Grazie Drake

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29-09-2007/17-05-2018

Non sono date casuali, ma quelle che segnano l’esordio in Serie A e l’ultima partita della carriera di un giocatore che rimarrà nella storia del basket italiano: Drake Diener.

Drake nasce a Fond Du Lac il 19 dicembre 1981 e fin dai primi anni della sua vita cresce a pane e basket, grazie al padre Dick e al cugino Travis di pochi mesi più piccolo di lui. Sì, lo stesso Travis con cui farà faville a Sassari prima e a Cremona poi.

Una volta chiusa la carriera collegiale a 13.8 ppg (41% da 3), 3.8 assist e quasi 4 rimbalzi ad allacciata di scarpe, Drake riceve diverse chiamate da squadre NBA per compiere, finalmente, proprio insieme al cugino il grande salto.
Fin dai primi allenamenti sente che c’è qualcosa che non va.

In una lunga intervista rilasciata al quotidiano Avvenire, dichiara

“Nel 2005 ho scoperto di essere affetto dal morbo di Crohn. Avevo forti dolori allo stomaco. Non avevo più fame e dimagrivo giorno dopo giorno. Quando sono uscito dall’ospedale ero l’uomo più felice della Terra, anche se da questa malattia non si guarisce mai completamente”.

Nel 2006, a solo un anno da quella terribile malattia, Drake è però nuovamente in campo. Decide di ripartire dall’Italia, da Castelletto Ticino nel campionato di Legadue. Non sa probabilmente che per lui l’Italia diventerà un paese importante e che tra l’anno a Castelletto Ticino e quelli a Capo d’Orlando, Teramo, Sassari, Reggio Emilia e Cremona, rimarrà nella Penisola per 11 anni quasi ininterrotti, intervallati solo dalla breve e sfortunata esperienza a Saragozza.

A portarlo in Italia è Meo Sacchetti, che Drake ama definire “zio”. Il “baffo” più famoso del basket nostrano, dopo la salvezza ottenuta con la compagine piemontese anche grazie all’apporto della guardia americana (17 punti di media a partita), decide di portare Diener con lui a Capo d’Orlando.

Drake Diener alla sua prima esperienza con Capo d’Orlando (orlandinabasket.it)

In Sicilia Drake e Meo, coadiuvati da un gruppo straordinario e affiatato fin dalle primissime partite, compiono una sorta di miracolo sportivo spingendo la squadra siciliana al sesto posto in classifica, in quello che è ancora il miglior risultato della storia per l’Orlandina.

I due però dopo due annate di successi si separano: Sacchetti va prima a Udine e poi a Sassari e alla prima stagione sulla panchina della Dinamo porta i sardi per la prima volta nella loro storia in Serie A.

Drake invece viene prontamente ingaggiato dalla Montepaschi Siena, autentica squadra schiacciasassi. A Siena, nel 2008, tra campionato ed Eurolega gioca solo 28 partite, ma porta a casa uno scudetto e una Final Four di Eurolega.

Prima di ritrovare “zio Meo”, Drake gioca ad Avellino e a Teramo. Con gli abruzzesi, nel campionato 2010-2011 affronta il cugino Travis e Meo Sacchetti in due partite dal sapore speciale. La Dinamo vince entrambi i confronti contro Teramo, ma l’anno successivo decide di investire parte del suo budget proprio per la guardia di Fond Du Lac e finalmente Drake sbarca in Sardegna.

Ci tengo a sottolineare “finalmente”, perché è dall’inizio di questo articolo che volevo scrivere dell’arrivo di Drake nella mia Sassari. Con la Dinamo infatti Diener vive il periodo migliore della sua carriera e regala svariate emozioni al pubblico sassarese.

Alla prima stagione con i biancoblù, insieme al cugino Travis spinge la Dinamo al quarto posto in regular season e i tifosi sassaresi iniziano a sognare in grande.

Al primo turno playoff Sassari affronta la Virtus Bologna e gara 2, dopo un supplementare Drake decide di risolverla così:

Sassari vincerà poi la serie per 3-0 e accederà per la prima volta nella sua storia in semifinale ottenendo anche il pass per l’Eurocup.
In semifinale la Dinamo si arrende contro la corazzata Montepaschi Siena e contro i toscani nemmeno Diener può nulla: 11 punti di media nelle tre partite con solo il 25% dai 6.75.

Drake Diener con la maglia della Dinamo Sassari (elperiodicodearagon)

La sua miglior stagione con la Dinamo e, forse della sua carriera, però risulta essere la terza, quella 2013-2014.

Dopo la delusione della cocente eliminazione contro Cantù in una stagione che aveva visto la Dinamo chiudere la regular season al secondo posto, Sardara decide ancora una volta di ripartire dai cugini Diener. A Sassari i due americani di Fond Du Lac decidono di dare i natali ai loro figli, tanto per far capire quanto la Sardegna sia stata una terra importante non solo per la loro carriera.

Drake dimostra, se ce ne fosse bisogno, di essere un vero e proprio cecchino. Regala alla Dinamo la prima Coppa Italia della sua storia e, nonostante l’MVP lo vinca Travis Diener, ai quarti contro Milano Drake realizza un altro dei suoi buzzer:

 

La stagione prosegue a gonfie vele e Drake diventa l’MVP del campionato italiano. Un vero e proprio successo per un giocatore che nel corso della sua vita ha sofferto, tanto, tantissimo, ma che ha dimostrato che con impegno, costanza e determinazione si possono raggiungere grandissimi risultati e si può sempre ripartire al meglio.
Chiude la stagione con 19.4 ppg tirando con quasi il 52% da 3 e il 63% da 2.

Sassari termina quella stagione in semifinale playoff contro Milano, ma ai quarti contro Brindisi, al primo quarto di gara 2, Drake realizza forse uno dei quarti migliori della sua avventura sassarese.
7/8 da 3 nei primi 10′ e partita in cassaforte.

Travis si ritira e Drake va a Reggio Emilia . C’è la nuova separazione tra “ManDrake” e Meo Sacchetti, ma non sono terminate le emozioni e gli incroci tra i due.

Un vero colpo al cuore per tutti i tifosi della Dinamo e per chi scrive che con Drake ha sempre avuto un rapporto speciale. Non è stato un semplice Campione in campo, di quelli la Dinamo ne ha avuti tanti. Drake è stato un Campione fuori dal campo, con i tifosi, con i compagni. In soli 3 anni è riuscito a entrare nei cuori di tutti i tifosi della Dinamo, che dopo la sua ultima partita con Cremona hanno voluto celebrare il campione di Fond Du Lac con foto e video dedicati a un giocatore destinato a entrare nell’Olimpo del basket italiano.

Drake Diener con la maglia di Reggio Emilia al PalaSerradimigni.

Quella 2014-2015 è la stagione del Triplete della Dinamo, Sassari vince tutto in Italia, ma sia in Coppa Italia che ai playoff, i sardi trovano sulla loro strada la Grissin Bon Reggio Emilia di Drake.

In Coppa Italia la Dinamo vince 77-65 grazie a un ottimo gioco corale e ai 9 punti di David Logan, proprio il sostituto di ManDrake.

Le due squadre si trovano anche in finale scudetto, in quella che forse è stata una delle serie più combattute ed emozionanti degli ultimi anni. Si arriva a gara 7, dopo che Reggio a Sassari, aveva sprecato il match point in una gara 6 da 3 overtime.

Gli emiliani chiudono il primo quarto avanti 21-7 e la festa sembra ormai vicina. Drake sembra vicinissimo a conquistare il suo secondo scudetto. Le favole però non sempre vanno nel verso giusto, Sassari rimonta e a 3″ dalla fine è avanti 73-75.
Il tiro decisivo viene affidato a Diener, ma la palla non tocca nemmeno il ferro e Sassari vince lo scudetto.


(tiro decisivo al minuto 6’30”)

Spesso le favole non si concludono nel migliore dei modi e ancora una volta la Dea Bendata gira le spalle a Drake che vede la sua ex squadra esultare per la conquista del tricolore.

Dopo un solo anno decide di lasciare Reggio Emilia e vola in Spagna, a Saragozza.

A dicembre 2015, un’altra botta. Sicuramente ben peggiore di quella subita al PalaBigi 6 mesi prima e la malattia si ripresenta in forma acuta.

Drake Diener non conosce il significato del verbo “arrendersi”: dopo ogni caduta si è sempre rialzato.

“Ho iniziato a stare male alla fine di ottobre e le cose non sono migliorate. Il morbo si presenta in maniera diversa per ogni persona che ne è affetta: nel mio caso, si tratta di dolori addominali e affaticamento. E’ dura, ma non mollo.”, aveva dichiarato in un’intervista a “La Nuova Sardegna”.

Nonostante le difficoltà e il momento negativo Drake non molla e torna negli USA con la famiglia.
Carriera finita? Non scherziamo. Decide di tornare e lo fa nella “sua” Capo d’Orlando, nella città in cui ha esordito in Serie A e con cui in quell’ormai lontana stagione 2007-2008 aveva raggiunto i playoff.

Le cifre non sono le stesse dell’anno da MVP a Sassari, ma disputa comunque un ottimo campionato e coadiuvato da Iannuzzi, Tepic e Delas conduce ancora una volta l’Orlandina alle Final Eight di Coppa Italia e ai playoff. I siciliani si prendono anche il lusso di battere Milano al Forum nella prima partita di post season.

Drake Diener e “zio” Meo Sacchetti.

Dopo un solo anno cambia ancora una volta squadra, stavolta stupendo un po’ tutti. Dopo tre anni di inattività Travis Diener decide di tornare a giocare e la meta è Cremona con Meo Sacchetti in panchina. Quale miglior occasione per riformare il terzetto che aveva fatto sognare tutta la Sassari cestistica?
Firma un contratto annuale con la Vanoli, che viene ripescata in Serie A e stupisce tutti gli addetti ai lavori. Prima raggiunge le Final Eight e batte ai quarti di finale la Sidigas Avellino, prima classificata al termine del girone d’andata e poi raggiunge in extremis i playoff, soffiando l’ottavo posto proprio alla “sua” Sassari.

A pochi giorni dall’ultima partita di regular season arriva l’ufficialità: Drake termina la sua carriera  e andrà ad allenare negli Stati Uniti alla Marian University of Fond du Lac.

Cremona come detto va ai playoff e Drake allunga la sua carriera di ulteriori tre partite. Negli ultimi secondi di gara 3 “zio Meo” decide di concedergli una più che meritata standing ovation.

Ovazione che però non si limita al solo ParaRadi, ma che coinvolge sicuramente tutta la Penisola. Un giocatore che in qualunque città in cui ha giocato si è sempre fatto amare dai tifosi, dai compagni e da tutto lo staff. Un giocatore che prima di essere un Campione in campo è stato un Campione nella vita (Campione scritto volutamente con la “C” maiuscola).
Un giocatore come lui mancherà tantissimo a tutta l’Italia cestistica, ma siamo sicuri che tra qualche anno tornerà per insegnare questo sport nel migliore dei modi.

Ad maiora e grazie Drake.

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