I Knicks non pubblicano un messaggio in favore del Black Lives Matter, giocatori furiosi con James Dolan

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I New York Knicks sono state una delle pochissime squadre NBA (l’altra sono gli Spurs) a non aver pubblicato un comunicato ufficiale in cui si condanna il razzismo e in generale le ingiustizie verso le minoranze etniche negli USA, argomento caldissimo che sta vedendo decine di migliaia di cittadini protestare per strada in tutte le grandi città in questi giorni.

La notizia non sorprende davvero molto, considerando che James Dolan, proprietario dei Knicks, è un sostenitore di lungo corso di Donald Trump, finanziatore della sua campagna elettorale nel 2016 e anche adesso, in vista delle votazioni del prossimo novembre. L’assenza di una comunicazione a supporto delle proteste però ha indispettito, per usare un eufemismo, gli stessi giocatori di New York, che secondo Pablo S. Torre sarebbero addirittura “furiosi” per quanto (non) è stato fatto dalla franchigia. Inoltre il giornalista ha pubblicato il contenuto di una e-mail inviata da Dolan ai dipendenti del Madison Square Garden, difendendo la decisione di non esprimersi su quanto sta accadendo dopo l’uccisione di George Floyd. “Voglio che sappiate che capisco l’importanza del problema. Ma allo stesso modo, voglio che capiate la nostra posizione interna” – si legge nella mail – “È un periodo turbolento per la nostra Nazione. Il coronavirus e le agitazioni civili hanno cambiato il nostro modo di vivere. Noi del MSG sosteniamo i valori del rispetto e della pace nel posto di lavoro. Lo faremo sempre. Come azienda nel business dello sport e dell’intrattenimento, però, non siamo più qualificati di chiunque altro per offrire la nostra opinione su questioni sociali. Quel che è importante è come operiamo”.

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