Houston cede gara-1 a Golden State nonostante uno strepitoso James Harden

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I Golden State Warriors ribaltano il fattore campo nella prima partita delle Western Conference Finals, costringendo Houston a rincorrere i campioni in carica già a partire da gara-2. 

La partita inizia bene per i padroni di casa, forti di un James Harden subito ispirato e autore di ben 12 punti nei primi 7 minuti di gioco. Dall’altra parte, tuttavia, il suo ex-compagno Kevin Durant non è da meno e con 13 punti riduce il vantaggio dei Rockets ad un solo punto (30-29 alla prima sirena). Nei successivi 10 minuti Golden State sembra essere pronta a prendere il largo e in seguito dilagare, ma i Rockets riescono in qualche modo a restare in scia e, sul finire del secondo quarto, il solito Harden ripristina la parità con tre canestri consecutivi (56-56).

Tuttavia, i canestri di Harden rimandano solamente il copione previsto dai ragazzi di Steve Kerr, che affidandosi al solito Durant volano fino al +14, salvo poi calare leggermente sul finire del terzo periodo (87-80). Senza lasciarsi prendere dal panico e approfittando della vena realizzativa di Thompson e Curry, Golden State amministra il vantaggio per tutto il quarto quarto, non lasciandosi mai impensierire dai 41 punti di Harden. Il match termina con il punteggio di 119 a 106 in favore di Golden State, che dimostra ancora una volta di essere la squadra da battere in questi playoff.

Houston Rockets: Ariza 8, Tucker 1, Capela 12, Harden 41, Paul 23, Gordon 15, Mbah a Moute, G. Green 6, Anderson, Nene.

Golden State Warriors: Iguodala 11, Durant 37, D. Green 5, Thompson 28, Curry 18, Looney 2, Young 9, Livingston 7, West 2.

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