generato grandi discussioni. L’iniziativa è stata presentata come un omaggio a un’istituzione della cultura di Atlanta, nota non solo per la sua attività principale ma anche per l’influenza esercitata nel mondo dell’hip-hop.

Proprio questa celebrazione ha però sollevato una dura obiezione da parte di Luke Kornet, centro dei San Antonio Spurs, che in un intervento articolato ha espresso forte disagio per l’associazione tra una franchigia NBA e un club per adulti. Secondo il giocatore, una lega come la NBA, seguita da milioni di famiglie e giovani tifosi, dovrebbe mantenere standard coerenti con un messaggio di rispetto e tutela della dignità delle donne: “La NBA dovrebbe voler proteggere e valorizzare le donne, molte delle quali lavorano con impegno ogni giorno per rendere questa la migliore lega di basket al mondo. Dovremmo promuovere un ambiente che sia protettivo e rispettoso delle figlie, delle mogli, delle sorelle, delle madri e delle partner che conosciamo e amiamo… Consentire che questa serata si svolga senza proteste si rifletterebbe negativamente su di noi come comunità NBA, in particolare rendendoci complici nella potenziale oggettificazione e nel maltrattamento delle donne nella nostra società”.

Le parole di Kornet hanno immediatamente diviso l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi condivide la sua posizione, ritenendo inopportuno che una squadra professionistica promuova uno strip club. Dall’altra, molti difendono la scelta degli Hawks, sostenendo che il Magic City rappresenti davvero un pezzo autentico della storia culturale di Atlanta, soprattutto per il suo ruolo nella scena musicale della città. La proprietà della franchigia al momento non ha annunciato modifiche al programma: l’evento resta confermato, mentre il dibattito continua ad allargarsi.

Francesco Manzi

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