Goga Bitadze, la Next Big Thing in Eurolega

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Ieri sera Milano ha confezionato la prima vittoria nel girone di ritorno in Eurolega, una prova di superiorità contro il Buducnost per 111-94, con i biancorossi sempre in completo controllo della partita. Tuttavia ben altro che è emerso dalla partita: un giocatore in particolare, capace di distinguersi per il suo tremendo impatto in uscita dalla panchina e che ha dato filo da torcere a Tarczewski e Gudaitis. Per lui era solo la seconda partita di Eurolega quest’anno, ma ha fatto anche meglio della precedente: dopo i 17 punti con 7 rimbalzi e 4 stoppate contro il Bayern Monaco (22 di valutazione), ha messo 23 punti conditi da 8 rimbalzi e 3 stoppate (31 di valutazione) di fronte al pubblico biancorosso. Il nome del protagonista in questione è Goga Bitadze. Scopriamo chi è.

La carriera cestistica del nativo di Tbilisi, capitale della Georgia, ha avuto una rapida ascesa dall’estate del 2015: a quel tempo Bitadze giocava nel Vita Tbilisi, militante nella seconda divisione georgiana, quindi decisamente nascosto agli occhi dei grandi palcoscenici; ma quando hai 16 anni, un corpo ben sviluppato, buoni movimenti di base per un ruolo da big vero e un potenziale ancora tutto da esprimere, arriva per forza la chiamata della nazionale U16 per gli Europei di categoria in Div.B in Bulgaria. Qui trascina i suoi a un quinto posto con 14.2 punti, 8.8 rimbalzi e 3.7 stoppate di media che gli valgono l’inserimento nel miglior quintetto della manifestazione. Gli scout notano subito i suoi mezzi intriganti, ma la prima squadra a investire sul prospetto è la formazione Mega Leks di Belgrado: l’attenzione cresce ancora, pensando che il centro georgiano proseguirà il suo percorso nel club che ha lanciato verso l’NBA altri lunghi come Ivica Zubac, Boban Marjanovic e l’All-Star Nikola Jokic. Dopo un anno di prestito al KK Smeredevo, stagione in cui guida anche il Mega Leks U18 alla finale dell’ANGT, nell’annata 2017-18 comincia a mettere su numeri interessanti con la prima squadra in Lega Adriatica: 11.8 punti con il 50% da due, 6.9 rimbalzi e 2.1 stoppate in 23’ di media. Tuttavia il suo repertorio come giocatore presenta ancora molti limiti, soprattutto a livello difensivo e comportamentale. Limiti che ha mantenuto tutt’ora, quali discutere molto con la terna arbitrale e un linguaggio del corpo troppo spesso agitato e stressato, tanto che pur essendosi dichiarato eleggibile al Draft 2018 ad Aprile, ha alla fine deciso di rinunciarvi due mesi dopo. Troppo presto? Sicuramente. La miglior conferma di questa ipotesi è la stagione corrente: dopo aver migliorato alcuni punti del suo gioco, quali la presenza e l’efficacia vicino a canestro, oltre che a un ulteriore sviluppo nel potenziale come rim protector, crescono le responsabilità e la sua centralità nel gioco del Mega Leks. Risultato? In 11 partite di Lega Adriatica mette a segno 20.2 punti con il 60% da due (oltre a un 10/24 da tre notevole), condito da 7.9 rimbalzi e 2.5 stoppate di media. La chiamata del Buducnost di poche settimane fa gli apre le porte dell’Eurolega e ora si attende solamente di capire lo sviluppo che avrà il giocatore georgiano, che tra l’altro è ormai fisso nel giro della Nazionale maggiore. Il tutto a 19 anni.

(FONTE: Eurohoops.net)

Punti di forza e di debolezza

Parliamo di un cosiddetto stretch big di 211 cm per 112 kg, ossia un giocatore che può estendere il suo raggio d’azione fino al perimetro, sia da spot-up che saltando da un blocco in una situazione di pick&roll o pick&pop, fornendo più spazio per la penetrazione dal palleggio e un taglio deciso. Il fisico è ben strutturato e bilanciato e dimostra una mobilità e una coordinazione dei movimenti sopra la media (compreso il lavoro di piedi), oltre a questo si aggiunge una notevole capacità di correre bene il campo. Tra i punti deboli del suo fisico però c’è una scarsa esplosività, che lo rende più scoperto contro giocatori dinamici.

Dal punto di vista tecnico, la padronanza del palleggio è relativa solo alle situazioni di post-basso o alle eccezionali occasioni in cui può rompere gli schemi fintando un consegnato e attaccando direttamente il canestro dal perimetro. Le capacità di passaggio sono un passo avanti rispetto al prototipo del centro, essendo capace, da boa a centro area, di aprire il gioco verso il perimetro per i tiratori con una buona visione e i tempi giusti. Alla voce tiro, si distingue dai pari ruolo per la capacità di tirare da tutte le posizioni, arco compreso: la meccanica non è paragonabile a quella di un tiratore puro, però il movimento e l’efficacia del tiro (soprattutto in situazioni off the catch) danno buoni risultati, anche se è da perfezionare il rilascio: dimostra buona confidenza con questo fondamentale e una buona selezione dei tiri. A rimbalzo è un giocatore solido: dimostra di avere le leve, la posizione, la capacità di effettuare il taglia-fuori e l’energia per prendere il pallone. Infine è un eccellente stoppatore, che sia da fermo o in movimento, con un buon timing e la volontà di non abbassare mai le braccia.

(FONTE: SportsHome YouTube Channel)

Il repertorio offensivo è praticamente completo: innanzitutto è un efficiente finisher nelle situazioni di pick&roll e sui tagli in transizione, e può creare il suo gioco spalle a canestro lavorando con la parte superiore del corpo e muovendo i piedi in avvicinamento. Dal mid-range in poi, agisce molto più da spot-up shooter, ossia un giocatore capace di tirare immediatamente non appena ricevuto la palla: in questo caso da situazioni per lo più di pick&pop o da penetra e scarica degli esterni. Raramente attacca il canestro dal perimetro. Il suo arsenale d’attacco fatica contro avversari più massicci o dinamici, inoltre paga di esperienza contro i centri di alto livello e deve ancora imparare a leggere i raddoppi.

Difensivamente si presenta bene, come detto in precedenza, da potenziale rim protector, caratteristica dovuta alla combinazione tra la solidità a rimbalzo e l’eccellenza come stoppatore. Un primo grande limite difensivo è la poca rapidità nel coprire gli scivolamenti delle guardie, dovuto a una lateralità dei movimenti difensivi poco sviluppata. Questa lacuna lo spinge ad aspettare gli esterni in area, rendendolo incapace di uscire sul perimetro e mantenere gli accoppiamenti, soprattutto sui cambi nelle situazioni di pick&roll. Oltre a questo, mette sempre molta, a volte anche troppa, energia nel chiudere la strada verso il canestro: questo lo mette parecchio nei guai in termini di falli, chiudendo spesso anzitempo le sue partite o costringendolo a limitarsi nel momento in cui raggiunge quota 4 falli (come ieri sera contro Milano). Inoltre deve migliorare l’attenzione nella difesa lontano dalla palla.

Nel complesso le premesse per raggiungere l’NBA ci sono tutte, ma non è ancora da considerare un prospetto con un impatto significativo appena sbarcato negli States: la concorrenza sotto canestro nella Lega più competitiva al mondo è spietata (da Joel Embiid a Nikola Jokic, passando per Anthony Davis, Andre Drummond, Al Horford) e una chiamata alla fine del primo giro o una 2nd round pick tra la 30-40 dovrebbe dargli il tempo necessario per ambientarsi all’ombra dei più grandi e, nel giro di 2-3 anni, di puntare a competervi. Sono comunque previsioni piuttosto azzardate, il presente ora è quello che conta: ritagliarsi importanti minuti e un ruolo in Eurolega per maturare al più alto livello professionistico europeo. Da lì in poi il futuro sarà un capitolo tutto da scrivere. Gisurveb, Goga!

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